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Stop allo stalking

Arrivano pene severe e galera per i molestatori che angosciano

Mer 08 Apr 2009 | di Francesco Buda | Attualitā

Continue telefonate, sms e mail assillanti, e pedinamenti, ma anche fiori e regali non graditi. Fino a minacce, danneggiamenti, sfregi e, nei casi estremi, il serio pericolo per l'incolumità fisica della vittima e di chi le è vicino.
Diverso dalla molestia sessuale, ha molti volti lo stalking, anche detto “sindrome da molestatore assillante”. è una persecuzione asfissiante e invadente, che colpisce un italiano su 5, solitamente donne. L'esito è sempre lo stesso: crea ansia, preoccupazione,  paura nella vittima, spesso costretta a cambiare abitudini. «Situazioni da incubo più diffuse di quanto si immagini – spiega ad Acqua & Sapone il dottor Massimo Lattanzi, coordinatore dell'Osservatorio Nazionale Stalking (ONS) -, persecuzioni che si verificano soprattutto in coppia (55%), poi nei condomìni (25%) e pure in famiglia (5%). Circa il 20% della popolazione ha subìto o subisce tuttora queste persecuzioni, 8 vittime su 10 sono donne, mentre una volta su 4 sono maschi. A seguito della nostra campagna di sensibilizzazione verso gli uomini - sottolinea lo psicologo -, le chiamate da parte degli uomini al nostro Centro di ascolto e consulenza sono passate dal 10 a circa il 25% l’anno scorso». Ma chi è lo stalker? «Non esiste un identikit uguale per tutti – afferma l’esperto –, ogni caso va visto a sé. Ma possiamo dire in generale e orientativamente che gli stalker all'80% sono persone che si conoscono, di sesso maschile e “manipolatori” del prossimo. Si tratta di fenomeno assolutamente trasversale, i molestatori sono soggetti di tutti i tipi, spesso gente ben inserita e “insospettabile”. In 8 casi su 10, gli stalker vivono il “colpo d'abbandono improvviso”, cioè vivono come minaccia il rifiuto o la separazione e gli scatta l'impulso irrefrenabile a cercare vicinanza e un controllo sull'altra persona, che considerano ingiusta e cattiva perché li ha lasciati. Noi ci occupiamo anche dei molestatori, puntando alla loro risocializzazione, visto che 7 su 10 problemi nelle relazioni interpersonali e il 20% ha disturbi della personalità». Moltissimi sono ex fidanzati o ex coniugi, ma pure capi e colleghi di lavoro,  talora genitori o figli o vicini di casa. Al fenomeno sta per dare una dura risposta il codice penale. Il Parlamento italiano sta vagliando il disegno di legge che prevede questi comportamenti come specifico reato (“atti persecutori”) punito con la galera.
Il testo approvato dalla Camera prevede da sei mesi a quattro anni di carcere. La pena sale fino a sei anni se lo stalker è il coniuge (anche separato o divorziato), il convivente, l’ex partner o se è recidivo, o se ha usato armi o travestimenti. Ma pure se la vittima è una donna incinta, un minore o un disabile. è prevista poi la possibilità di far allontanare dal Giudice il persecutore per un anno dai luoghi frequentati dalla vittima e di non comunicare con i suoi congiunti. Prima di arrivare alla querela, si potrà chiedere al Questore l’ammonimento del persecutore, ossia di avvertirlo a voce affinché smetta. I Deputati hanno bocciato però le proposte di istituire uno sportello a sostegno delle vittime dello stalking e di fornire loro l'avvocato gratis. Ora la parola passa al Senato per  l'approvazione definitiva.
Intanto è attivo lo sportello dell'Osservatorio Nazionale Stalking, in collaborazione con il sindacato di polizia Coisp, che offre ascolto, assistenza e consulenza psicologica e legale gratuitamente (vedi riquadro in alto).

SOS TELEFONO
L’Osservatorio Nazionale Stalking offre un servizio gratuito attraverso i Centri di ascolto e consulenza psicologica e legale attivi a Roma, Milano e Pescara.  È rivolto ad autori, familiari e vittime di stalking, uomini e donne.
Tel. 06.44.24.65.73 dal lunedì al venerdì, ore 10-19.
Sabato e domenica è attivo il 327.46.09.06  www.stalking.it


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