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La rottamazione delle cartelle

Poco tempo ancora per approfittare dell’ultima sanatoria

Mer 28 Feb 2018 | di Armando Marino | Soldi

Chi non ha pagato una tassa può averlo fatto per i motivi più diversi. Il marchio d’infamia di “evasore fiscale” può essere ingiusto. Ingiusto come è spesso sa essere il nostro Fisco. Ed è per questo che esistono i condoni. Nessuno lo ammetterà mai apertamente, ma le periodiche sanatorie varate da tutti i governi sono la valvola di sfogo all’inefficienza del Sistema.
Per chi si ritrovasse con conti in sospeso con l’Agenzia delle entrate rimane poco tempo per approfittare dell’ultima sanatoria, ipocritamente chiamata “rottamazione delle cartelle esattoriali” in gergo politico e “definizione agevolata” in gergo burocratico. Di proroga in proroga, si è arrivati alla scadenza del 15 maggio 2018, utile per presentare la domanda e pagare il dovuto, evitando il grosso delle sanzioni e more aggiunte al debito originario. La rottamazione riguarda chi ha cartelle non pagate relative al periodo che va dall’1 gennaio del 2000 al 30 settembre del 2017. In teoria, a marzo dovrebbe arrivare una comunicazione apposita dall’Agenzia delle entrate, ma il primo consiglio, se non si è sicuri di quali cartelle siano da pagare, è presentare la domanda sul sito dell’Agenzia delle entrate e ricevere un “prospetto” delle cartelle in sospeso che possono rientrare nella rottamazione. La procedura è relativamente semplice e si può fare anche senza avere il “codice segreto”, il pin che andrebbe richiesto alle Entrate. Basta andare sul sito dell’”Agenzia entrate riscossione” (l’ex Equitalia) e consultare la pagina relativa alla “definizione agevolata”. Bisognerà munirsi di una dichiarazione su un modulo che si scarica dal sito più una copia del proprio documento. Il tutto, così tanto per aggiungere una complicazione, va unito in un solo file pdf e caricato sul sito, indicando anche codice fiscale e la propria email (non è necessaria la Pec, posta elettronica certificata). L’Agenzia dovrebbe rispondere nell’arco di qualche giorno. A quel punto non bisognerà fare altro che ripetere l’operazione sullo stesso sito, stavolta cliccando sulla voce per la presentazione della richiesta di definizione agevolata, caricando come prima il file pdf con la nuova dichiarazione compilata e firmata e la copia scannerizzata del documento. A quel punto si riceverà una mail di ricevuta. E poi dovrebbe arrivare la comunicazione che la rottamazione è stata accettata, contenente la cifra ridotta da pagare. Ed è meno difficile di quanto sembri.                                                                                               

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