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Umbria: cuore d'Italia

Un viaggio tra la fede e la storia nei luoghi di Francesco, con un pernottamento in un ex monastero

Ven 07 Ago 2009 | di Angela Iantosca | Bella Italia
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Un viaggio in Umbria ha in sé sempre qualcosa di catartico. Sarà il forte misticismo che si respira, soprattutto in alcune località, sarà il silenzio di quei luoghi, sarà l'ombra che le colline proiettano intorno a loro, saranno le case in pietra ed il senso di ordine e pulizia. Saranno le tracce di Francesco che si leggono ovunque, saranno le storie che ci hanno raccontato. Sarà che ho visto per la prima volta Assisi al termine della mia prima Marcia della Pace, un cammino di speranza che annualmente viene organizzato per dire no alla guerra: più di 20 km a piedi, lungo la strada ch congiunge Perugia al paese di Francesco, per portare idealmente attraverso un cammino fisico un messaggio di pace. Ma l'Umbria è anche gioia del palato (quale regione d'Italia non lo è?), benessere fisico, arricchimento culturale, divertimento.

ASSISI
Sul monte Subasio

In poco più di due ore sono ad Assisi (Pg). La vedo da lontano, appoggiata sulle pendici del Monte Subasio, elegante, fiera, immortale. Prima di salire, decido di fermarmi nella frazione di Santa Maria degli Angeli, dove si trova la Chiesa omonima, costruita nel 1569 per volontà di Papa Pio V. è lei la vera attrazione di questa piccola località a 4 km da Assisi. La Basilica, infatti, protegge la Portiuncola, la cappella che, rimasta per lungo tempo in stato di abbandono, venne restaurata da San Francesco. è qui che, secondo la tradizione, egli fondò l'Ordine dei Frati Minori nel 1209. Una piccolissima costruzione in pietra, arricchita da affreschi, che racconta l'umiltà di Francesco e che ricorda ai fedeli quello che doveva essere il primo insegnamento di Gesù: la semplicità.

LA BASILICA DI SAN FRANCESCO
Riprendo la macchina  e percorro i pochi chilometri che mi separano dal centro di Assisi. Parcheggio e mi avvio a piedi attraverso le strade in pietra affiancate da palazzi costruiti con lo stesso materiale. C'è poco traffico. La gente venuta a visitare questa località meta di pellegrinaggio, a differenza dei turisti che siamo soliti incontrare d'estate, è silenziosa e composta. Lungo la via incontro negozi che vendono i Tau, le immagini di Francesco e Chiara e tutti quegli oggetti ricordo tipici delle località turistiche. Non mi faccio distrarre da tutto questo e continuo a camminare, fino ad arrivare alla Basilica di San Francesco. Costruita all'indomani della sua santificazione (avvenuta due anni dopo la sua morte, nel 1228), la Basilica è divenuta lo scrigno dei resti mortali di Francesco e anche sede dell'Ordine da lui fondato. è nella Basilica inferiore che, dal 1230, si trovano il corpo di San Francesco e le sue reliquie. Da ammirare gli affreschi attribuiti al Giotto che descrivono la vita del santo. Proprio questi ultimi sono stati oggetto di discussione negli ultimi mesi: secondo il Premio Nobel Dario Fo, infatti, non sarebbero da attribuire a Giotto. Tesi, la sua, supportata da molti critici d'arte e osteggiata - ovviamente - da Monsignor Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi.
Se si percorre la strada che porta sul Monte Subasio, via dell'Eremo delle Carceri, si raggiunge il luogo nel quale, secondo la tradizione, San Francesco parlò con gli uccelli. Frequentato da eremiti già in età paleocristiana, qui san Francesco e i suoi seguaci si ritiravano nella contemplazione e nella preghiera.

GLI EREMI e LA TORTA TESTO
Sono molti gli agriturismi e le locande presenti nel territorio. Ma, seguite il mio consiglio, per gustare la cucina tipica fermatevi agli Eremi (scendendo dall'Eremo delle Carceri lo trovate sulla sinistra): una trattoria in legno che si affaccia sulla pianura sottostante, in cui mangiare pietanze genuine e spendere poco. A rendere gradevole l'ambiente, la luce soffusa, le lanterne ai tavoli, alle pareti foto d'epoca seppiate, come sottofondo una musica leggera e sul tavolo tutte le prelibatezze che questa terra sa donare: dalle bruschette alle pappardelle al sugo di cinghiale, dagli affettati ai taglioni con funghi e tartufo, fino ad arrivare alla torta testo, una tipica 'pizza' rustica il cui impasto è simile a quello delle piadine (ma più alto e morbido) e che può essere mangiato in sostituzione del pane o farcito a piacimento (scegliete salsicce e broccoletti!). 

