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Un dono ‘inatteso’

17 anni io, 22 lui. Mi dicevano di abortire, ma ho trovato il giusto aiuto: oggi Davide è la nostra gioia

Mar 27 Mar 2018 | di Patrizia Lupo | Bambini
Foto di 2

Quando sono rimasta incinta avevo solo 17 anni. Ero spaventatissima da questo avvenimento  che sconvolgeva la mia vita. Per Daniele (22 anni) e mia madre la soluzione era l’aborto. Io facevo quello che mi dicevano senza pensare. 

Dopo visite e analisi, mi comunicarono il giorno in cui  avrei dovuto interrompere quella piccola vita. Carla, la mia amica, cercava di svegliarmi da quello stato in cui mi trovavo. 

Mi diceva di scegliere ciò che volevo io, non quello che volevano gli altri. Lei aveva capito che non volevo abortire, ma cosa avrei potuto fare senza l’aiuto di mia madre e di Daniele? Carla era più forte di me e non si arrendeva, mi convinse a parlare con un’amica che aveva un bambino piccolo. Lei mi parlò a cuore aperto e non nascose quanto era stato difficile averlo, ma nemmeno la felicità che provava adesso con il figlio tra le braccia. 
Anche lei si era trovata nella mia stessa situazione e con il ragazzo si erano rivolti ad un’associazione, il Segretariato Sociale per la Vita Onlus, che li aveva tanto sostenuti e con la quale erano rimasti in ottimi rapporti. Mi convinsi ad andare, accompagnata da Carla, perché con Daniele litigavamo sempre: per lui era troppo presto per avere un figlio. Rimasi a lungo con loro, mi sentivo finalmente capita. Con il loro appoggio trovavo la forza per fare ciò che volevo e con l’aiuto economico del Progetto Gemma che avrei ricevuto da loro per 18 mesi, avrei potuto sostenere le spese per il  bambino. Sapevo però che poi avrei dovuto affrontare una lotta con Daniele e mamma. 
Ed è stato così. Dopo ho passato dei mesi bruttissimi in cui solo il bambino riusciva a riempire il dolore e la mia solitudine. Carla e gli operatori del Segretariato mi stavano vicino, ma non potevano darmi l’amore di Daniele, quello che più mi mancava. Mamma ormai aveva accettato l’idea di diventare nonna. Quando è nato Davide  le cose  sono cominciate a cambiare,  adesso lui voleva fare il padre. Per amore del bimbo, anche se era difficile dimenticare, ho voluto ricominciare a credere in lui. Un po’ alla volta è nata tra noi una storia nuova, più profonda. 
Eravamo cresciuti, cambiati, uniti e questo grazie a quel dono “inatteso”, che è stato per noi e per tutti Davide.
 

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