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L’insostenibile incertezza del bonus

Agevolazioni edilizie per ristrutturare casa e migliorare l’efficienza energetica: sfruttiamole finché durano

Lun 30 Apr 2018 | di Armando Marino | Soldi

C’è una misura fiscale che sta funzionando alla grande da parecchi anni: le agevolazioni edilizie per ristrutturare casa e migliorarne l’efficienza energetica hanno messo in moto nel 2017 investimenti per 27 miliardi. Il Centro studi della Camera certifica inoltre che, nonostante si paghino meno tasse sui lavori edilizi, gli sgravi hanno fatto crescere talmente il volume dei lavori “in chiaro”, cioè realizzati dichiarandoli al fisco, da produrre un saldo positivo, cioè una differenza tra le tasse scontate e le maggiori entrate, di 8,8 miliardi a favore dello Stato dal 1998 al 2017. In più, il volume di affari generato dagli sgravi, ha creato 1,7 milioni di posti di lavoro diretti. Mica male, no? Dunque, viene da pensare, sicuramente la norma è ormai una certezza dell’ordinamento giuridico e si è fatto di tutto per rendere le procedure più semplici. La risposta, ovviamente, è no. Le agevolazioni vengono rinnovate di anno in anno con le leggi di bilancio approvate a fine anno. E se una certa temporaneità di queste norme può forse avere un senso, perché può spingere ad anticipare i lavori di ristrutturazione pur di essere certi di approfittare del bonus fiscale, è del tutto incomprensibile perché le procedure continuino a cambiare, insieme alla percentuale di sconto, agli ambiti a cui lo sconto è esteso. Il risultato è di rendere tutto più difficile e incerto. L’ultima legge di bilancio è un esempio da manuale: ha sì allargato l’applicazione dei bonus fiscali alla ristrutturazione antisismica e al rifacimento dei giardini. Ma ha anche aggiunto un nuovo adempimento, un altro pezzo dei tanti pezzi di carta di cui campa la nostra crudele e perversa burocrazia. La legge pubblicata il 29 dicembre 2017 ha stabilito che dal primo gennaio 2018 è obbligatorio comunicare l’impatto di risparmio energetico dei lavori di ristrutturazione all’Enea. C’è un piccolo problema: cosa bisogna fare in concreto e come farlo, al momento in cui scriviamo, è ancora abbastanza misterioso, perché mancano i decreti attuativi del ministero dello Sviluppo. Non resta che tenere d’occhio l’indirizzo web http://finanziaria2018.enea.it che al momento però non è ancora attivo. Applausi.
 

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