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Offida: Tombolo e Merletti

Un’antica tradizione, caratterizza la storia e le usanze di un grazioso borgo delle Marche. E a luglio le merlettaie tornano ad esibirsi

Ven 29 Giu 2018 | di Foto e testo di Massimiliano Rella | Bella Italia
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In ogni famiglia di Offida almeno due persone sanno fare il merletto al tombolo. Il tombolo è un cuscino imbottito, poggiato su un trespolo, su cui annodare i fili attraverso delle coppie di fuselli, un altro strumento del mestiere. Il tombolo sta ai fuselli come il cavalletto sta al pennello. A conti fatti, su 5mila abitanti, quest’antica tecnica – per alcuni un lavoro - sopravvive nelle mani di oltre 2mila merlettaie e di qualche “merlettaio”. Sembrerà strano, ci sono anche i maschi. 
Per passione, per hobby, per lavoro, in quest’incantevole borgo medievale in provincia di Ascoli Piceno, il tombolo resiste al tempo, passando di madre in figlia, di cortile in cortile, di vicolo in vicolo. Con una sfida alla modernità, alla fretta e alla standardizzazione dell’industria tessile, che si esibisce una volta all'anno, a luglio, durante la “Settimana del Merletto”, evento che da otto edizioni porta a Offida merlettaie da tutta Italia, qualcuna pure dall’estero. 
Il programma? 
Laboratori, seminari, mostra mercato e il concorso Fusello d’Oro (www.lasettimanadelmerletto.it).  
Orecchini, braccialetti, ciondoli, collane, oggi rappresentano l’evoluzione – c’è chi dice “l’ultima chanche” – del merletto al tombolo, cominciata con l’apertura al colore e all’uso dei fili metallici già vent’anni fa. La tradizione, invece, usa rigorosamente il bianco grezzo e il filato di cotone e seta. Insieme al cambiamento dei gusti, il prezzo per ripagare il costo del lavoro è un altro freno alla diffusione dei capi fatti al tombolo, dall’abito da sera alle più laboriose coperte. I clienti facoltosi, come Naomi Campbell o Sabrina Ferilli, non capitano purtroppo tutti i giorni. 
Facciamo due conti. Un paio d’orecchini al tombolo, realizzati in 3-4 ore con filati di cotone e seta, costano fino a 30€. Un lavoro lungo e complesso come la realizzazione di un copriletto composto da fasce, sezioni e quadrati di merletti, può arrivare a decine di migliaia di euro. Un oggetto impegnativo, fatto a quattro mani, può sfiorare i 180mila euro. 

DA OFFIDA A DUBAI
Così, alla ricerca di una prospettiva, le merlettaie di Offida tempo fa hanno portato a Dubai un gioiello creato insieme ai gioiellieri marchigiani. I risultati? “Interessanti”, ci dicono al Museo del Merletto. In attesa di nuovi contratti con gli Emirati Arabi, la tela degli scambi culturali s’infittisce in Francia, Spagna, Russia, Finlandia e Portogallo, dove da secoli si fa il merletto al tombolo. 
Paese che vai “disegno” che trovi. A Offida, ad esempio, oltre ad alcune botteghe di merletto troviamo due negozi specializzati nei disegni, che consistono in supporti bucherellati sui quali “tessere” i fili. I due negozi sono: Davis Di Lorenzi, che vanta un archivio di 10mila modelli, tra vecchi e moderni, e Disegni Tombolo di Paola Scipi, anche lei con qualche migliaio di disegni (www.disegnitomboloscipi.com). Le figure sono “disegnate” su cartoncini lucidi e questi sono adagiati sul cuscino a tombolo e intessuti pazientemente con le coppie di fuselli: da 4 fuselli per i lavori più semplici a oltre 100 coppie per i più complessi. 
Il merletto al tombolo ha nobili radici ed estimatori famosi. La testimonianza più antica, del XIV secolo, si ritrova nei polsini di S. Agata nell’affresco del Maestro di Offida, nella cripta di S. Maria della Rocca. Invece l’ultima ammiratrice è Sabrina Ferilli, sindaca di “Offidella” il telefilm girato due anni fa tra Offida e Grottammare. Durante le riprese la procace Sabrina ha fatto acquisti per la casa: set da tavola, centrini, sottopiatti e lenzuola. Sognate uomini, sogniamo...               



Attrazioni e gusto
Offida è anche un grazioso borgo marchigiano: la bella piazza del Popolo, il Teatro del Serpente Aureo, la chiesa di S. Maria della Rocca. Troviamo anche un ottimo vino bianco Pecorino di Offida Docg, anche biologico in molte cantine come PS Winery (www.pswinery.it), Vini Aurora (http://viniaurora.it) e Valle del Sole (www.lavalledelsoleoffida.com). Per più i golosi ci sono: il funghetto all’anice, un biscottino tipico, la pasta artigianale di Fior di Farina (www.fiordifarina.altervista.org) e la cucina gourmet di Daniele Maurizio Citeroni, chef all’Osteria Ophis. Tra un piatto di maccheroncini al sugo di carne con pecorino dei Sibillini e un coniglio in salmì, a Offida la gola trova tanta soddisfazione (www.osteriaophis.com).                         

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