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Non ho abortito: ho sentito il suo cuore!

Io 18 anni, Ivan 22, senza lavoro. Così abbiamo trovato aiuti, anche materiali, e ce l’abbiamo fatta

Gio 25 Gen 2018 | di Patrizia Lupo | Bambini
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Vi racconto la mia storia, sperando che possa aiutare altre ragazze come me. A 18 anni non si pensa di avere un figlio e quando capita di rimanere incinta entri in un vortice di paura, pensieri, che ti fanno credere che non è quello che vuoi, perché sei ancora piccola, hai i tuoi progetti, vuoi sentirti libera... La verità è che non ti senti pronta a fare la mamma, ti senti inadeguata. Perciò dopo aver parlato con Ivan (22 anni) ci siamo informati su come fare l’aborto. L’assistente sociale però ci deve aver visto così incerti che ci ha invitati a tornare ancora. Ero io quella con più paura. Ne ho parlato con mia madre (i miei sono separati) e mi è stata vicino. Non condivideva la mia decisione e se avessi voluto tenere il bambino mi avrebbe aiutato. Ma come? Il suo lavoro era precario e un bambino ha bisogno di tante cose. Io avrei dovuto finire la scuola ma l’avevo mollata. Ivan lavorava in modo saltuario e senza l’appoggio di una famiglia. Sono andata avanti con le pratiche per l’aborto. Abbiamo parlato anche con uno psicologo, ma la decisione era quella. Vado a fare un’ecografia, con mia madre e Ivan. Voglio però sentire il cuore del bambino. Che impressione! No, non posso farlo più! Torniamo dall’assistente sociale questa volta per chiedere di quell’Associazione di cui ci aveva parlato e che aiuta chi come noi è in difficoltà e aspetta un figlio. Al Segretariato Sociale per la Vita troviamo piena accoglienza e ci offrono il Progetto Gemma, un aiuto economico per 18 mesi. Ci informano di aiuti dello Stato che possiamo chiedere. Non guardano alla nostra età, non ci giudicano - come hanno già fatto tanti  prendendoci per  incoscienti o pazzi -, ma ci incoraggiano raccontandoci storie di coppie giovani come noi che, con l'aiuto loro, dei familiari e dei servizi pubblici, ce l’hanno fatta. Certo non è stato facile camminare con le nostre gambe, ma da quando è nato Tommaso, la mia, la nostra vita si è trasformata. La paura di diventare mamma è sparita dal momento in cui l’ho avuto tra le mie braccia. Sono cresciuta grazie a lui e a quanti ci hanno aiutato a superare la paura di diventare genitori, di diventare grandi.


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