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Lauto che si guida (un po) da sola c gi

Per ora le tecnologie assistono e non escludono il guidatore

Lun 23 Lug 2018 | di Giuseppe Marino | Tecnologia

 Nel 2015 Chris Urmson, direttore del progetto Google Car, ha profetizzato un futuro di sole auto elettriche che verranno imposte per legge. Secondo l’esperto, la tecnologia necessaria sarebbe stata matura già nel 2020. La seconda parte di questa profezia pare abbastanza realistica: le sperimentazioni sono molto avanzate e le auto senza guidatore hanno percorso centinaia di migliaia di chilometri nei test, nonostante i dubbi provocati da alcuni incidenti anche seri. Ma il vero dubbio riguarda la prima parte della profezia, secondo cui le auto senza guidatore sarebbero state imposte per legge. Certamente Google parla in modo interessato, ma c’è anche un fine nobile, visto che le auto a guida autonoma, se fossero le uniche utilizzate, potrebbero praticamente azzerare gli incidenti stradali che ogni anno causano 1,2 milioni di morti. Ma la verità è che proprio l’aspetto normativo è al momento il maggior ostacolo all’uso di auto che si guidano da sole. Le tecnologie ci sarebbero già, ma nessun codice della strada al mondo prevede che auto simili possano circolare. Al fondo c’è un freno commerciale: le innovazioni che hanno successo sono quelle che rendono più facile la vita senza trascurare gusti e inclinazioni del pubblico. E, se è vero che a nessuno piace essere bloccato nel traffico o cercare disperatamente un parcheggio, il piacere di guidare è ancora una molla importante dell’acquisto di autovetture. Questo non significa che non ci si arriverà mai, ma è significativo che le case automobilistiche stiano adottando a bordo delle macchine tecnologie che assistono la guida, senza escludere il guidatore. è ormai comune il “cruise control”, un meccanismo che permette di fissare la velocità di crociera e tenerla fissa anche senza tenere schiacciato l’acceleratore. Basta toccare un qualunque pedale per disattivare il sistema e riprendere il controllo della velocità. Il sensore del “blind spot” ci avvisa se c’è un veicolo nel “punto cieco” dello specchio retrovisore. Ben più avanzato è il sensore detto “Lane departure warning” che, grazie a sensori come telecamere, laser o radar, si accorge se la macchina sta uscendo dalla propria carreggiata e avvisa il guidatore o con una vibrazione o con una segnale acustico crescente. Serve a evitare i classici colpi di sonno, ma anche in questo caso resta la libertà di disattivarlo. Il passo successivo è il “Lane Keep Assist”, che invece aiuta attivamente a mantenere la carreggiata. Questi sistemi sono dotati in genere di una telecamera in grado di rilevare lo spazio circostante, la linea di mezzeria, la forma dell’asfalto, i cartelli stradali, gli eventuali ostacoli, e di regolare la marcia della macchina di conseguenza. Se il sistema è attivo, quando si esce dalla carreggiata senza motivo il meccanismo ruota automaticamente lo sterzo in modo da correggere la direzione. Anche in questo caso, basta che l’autista si attivi comandando il volante per riprendere il controllo totale del veicolo. Si vanno diffondendo anche gli Aeb, i sistemi di frenata automatica che riducono la velocità se percepiscono un ostacolo in avvicinamento e aiutano il guidatore a frenare con l’energia necessaria a limitare l’impatto. L’Unione europea sta valutando di rendere obbligatori questi sistemi. Il problema è che parte dell’efficacia dipende dalle condizioni della strada e dal modo in cui il guidatore si comporta. Resta il fatto che questi meccanismi rendono l’auto più sicura. Euro Ncap, l’autorità europea che assegna un giudizio sulla sicurezza delle auto, dice che tra le automobili più sicure c’è la Subaru Impreza, auto a metà tra berlina e Suv, un vero modello da imitare per le dotazioni di bordo (circa 20.000 euro). Tra i Suv “puri” svetta la Volvo Xc60, (circa 50.000 euro). Per chi ha esigenze più modeste, c’è la Volkswagen Polo, che viene via con 13-14.000 euro. Ma molte delle nuove tecnologie di sicurezza in questo caso saranno optional. Un’alternativa a 13.000 euro circa è la Kia Rio. Per le piccole monovolume, si segnala la Opel Crossland X (circa 17.000 euro).                                
 

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