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Essere superstiziosi? porta male

Sberleffi a corni e malocchi: così il CICAP sfata Le superstizioni. Oltre al folklore, un giro d’affari miliardario

Mar 01 Set 2009 | di Claudio Cantelmo | Attualità
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Sono passati sotto scale aperte, hanno rotto specchi, rovesciato sale e fatto in mille pezzi lettere con la classica catena di S. Antonio: una vera full immersion di disintossicazione da superstizioni e credenze magiche quella effettuata dal Cicap, il Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale che annovera tra i suoi convinti supporter anche Piero Angela. Per non farsi mancare nulla, il comitato ha pensato a venerdì 17 luglio per prendersi gioco di tutti i rituali nefasti che ognuno di noi, più o meno consapevolmente, conosce ed evita.

 

Una sorta di sadismo indurre chi ci crede ad ascoltare per cinque minuti il canto di una civetta o fargli aprire un ombrello rigorosamente al chiuso di una stanza?

 

«Niente di tutto questo – spiega Massimo Polidoro, segretario del Cicap già docente di Psicologia dell’insolito all’Università di Milano - Bicocca -: si tratta di un modo allegro e simpatico per svelare la pochezza di certi rituali che, se presi troppo sul serio, finiscono per condizionare negativamente la vita delle persone».

 

Indurre le persone a riderne insieme, insomma: questo l’intento degli studiosi. Ma il titolo del nostro articolo, che credere alla superstizione porti male, se può sembrare una battuta, per gli esperti del Cicap è un dato di fatto.

 

«Credere che un oggetto, una persona o una frase abbia il potere di procurare disastri – sorride Polidoro - è una profezia che si autoavvera. La persona che si crede sfortunata o jellata altera il suo comportamento e finisce così inconsapevolmente per causare tali eventi».

 

Il Cicap, da 20 anni, è impegnato a combattere l’irrazionalità, la superstizione e il pregiudizio con le armi della scienza e della ragione e svolge la propria “missione” attraverso libri, articoli, interventi radiotelevisivi, esperimenti,  conferenze, convegni e, ora, anche con esperienze insolite e divertenti come la “Giornata anti-superstizione”. Il prossimo convegno avrà luogo tra il 9 e l’11 ottobre 2009, ad Abano Terme, dove si svolgerà il Convegno Nazionale in cui  si festeggeranno i primi 20 anni di attività del Comitato con più di 50 tra relatori ed esperti: da Piero Angela a James Randi, da Silvio Garattini a Umberto     Guidoni, da Raul Cremona a Silvan. Se all’inizio l’obiettivo era unicamente quello di verificare e indagare sulle più eclatanti notizie legate al mondo del paranormale, con il tempo l’ambito degli studi affrontati si è ampliato sempre più: sono sotto lente numerose pseudoscienze, dall’astrologia all’omeopatia alle varie medicine alternative; quindi hanno esteso i loro interessi a voci e leggende metropolitane, enigmi storici e falsificazioni archeologiche, fino ad avere allargato il lavoro anche all’esame delle sempre più persuasive e insidiose teorie della cospirazione. «Da indovini e cartomanti – sottolinea Polidoro - agli Ufo e pseudo rapimenti alieni; dal malocchio all’evocazione di spiriti e le regressioni a vite passate: si tratta sempre di trucchi e noi spessissimo li smascheriamo».

 

Dietro cosa c’è? «Soldi, sempre solo soldi e polli da spennare. Del resto, come diceva mia nonna – conclude Polidoro - il dritto senza il fesso non campa!»   

 

Tarocchi, pubblicità vietata. O no?

 

Tutti i principali mezzi di comunicazione pubblicizzano cartomanti, fattucchiere ed elargitori di ambi e terni arcisicuri, previa telefonata a numeri salatissimi: carta stampata con tutti i maggiori editori in prima linea (ma non il nostro!); internet, radio, televisioni. La sentenza del TAR del Lazio, che impone alle Tv di trasmettere pubblicità “magiche” solo di notte, non viene affatto rispettata, cosi come non viene seguita la precisa normativa che vieta nel nostro Paese l’esercizio del mestiere di ciarlatano. Insomma, il business è più forte della legge? Vedo nella mia sfera di cristallo che è proprio così…

 

La fattura (fiscale) sparisce davvero...

 

Il mondo di cartomanti, indovini e paragnosti, o figli di paragnosti, come diceva il compianto Gigi Sabani, coinvolge nel nostro Paese 22mila operatori dell’occulto distribuiti a macchia di leopardo su tutto il territorio nazionale (Lazio, Lombardia, Piemonte, Campania, Sicilia le regioni a più alta accoglienza di maghi, tra le 2500 e le 1200 presenze ciascuna) e 27.000 clienti al giorno, ovvero quasi 10 milioni l’anno, si rivolgono a stregoni e fattucchiere per un giro d’affari annuo pari a 5 miliardi di euro.  Il dato incredibile, oseremmo dire paranormale, è che l'evasione fiscale quantificata nel solo anno 2007 per questo imponente giro d’affari sfiori il 98%!

 

Ogni rito ha il suo perché

 

Ombrello, aprirlo al chiuso porta male. Di solito, nel secolo scorso, chi lo apriva in casa lo faceva perché….aveva il tetto bucato e presumibilmente non se la passava proprio benissimo. La mala sorte, quindi, era già arrivata!

 

Accendere la sigaretta in tre con lo stesso fiammifero provoca la morte di uno dei tre fumatori. L’origine di questa credenza va ricercata nelle trincee della I guerra mondiale, quando al fuoco dello zolfanello il nemico prendeva la mira e, in caso di accensione condivisa, aveva il tempo per far fuoco con successo.

 

Posare il cappello sul letto porta male. Qui c’entra il medico condotto, che quando veniva a far visita all’ammalato costretto a letto, compiva proprio questo gesto. Non proprio gradito…

 

Versare olio e sale porta disgrazia. Diciamo come stanno le cose: tanti secoli fa olio e sale erano materiale prezioso, e quindi rovesciarli era un danno economico e una perdita. Se poi a farlo era un bambino o una donna, spesso ce le prendeva. Profezia azzeccata!

 


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