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Ecco come ama un italiano vero

Racconto questo episodio per onorare degnamente un amico indimenticabile

Lun 30 Apr 2018 | di Alberico Cecchini | Editoriale
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È impressionante la quantità dei post in memoria del popolare conduttore condivisi sui social nelle settimane successive alla sua morte. A dimostrazione che milioni di italiani lo percepivano ormai come il cugino allegro, affidabile e generoso, che nella realtà probabilmente non hanno.


Tutti lo percepivano così, perché Frizzi era effettivamente così. A differenza di tanti volti noti che vorrebbero apparire così, ma non ci riescono più di tanto, perché in sostanza non sono così.

Ho avuto la gioia di conoscerlo personalmente e posso dire che Fabrizio era davvero quella persona meravigliosa  che appariva, come dimostra questo che vi voglio raccontare per onorare la sua persona. Fu proprio lui a volermi in trasmissione con mia moglie quando seppe che per il nostro viaggio di nozze eravamo andati nelle missioni africane di Italia Solidale. E là nelle zone più primitive del mondo  ci avevano organizzato  le nozze a sorpresa secondo i loro usi e costumi. Io non volevo andare in Tv, ma poi mi convinsero con la necessità di promuovere adozioni a distanza. Allora andai e mi scatenai in studio per 15 minuti, facendo saltare la scaletta della trasmissione, per smuovere i telespettatori a telefonare. 

Per salvare queste creature  non lo lasciavo parlare e mi ricordo che lui se la rideva per la mia irruenza, mi lasciava fare, comprendeva bene perché lo facevo. Quando poi a distanza di tempo gli raccontai che con quella puntata avevamo prodotto tantissime adozioni a distanza, oltre 300, non potete immaginare quanto ne fu contento. D'altronde, anch'egli ha partecipato alle missioni di Italia Solidale con grande cuore fino alla sua morte, sostenendo una bambina. Tra l'altro, proprio in una delle missioni seguite da mia moglie, che nel frattempo è diventata volontaria dell'associazione. Arrivederci  Fabrizio.
 

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