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Colon irritabile

Disturbi intestinali cronici, soprattutto femminili, che dipendono da una comunicazione anomala tra encefalo, fibre nervose e muscoli intestinali

Ven 29 Giu 2018 | di Maria Giovanna Graziani | Salute
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La sindrome del colon irritabile è un insieme di disturbi intestinali cronici, riferibili al tratto del colon. Le cause della sindrome del colon irritabile sono un punto  interrogativo, all'origine della condizione ci sarebbe una comunicazione anomala tra encefalo, fibre nervose che innervano l'intestino e muscoli intestinali.
 
SINTOMI
I sintomi tipici del colon irritabile consistono in: dolore e crampi all'addome, stipsi, diarrea, gonfiore addominale, sensazione di gonfiore allo stomaco, meteorismo, presenza di muco nelle feci e sensazione di incompleto svuotamento intestinale.

DIAGNOSI COMPLESSA
Formulare una diagnosi di sindrome del colon irritabile non è per nulla semplice, per la mancanza di un test diagnostico specifico e l'aspecificità dei sintomi. La formulazione della sindrome da colon irritabile si basa solo sulla sintomaticologia.
Secondo alcune indagini statistiche interesserebbe il 15-20% della popolazione che vive nei cosiddetti “Paesi sviluppati” (circa un individuo ogni 5) e avrebbe un'incidenza annua pari all'1-2% (in sostanza, ogni anno, i nuovi casi sono massimo 2 ogni 100 persone). A soffrire maggiormente di sindrome del colon irritabile sono le donne: secondo alcune indagini statistiche, infatti, le pazienti di sesso femminile sarebbero almeno il doppio dei soggetti di sesso maschile. La maggior parte degli individui che soffrono di colite spastica ha un'età compresa tra i 20 e i 30 anni. Per motivi ancora poco chiari, accompagnano la sindrome dell'intestino irritabile diversi problemi di natura psichica, quali depressione maggiore, ansia e disturbi di personalità. L'assunzione di alcuni cibi particolari (cioccolata, caffè, tè, spezie, cibi grassi, frutta, piselli, cavolfiore, cavolo, broccoli, latte, sostanze alcoliche, bevande zuccherate), lo stress eccessivo alterazioni ormonali, alcune malattie infettive del tratto gastrointestinale possono essere cause scatenanti. Il soffrire di movimenti intestinali anomali e di una precedente gastroenterite di origine virale o batterica risultano essere fattori di rischio della sindrome del colon irritabile. La presenza a lungo termine del colon irritabile può essere motivo di emorroidi, malnutrizione e ridotta qualità della vita. 

OPINIONE SBAGLIATA
L'opinione abbastanza diffusa che la sindrome del colon irritabile sia una fattore di rischio tumorale è completamente errata: il colon irritabile, infatti, non favorisce e non è in alcun modo legato al cancro del colon e alle altre neoplasie del tratto intestinale.

LA TERAPIA
La terapia per la sindrome è finalizzata alla risoluzione degli eventi patogenetici. In questo senso, occorre stabilire un buon rapporto medico-paziente atto a indagare le situazioni o gli alimenti correlati alla riacutizzazione dei sintomi. Per esempio, può essere utile riportare in un diario la frequenza dell'alvo o l'intensità del dolore/meteorismo e l'alimentazione associata alle crisi. L'uso di ansiolitici nei brevi periodi in cui il paziente riconosce il proprio stato d'ansia, è molto utile nel ridurre la partecipazione psicologica al dolore, con riduzione dello stesso. Altre terapie sono rivolte al controllo del dolore. Analogamente alla terapia della diverticolosi, la sindrome meteorica può essere ridotta utilizzando antibiotici scarsamente assorbibili e probiotici che regolarizzino la flora intestinale.
 

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