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I farmaci che uccidono: affari (neri) garantiti

Quello dei farmaci contraffatti č Un commercio che supera di 25 volte quello delle droghe

Gio 25 Gen 2018 | di Clemente Pistilli | Attualitā
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II mercato del falso fattura annualmente in Italia 6,9 miliardi di euro, fa perdere all’economia legale 100mila occupati e al Fisco 1,7 miliardi. Un problema enorme quello denunciato a giugno dal Censis. Ma pensare che le principali difficoltà siano le borsette o i giubbotti taroccati e i dvd pirata, che danneggiano l’economia e fanno prosperare le organizzazioni criminali, è un grave errore. L’aspetto più inquietante di tale fenomeno appare infatti quello legato alla contraffazione dei farmaci, prodotti che nella migliore delle ipotesi non curano i pazienti e nella peggiore li avvelenano. Una piaga. Tanto che nel composto di alcuni medicinali sono state trovate persino tracce di gesso, veleno per topi, vernici stradali, arsenico e polveri di cemento. La commissione parlamentare d’inchiesta sulla contraffazione, presieduta dal centrista Mario Catania, ha dedicato a un simile business una specifica relazione, consegnata poco prima dello scioglimento delle camere alla presidenza di Montecitorio, indicando anche 13 azioni da compiere per rendere più incisive le azioni di contrasto. Grazie soprattutto alle vendite online fermare tali illeciti però è difficile e la salute dei cittadini è sempre più a rischio.

UN BUSINESS RICCO
Secondo gli ultimi dati del Pharmaceutical Security Institute, il 32% dei farmaci contraffatti non contiene principi attivi, il 20% ne contiene in quantità non corrette, il 21,4% è realizzato con ingredienti sbagliati, e l’8,5% contiene alti livelli di impurità e contaminanti. L’Organizzazione mondiale della sanità stima che lo scorso anno le vendite globali di simili medicinali sono passate da 163 a 217 miliardi di dollari. Secondo il Consiglio d’Europa tale commercio supera addirittura di 25 volte quello delle droghe e, in base a stime recenti della società di consulenza Price Waterhouse Coopers, causa in media perdite per 32 miliardi ogni anno all’industria farmaceutica mondiale. Per l’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), infine, più del 50% dei farmaci acquistati sul web sono contraffatti, per l’Europol tale commercio vale 16 miliardi di euro l’anno e per la Food and Drug Administration, grazie al dark web, i pagamenti vengono fatti comodamente ricorrendo a criptovalute come il bitcoin da paesi quali gli Usa, il Pakistan, la Turchia, l’India e la Cina. Abbastanza per dare un’idea dell’entità del mercato dei farmaci fasulli.

I GRANDI RISCHI
Mentre le organizzazioni criminali si arricchiscono a fare le spese del mercato illecito dei medicinali sono soprattutto i Paesi più poveri, dove i cittadini si trovano a curare gravi patologie come la malaria e le malattie epidemiche con medicinali inutili o addirittura dannosi. Ma problemi seri si registrano anche in Occidente dove, persino in Paesi come l’Italia in cui il sistema di controllo è efficace, ricorrendo in particolare agli acquisti tramite internet, ad alcuni sexy shop e a determinate palestre, vengono diffusi prodotti contraffatti soprattutto contro le disfunzioni erettili, per dimagrire e per far aumentare i muscoli. I danni sono enormi. E il Belpaese è al primo posto in Europa proprio per acquisti di medicinali sul web. “Il fenomeno – ha dichiarato pochi mesi fa Domenico Di Giorgio, capo Dipartimento Ispezione e certificazione dell’Agenzia italiana del farmaco – è anche e soprattutto un grave problema di salute pubblica, che mette a rischio vite umane”. 
“Stiamo implementando un sistema di tracciabilità e di verifica, che verrà applicato a partire dal mese di febbraio 2019”,  ha assicurato a dicembre il commissario Ue alla salute, Vytenis Povilas Andriukaitis. Il rigido sistema sulla tracciabilità dei farmaci e l’attività dei carabinieri del Nas, un “modello organizzativo – specifica la commissione parlamentare d’inchiesta – unico in Europa”, non bastano.

13 PROPOSTE DALLE COMMISSIONE
Per la Commissione parlamentare d’inchiesta fare qualcosa di più per ostacolare la contraffazione dei farmaci e salvare così vite umane è possibile. Tredici le proposte presentate. In particolare si punta a un giro di vite in sede penale e amministrativa, alla realizzazione di campagne informative, a una migliore formazione del personale addetto ai controlli doganali e a una riflessione sulla stessa possibilità per le farmacie di occuparsi anche di distribuzione all’ingrosso, considerando che in tal modo molti medicinali vengono spesso spediti all’estero, dove vengono pagati di più, e la carenza degli stessi in Italia favorisce il mercato illecito. Una battaglia a tutela del bene più prezioso: la salute.
 



L’AZIONE DEL NAS

Nel 2017 i carabinieri del Nas hanno compiuto nel settore dei farmaci 9.431 controlli, riscontrando problemi in 2.098 casi (22%), segnalando 1.003 persone alle autorità amministrative, denunciandone 2.264, arrestandone 59, applicando 5.058 sanzioni penali, 1.572 amministrative, per un valore di 1,7 milioni di euro, sequestrando 749.200 confezioni di medicinali e chiudendo 119 strutture.
 



NEL SEGNO DI PANGEA

Soltanto con l’operazione denominata Pangea, coordinata da Interpol, Europol e World Customs Organization, tra il 25 settembre e il 2 ottobre 2017, in 123 Paesi sono stati sequestrati 25 milioni di farmaci illegali. In Italia sono state monitorate 4mila spedizioni, ne sono state bloccate 1.958 e sono state sequestrate 96mila compresse e capsule irregolari.
 



Medicine con veleno per topi

Tra i prodotti falsificati più spesso acquistati  quelli contro la disfunzione erettile

Quattro italiani su dieci ritengono il web una fonte sicura per comprare medicinali. Eppure, proprio la rete spesso può essere un luogo pericolodo. Basta pensare che nel 2016 sono state bloccate 20.000 farmacie on line. Dove risiede il rischio? Nello stesso contenuto del medicinale che a volte può contenere arsenico, polvere di gesso, cemento, vernici stradali o veleno per topi. Tra i prodotti falsificati più spesso acquistati tramite vie non ufficiali, nel 60-70% dei casi, ci sono quelli contro la disfunzione erettile: di questi uno su dieci contiene il principio attivo in dose adeguata, alcuni ne hanno il doppio e il 25% non ne contiene affatto.  



SEGNALAZIONI ALL’OMS

Dal 2013, l'Oms ha ricevuto 1.500 segnalazioni di casi di prodotti scadenti o contraffatti. Di questi, gli antimalarici e gli antibiotici sono i più comuni. La maggior parte delle relazioni (42%) proviene dalla regione africana dell'Oms, il 21% dalla regione dell'Oms delle Americhe e il 21% dalla regione europea dell'Oms. Gli antimalarici e gli antibiotici insieme rappresentano il 64,5% del totale dei farmaci contraffatti. 


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