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Un 4° figlio e pochi soldi: così abbiamo evitato l’aborto

Con il Progetto Gemma e gli aiuti statali, accompagnati dal Segretariato per la Vita

Lun 23 Lug 2018 | di Patrizia Lupo | Bambini
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Quando ha “bussato” alla porta il nostro 4° figlio pensavo che  la mia famiglia ormai era completa, che a 43 anni non era più il tempo di farne altri. 
Non c’era solo l’età, ma anche la salute (avevo già fatto 3 cesarei), il  mutuo da pagare, le  tante spese da affrontare... lavorava solo mio marito. 
Anche se con dispiacere, decidiamo di abortire. Vado a parlare con la ginecologa e le spiego i motivi. Per quanto riguarda la mia  salute mi tranquillizza tanto, poi  mi spiega che conosce un’associazione che potrebbe aiutarci per la parte economica. Mi chiede di pensarci perché da un aborto non si torna più  indietro e lascia segni indelebili nella donna. Poche parole semplici che bastano però a farmi pensare. Si tratta di un figlio e già sento che il “mio cuore di mamma” si sta piano piano aprendo. Racconto tutto a mio marito. Mi dice che se c’è un aiuto potremo avere questo quarto bimbo, siamo persone credenti e l’aborto è qualcosa a cui ci costringono le nostre condizioni. Torno dalla ginecologa che è felice di vedermi e chiamiamo insieme il Segretariato Sociale per la Vita. Si dicono subito pronti a chiedere per noi  il Progetto Gemma, un aiuto economico per 18 mesi che servirà a sostenere le spese del piccolo. Mi informano anche sugli aiuti statali che non conoscevo e che potrei avere subito. Sono contenta, perché non devo più  abortire e  posso già da ora migliorare la vita della mia famiglia. Lo diciamo ai figli e tutti sono contenti per l’arrivo di un altro fratellino: inizia così  un nuovo capitolo della nostra famiglia. L’associazione ci è vicina, c’è l’ aiuto promesso e anche amicizia. Quando vado da loro posso parlare e raccontare quanto di bello o di brutto accade nella nostra vita. Così condividiamo anche la preoccupazione per la salute di mio marito: un momento di grande sospensione per tutti noi, perché non sappiamo qual è il futuro che ci aspetta e se mio marito potrà tornare a lavorare. Nasce Gloria, un piccolo faro che ci ha illuminato anche nei momenti più bui, in particolare quelli di mio marito. 
Mai abbiamo pensato che sarebbe stato meglio non nascesse, perché ormai era parte della famiglia. E lei ci ha ricambiato donandoci la sua solarità, la sua voglia di vivere. 
Ora mio marito è tornato a lavorare, la prova più grande è stata superata e...  lo abbiamo fatto tutti insieme.

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