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Il ritorno della Polaroid

Da due anni impazza la moda delle macchinette fotografiche istantanee

Ven 29 Giu 2018 | di Giuseppe Marino | Tecnologia

C’è una serie tv dal titolo “Tredici” in cui si racconta la storia drammatica di una adolescente bullizzata che si toglie la vita. L’hanno guardata in molti e ha suscitato polemiche, ma, lasciando da parte il tema importante e serio che tratta, c’è un altro aspetto ovviamente meno notato, ma che colpisce chi si interessa di tecnologie. Ce ne sono due, di tecnologie, protagoniste del meccanismo narrativo. Nella prima sono le audiocassette e nella seconda le foto instantanee. Roba preistorica, parlando in termini tecnologici. Ma se per il caso delle audiocassette parliamo di un fenomeno ormai dimenticato, se non nel giro di appassionati di nicchia, la foto istantanea, quella che una volta si chiamava semplicemente “polaroid”, da un paio d’anni è tornata prepotentemente di moda.

La Polaroid fallì nel 2001 e progressivamente chiusero tutte le fabbriche che producevano gli speciali pacchetti di carta fotosensibile necessarie a usare gli apparecchi. Un gruppo di appassionati non si arrese e fondò l’Impossible Project, con cui cominciò a darsi da fare per mantenere in vita il marchio e la tecnologia. Va dato loro atto di aver tenuto duro e sviluppato una tecnologia aggiornata per le pellicole, detta i-Type. Ma si è data molto da fare anche la Fujifilm, la casa giapponese di pellicole e macchine fotografiche, che ha sfornato nuovi modelli compatti in grado di stampare le immagini in tempo reale. A fare notizia è stato però ancora una volta l’Impossible Project, che, guidato da un imprenditore polacco, ha creato un nuovo marchio, Polaroid Originals, con cui vende macchine vintage e a fine 2017 ha lanciato un apparecchio aggiornato tecnologicamente, ma che, a usarlo, dà un tipo di esperienza molto simile a quella originale. Il modello in questione si chiama One Step 2, in omaggio all’originale e costa qualcosa in più di cento euro. La forma è identica all’originale, ha un luminoso mirino in cui si guarda dentro e non il display, l’autoscatto temporizzato per mettersi in posa con gli amici o il gatto, il flash che si può escludere, ma i produttori consigliano di usare sempre e un interruttore per variare l’esposizione alla luce e ottenere effetti particolari.


Sia chiara una cosa: la foto istantanea ha soprattutto un pregio: con l’avvento della fotografia digitale e dei telefonini, si è smesso di stampare le foto, cosa che invece permette non solo di conservarle, ma anche di ottenere degli oggetti personalizzati che arredano la casa, dei ricordi da tenere sempre davanti agli occhi. Non è solo per nostalgici: è bello e basta, secondo me. Detto questo, la fotocamera istantanea è consigliata a chi ha un minimo di passione per la fotografia, perché richiede un minimo di impegno per scegliere l’inquadratura, valutare la luce e la posa. Anche perché a ogni scatto esce la stampa e la pellicola ha un costo non indifferente, dai 15 ai 18 euro per 30 fogli fotosensibili. Con un po’ di cura si possono ottenere immagini affascinanti. Un bel cambio di passo rispetto all’abitudine di fotografare qualunque cosa con il telefonino. 

Esistono delle alternative, anche perché il mercato è in crescita. La Fujifilm ha una serie di macchinette cosiddette Instax, la gamma Mini,  con prezzi che partono da una sessantina di euro. Meno fedeli all’originale, ma con il vantaggio di essere decisamente più compatte. Se vi sentite molto creativi, la scelta giusta è la Lomo, un tipo di macchinetta che ottiene effetti ancora più speciali, tanto da avere creato un genere, la “Lomography”, grazie all’uso di filti e obiettivi che vanno cambiati fisicamente prima di scattare la foto. Il prezzo oscilla tra i 120 e i 220 euro circa. Spendendo cifre di questo tipo, si può puntare su un altro derivato, la Polaroid Snap Touch (circa 170 euro). Questa macchinetta ha una scheda di memoria e del display. Si perde parte dell’effetto vintage, ma è anche vero che così non si è obbligati a stampare tutte le foto scattate, ma solo quelle venute meglio. Un tuffo nel passato per noi che cominciamo a ingrigire, una novità per chi le vecchie polaroid le aveva viste solo nei film (beata gioventù).
 

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