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Italia batte Germania (per il gelato)

Ne consumiamo 6 kg all’anno. Ma come si riconosce un gelato artigianale?

Ven 29 Giu 2018 | di Armando Marino | Soldi
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Quest’anno non li batteremo ai Mondiali, ma almeno un sorpasso sulla Germania potremo vantarlo: dopo anni in cui i tedeschi sono risultati in cima alla classifica europea dei produttori di gelato, ora in vetta ci sono i produttori italiani. Secondo Coldiretti dipende molto dai cambiamenti climatici, che hanno aiutato a rendere il consumo di gelato meno stagionale. Sta di fatto che siamo arrivati ad un consumo annuo di circa 6 chili di gelato a testa e una produzione complessiva di 595 milioni di litri. Tanto, naturalmente, non vuol dire buono. Nei centri storici delle nostre città si moltiplicano le insegne di “gelaterie artigianali” che poi, all’assaggio, risultano assai deludenti. Non c’è una normativa che definisca in modo chiaro cosa è “gelato artigianale” e qualche tempo fa ci è cascata pure una grossa catena come Grom, costretta in tribunale a rimuovere dall’insegna la dicitura “artigianale”. Ma c’è poco da gioire: noi italiani siamo un po’ prigionieri del nostro stesso culto del cibo. Il perfezionismo che vantiamo non aiuta a costruire grandi catene industriali, con il risultato beffardo che siamo i maestri riconosciuti del caffè, ma a venderlo nel mondo sono catene straniere come Nespresso e Starbucks.

Ma questo è un problema che riguarda l’esportazione. Se si tratta di mangiare un buon gelato in Italia, aiuta saper riconoscere il prodotto artigianale, inteso come fresco, prodotto dalla gelateria con ingredienti di qualità. 

• Il primo segnale sono le montagne di gelato esposte in vetrina: quando dalla vaschetta sborda una vetta altissima di gelato, bisogna chiedersi come fa a tenersi in piedi essendo più lontano dalla vaschetta dove c’è la temperatura ideale di conservazione. Esistono emulsionanti e addensanti naturali come il tuorlo d’uovo e la farina di semi di carrube, ma nei gelati industriali se ne usano altri che rendono il gelato molto più denso e allappante. 
• Fate la prova di piantare il cucchiaino nella coppetta: il gelato artigianale si scioglie più in fretta, se il cucchiaino rimane in piedi per una vita è sospetto. 
• Attenzione ai colori troppo sgargianti, che in natura non esistono, e alle mille guarnizioni: a un prodotto buono non servono... 
• Molti considerano il pistacchio come test di un buon gelato, ma non è facile distinguere. Il colore verde troppo scuro è sospetto a meno che non sia un gelato senza latte, cioè un sorbetto, pressoché introvabile. 
• Attenzione poi agli ingredienti, la cui lista andrebbe esposta. Il sito Dissapore consiglia anche di fare attenzione ai puntini neri nella vaniglia, sinonimo del fatto che sono stati usati dei veri baccelli di vaniglia e non l’estratto. 
• Naturalmente, l’ultima arma per decidere qual è la gelateria preferita resta sempre il proprio gusto, l’unico giudice che conta davvero.
 

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