DORMIRE IN UN MONASTERO
Se volete che la vostra permanenza sia indimenticabile, optate per il Monastero di Vallingegno, un vecchio monastero che è stato trasformato in un agriturismo con tanto di azienda agricola. Il prezzo è più alto rispetto ai classici agriturismi o bed and breakfast ma ne vale la pena. Le stanze vengono affittate anche per lunghi periodi, è possibile praticare sport, pescare, nutrirsi di cibi sani, isolarsi per dedicarsi unicamente a se stessi ed ai propri pensieri.

GUBBIO
Seconda capitale francescana

Non può che essere Gubbio (Pg) la seconda tappa del mio viaggio, nel paese in cui Francesco trovò rifugio e dove incontrò il lupo. Il Comune, il più vasto dell'Umbria, è da visitare sia d'inverno con la neve, quando sulle pendici dei suoi monti viene acceso un albero natalizio fatto di luci, sia d'estate, quando nelle Chiese si può trovar refrigerio dalla canicola. Tra queste la Cattedrale dei Santi Mariano e Giacomo, le chiese di San Francesco, San Giovanni, San Martino, San Pietro e Sant'Agostino. Da visitare il museo diocesano, il museo della chiesa di Santa Maria Nuova, la raccolta d'arte del convento San Francesco, il Museo della Torre di Porta Romana, il Cassero, il Teatro romano e il Palazzo dei Consoli, fatto costruire nel XIV secolo dal governo della città, dal 1901 sede del museo civico.

FOLIGNO
Centro del mondo

A 17 km da Assisi, si trova Foligno (Pg), località da cui comincia il circuito delle Città dell'Olio dell'Umbria. Per antica tradizione, è definita il "centro del mondo" poiché si trova esattamente al centro della penisola italiana, a sua volta al centro dell'Europa e del Mediterraneo (un tempo considerato il centro del mondo). In particolare tale punto, nei decenni passati, si identificava con il birillo centrale del biliardo centrale dello storico "Caffé Sassovivo" - ormai chiuso - in Corso Cavour. Dal 29 maggio 2008, con delibera comunale, è stato stabilito che il "Centro del Mondo" è il "Trivio", il punto più centrale del centro storico della città.

SPOLETO
Senza dubbio è uno dei centri culturali più dinamici dell'Umbria. Sede del Festival dei Due Mondi (ogni anno in programma tra giugno e luglio) Spoleto (Pg) è sede del Centro italiano di Studi sull'Alto Medioevo, del Teatro Lirico Sperimentale e della Scuola Comunale di Musica e Danza "Alessandro Onofri". Ogni anno, nel mese di agosto, si svolge "Spoleto Estate", rassegna di appuntamenti culturali, musicali e di spettacolo che vedono spesso protagonisti delle celebrità. Nello stesso mese, nella vicina frazione di Bazzano si svolge il Mama Umbria International Festival. Dal 2003, nel mese di maggio, si svolge la Settimana Internazionale della Danza, che ha lo scopo di ricercare e promuovere nuove giovani stelle nascenti della danza classica e moderna.

DA VEDERE
Inerpicatevi nella parte alta della città. Al limite della città trovate, Piazza Duomo, tra le più particolari d'Italia. Di forma triangolare culminante con una lunga scalea, essa è dominata ad est dal colle che regge la Rocca. Le fa da fondale, sul lato attiguo, la facciata del Duomo, del XII secolo, di pietra rosata, saldamente appoggiata al campanile e preceduta da un portico rinascimentale. Sul lato ovest si allineano la chiesa di S. Maria della Manna d'Oro, ora Battistero, del '500, il teatro Caio Melisso e la quattrocentesca casa dell'Opera del Duomo. Qui ha inizio la scalea, o via dell'Arringo, che s'innalza fino alla strada superiore. Tra i monumenti più significativi il Ponte delle Torri: lungo 230 m, è un acquedotto romano-longobardo secondo alcuni, tardo-medievale secondo altri, unico nella sua altezza di 82 m, che lo rende il ponte antico in muratura più alto d'Europa.

