acquaesapone Soldi
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri Speciale Cannes

17,5 annualità di stipendi per comprare casa

Acquistare casa resta una opzione più conveniente. Eppure sempre più gente vive in affitto

Ven 25 Mag 2018 | di Armando Marino | Soldi

Quanti stipendi ci vogliono per comprare una casa? Una domanda tanto antica, quanto apparentemente inutile, visto che ovviamente dipende dall’ammontare dello stipendio. In realtà, però, sapere quanti stipendi medi occorrano per l’acquisto di un immobile medio serve a dare una reale indicazione di come va il rapporto tra queste due grandezze economiche: il mercato immobiliare e quello del lavoro. E infatti, nonostante il calo dei costi delle abitazioni e il contemporaneo crollo dei tassi di interesse sui mutui, servono ancora 17,5 annualità di stipendio medio per comprare una casa. Nel 2017 il valore era 17,8. E se andiamo indietro fino al 2011, il dato sale a 18. è evidente quindi che se il prezzo al metro quadro, interessi inclusi, è sprofondato negli ultimi anni, gli stipendi medi non sono aumentati un granché, perché il rapporto tra i due valori è calato davvero di poco, appena mezzo mese di stipendio in meno in sette anni. L’Osservatorio Federconsumatori, che registra questi dati, fa notare anche che nel frattempo sono diventati sempre più elevati i costi per mantenere la casa: 1.701 euro per un appartamento medio in affitto e 1.118 se la casa è di proprietà. Come si vede, acquistare casa resta un’opzione sempre più conveniente. Come mai allora sempre più gente vive in affitto? Una parte della risposta è che con la crisi e l’incertezza del posto del lavoro viene meno la possibilità di mettere radici a lungo termine. L’altra, più immediata, è che sempre meno persone possono fornire alle banche le garanzie necessarie a chiedere un mutuo, nonostante in questo momento sia un’opzione molto conveniente. Se non si hanno genitori con la pensione garantita pronti ad avallare il mutuo, un’altra possibilità c’è: si può chiedere al Fondo pubblico di garanzia gestito dalla Consap (un’emanazione del ministero del Tesoro, vedi fondoprimacasa.consap.it) di garantire presso le banche. I requisiti per l’accesso sono molto ampi. Una volta era una possibilità dedicata solo alle giovani coppie, ora è aperto a tutti, con due soli limiti: che non si sia già proprietari di un immobile (salvo che sia la casa ereditata dalla famiglia) e che la casa che si vuole acquistare non sia classificata al catasto come bene di lusso. Non contano invece né i metri quadri né il reddito dei richiedenti. Sembrerebbe dunque uno strumento ottimo. Ovviamente, ci sono un paio di “ma”: innanzitutto il fondo ha una dotazione di alcune centinaia di milioni, se arrivano troppe domande, vale chi arriva prima. Ma soprattutto, la garanzia copre fino al 50% del capitale chiesto in prestito. Il problema è che molte coppie che oggi vogliono comprare casa non riescono a fornire garanzie sufficienti per l’altro 50%. Lo strumento insomma va migliorato, ma è sulla strada giusta: lo Stato non può regalare la casa, ma dare strumenti per rendere indipendente chi vuole lavorare per comprarsela è una buona pratica.
 

Condividi su: