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Loretta Goggi: tutto tranne i reality

La tv mi ha dato tutto, ma voglio chiarire una cosa...

Ven 07 Ago 2009 | di Alma Pentesilea | Interviste Esclusive
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Ha una voce squillante, il sorriso sempre aperto e pronto a trasformarsi in una risata sonora. Se le chiedi un autografo, non si tira indietro e, se può, ti concede tutto il tempo che ha. è l'ultima delle artiste capace di intrattenere, presentare, recitare ed anche cantare. Con una passione per la tv nata da bambina. «Guardavo la scatola magica e pensavo che un giorno sarei voluta stare lì dentro - mi racconta Loretta Goggi -. Erano gli anni Cinquanta, gli anni degli sceneggiati tv».

Si ricorda il suo primo provino?
«Avevo 9 anni ed ero costretta a letto dall'itterizia. Non potevo muovermi ed allora leggevo i giornali e guardavo la tv. Ricordo che lessi che in Rai cercavano una bambina per un film giallo. Una bambina alle prime armi che non aveva mai recitato. Allora decisi di partecipare. E furono proprio i miei genitori ad accompagnarmi».

Anche perché suo padre aveva una forte passione per il mondo dello spettacolo.
«Mio padre adorava cantare. Prima di diventare impiegato alla Camera dei Deputati, aveva fatto un provino per entrare nel Quartetto Cetra, in sostituzione di uno dei quattro. E lo aveva superato. Ma poi era rientrato il legittimo titolare e papà aveva abbandonato questo sogno. Quando io nacqui, lui capì subito che ero molto intonata. Per questo, appena cresciuta un po’, iniziai a studiare pianoforte e canto. Ma il mio sogno era la tv. Per questo mi iscrissi al casting, anche se ero timidissima e insicura. In realtà erano molto più convinti i miei genitori: loro vollero che andassi, ma proprio perché erano sicuri che non sarei mai stata presa!».

E, invece, è stata scelta.
«Prima del provino, raccontai ad alcune persone che facevano parte della produzione che io, in realtà, avevo recitato, che non ero proprio alle prime armi, come richiesto. Chi mi ascoltava, allora, mi suggerì di non svelare questo segreto. Ma, durante il provino, quando me lo chiesero, confessai. Quando mi resi conto della gaffe, mi tappai la bocca con una mano e cominciai a piangere – come faccio sempre, motivo per cui sono soprannominata “rubinetto” -. Quando il regista mi domandò perché mi fossi tappata la bocca, gli dissi che mi avevano suggerito di non raccontare la verità, ma che mi era scappato. Lui allora mi chiese dove avessi recitato: quando gli rivelai che la mia prima prova da attrice era stata una recita scolastica in quarta elementare. si mise a ridere e mi prese!».

Qual è il suo rapporto con la tv?
«C’è sempre stato un rapporto di profondo amore, anche se ad un certo punto ho deciso di recidere il cordone. Non volevo rimanerne schiava. Penso che un artista debba saper far tutto. Bisogna essere dei performer a 360°. Appena mi sono sentita una 18enne a livello professionale - intorno agli anni ’80 -, ho deciso di lasciare la tv e avventurarmi nel teatro. La mia prima esperienza è stata con Gigi Proietti. Poi sono arrivata anche a Sanremo ed ho stupito perché tutti erano abituati a sentirmi cantare le siglette televisive».

Eppure sembra che la tv non sia stata molto generosa con lei e che, ad un certo punto, l'abbia allontanata.
«In realtà non è così, anche se in molti sono convinti che la tv non sia stata generosa con me. La tv, al contrario, mi ha dato tantissimo. Praticamente mi ha pagata per imparare un mestiere: meglio di così, non si può! Sono io che, ad un certo punto, ho pensato che fosse necessario fare altro. Non ho in mente dei format che mi piacerebbe condurre o che aspetto che mi propongano. Al massimo potrei tornare a presentare Miss Italia o delle serate. Ma sono contenta che il pubblico mi ami tanto e che vorrebbe rivedermi sul piccolo schermo!».

Cosa pensa della tv di oggi?
«Sono onnivora. La guardo tutta. Tranne i reality, perché mi annoiano, è un tipo di spettacolo che non mi attira. Credo che la tv, oggi, sia un punto di partenza, non di arrivo, per chi vuole diventare un artista».

Cosa le ha dato il teatro?
«Il teatro dà molto, il teatro è sacrificio, significa avere una valigia sempre pronta, dormire ogni sera in un posto diverso. Riempirlo, poi, è un’altra storia ancora! La tv, al contrario, ti vizia: significa andare tutti i giorni nello stesso posto, registrare o presentare in diretta e tornare a casa. Anche per questo, ad un certo punto, ho deciso di mollare».

Cosa desidera che provi il pubblico che viene a teatro a guardarla?
«La cosa importante è che il pubblico esca soddisfatto. Mi piace, comunque, interpretare qualcosa di lontano dalla mia immagine di Loretta Goggi “imitatrice”. L’ultimo mio spettacolo era un one woman show alla Fiorello, alla Panariello: fino ad allora, avevo fatto solo la brava presentatrice. è stata una sfida. Come quando sono andata a San Remo per convincere tutti che sapevo anche cantare e come quando ho interpretato il ruolo di una madre nel film di Melchionna "Gas"».

Ha mai usato la sua popolarità per aiutare gli altri?
«Sono sempre stata vicina a chi aveva bisogno, senza sentire la necessità di farne parola. Ho venduto piatti, allestito alberi di Natale, ho partecipato a TrentaOre per la vita per case famiglia, ho venduto uova di Pasqua, ho preso parte a spettacoli per chi presta assistenza domiciliare a malati terminali. Ho portato avanti una campagna informativa per chi è colpito da infarto.  Ma l’ho fatto sempre non cercando di usare questo a mio favore, l’ho fatto nell’ombra. Poi, 7 anni fa, sono diventata testimone dell'Afmal (Associazione con i Fatebenefratelli per i malati lontani), grazie alla quale sono stata in Mali: un viaggio che mi ha segnata e che mi ha spinto a volermi mettere ancora di più alla prova. Ho conosciuto delle persone meravigliose, dei professionisti disposti a rinunciare ai propri stipendi per donare la propria esperienza a chi ne ha bisogno».

Nella sua vita cosa c'è al primo posto?
«Gli affetti, l'amore. Una cosa che ho capito quando ho conosciuto, 30anni fa, il compagno della mia vita, Gianni Brezza, che ho sposato nel 2008. L'amore è il motore di tutto, anche della mia professione».


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