NARNI
Lascio Spoleto e proseguo verso sud lungo la E45. Esco a Narni Scalo (Tr) e mi inerpico sulla montagna su cui è arroccata la città le finestre sono chiuse, qualche cicala canta, un bar aperto sulla piazza e tutto intorno il verde degli Appennini. Dal Belvedere si domina la pianura sottostante. Da qui proseguo per la rocca circondata di ulivi. Oltre alle chiese ed ai palazzi, da visitare il ponte sul fiume Nera di età augustea, recentemente restaurato, di cui resta in piedi una sola arcata.

LE CASCATE DELLE MARMORE
Patrimonio dell'Umanità, le Cascate delle Marmore appaiono improvvisamente mentre si percorre la ex Strada Statale 209 Valnerina (chiusa per i lavori per la realizzazione del ponte ad arco sulla Superstrada Terni-Rieti). Se abbassate i finestrini, da lontano sentirete il rumore dell'acqua che cade pesante sulle rocce. Sono cinque gli itinerari che potete percorrere per visitarle: il primo, quello storico, collega il Belvedere Inferiore a quello Superiore; il secondo, della durata di 20 minuti, è un percorso ad anello con un dislivello di 40 metri, il terzo permette di scoprire la parte più bassa della Cascata lungo la gola del fiume Nera; il quarto presenta una difficoltà media, un dislivello circa 90 metri ed un tempo di percorrenza di circa 35 minuti; l'ultimo permette la visione delle prese e delle vasche di carico d'acqua dell'ex Centrale Idroelettrica, nonché dei pozzi di consolidamento della rupe. Costo del ticket: 5 euro intero, 2,50 euro il ridotto (www.marmorefalls.it).

CARSULAE
Scoperta nel 1550, mentre si lavorava per la costruzione della via Flaminia, Carsulae (Tr) è uno dei siti archeologici più belli dell'Umbria. Posta a pochi chilometri da Terni, nei pressi di San Gemini, a causa di smottamenti del terreno, è ancora in parte sepolta. Attualmente è possibile vedere la zona del foro con i resti di una basilica e di due templi gemelli, un teatro e un anfiteatro e un arco detto di San Damiano, tutti in uno stato di conservazione piuttosto buono. Accanto al foro la chiesa di San Damiano, edificata in epoca medievale con materiali prelevati dalle rovine carsulane.

CALVI E IL MISTERO DI FRA ELIA
Per qualcuno è il Padre Pio del 2000 (poiché porta i segni della Passione sul suo corpo), per altri ha una grande capacità di suggestionare, sicuramente è una figura controversa, di cui anche la tv ha incominciato ad interessarsi vista la folla di fedeli che ogni ultimo sabato e domenica del mese si accalca nei pressi del suo Monastero. Fra Elia non è sacerdote, ma ha preso i voti ed ottenuto dalla Chiesa l’autorizzazione di creare una sua propria congregazione religiosa "Fra Elia degli Apostoli di Dio", il cui scopo è di pregare ed aiutare, in particolare, le famiglie ed i giovani in difficoltà. Da giugno del 2003, si é trasferito nel convento di San Berardo a Calvi (Tr), affidatogli dal Vescovo di Terni e Narni.

ORVIETO
Città dalle mille grotte

Passeggiare per Orvieto (Tr) significa attraversare più di 3000 anni di storia. Costruita su un blocco tufaceo, è una delle città più accoglienti dell'Umbria e dimostra la perfetta integrazione tra opera umana e natura. Oltre alle bellezze presenti in superficie, ritagliatevi un po' di tempo per ammirare la città sotterranea dove si celano cunicoli, sottopassaggi, grotte. Il motivo di tutte queste costruzioni "underground"? La ricerca dell'acqua e di luoghi in cui conservare il cibo. Tra i piatti consigliati: la gallina ubriaca, da accompagnare con un Orvieto doc, la cui produzione è consentita unicamente nel territorio di Terni e di Viterbo.

TODI
D'obbligo una tappa a Todi (Pg), la città etrusca divisa in due parti: quella interna alle mura medievali, suddivisa in rioni, e quella nuova, posta esternamente alle mura, suddivisa in quartieri. Se siete affamati, fermatevi a mangiare in uno dei ristorantini che si trovano lungo le strade laterali: ognuno di loro nasconde un giardino all'interno dove poter apprezzare le leccornie umbre. Se vi trovate in questa località tra fine agosto e gli inizi di settembre, vi ricordo il Todi Arte Festival, la rassegna di teatro di prosa e lirico, di danza, di musica colta e etnica, di arti visive e di incontri letterari il cui direttore artistico, dal 2008, è Maurizio Costanzo.


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