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Videocapsula endoscopica

Un sistema creato recentemente per l’analisi dell’intestino tenue e del colon

Gio 30 Ago 2018 | di Maria Giovanna Graziani | Salute
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La videocapsula endoscopica è un esame diagnostico non invasivo di recente introduzione nel campo medico. Inizialmente creata per lo studio dell'intestino tenue, più recentemente esiste anche la videocapsula per il colon. L'intestino tenue non è facilmente studiabile con l'endoscopia convenzionale (enteroscopia) ed al suo interno possono svilupparsi varie patologie, che possono essere causa di sanguinamenti oscuri occulti determinanti anemie croniche. La videocapsula rappresenta un’innovazione che a tutt'oggi non sostituisce comunque né la colonscopia né la gastroscopia diagnostica. Le sue dimensioni sono di poco più grandi di una compressa di antibiotico. A volte l'esame può non essere completamente diagnostico per l'autonomia delle batterie a causa di un maggiore tempo di permanenza nell'intestino legato ai movimenti di peristalsi o alla scarsa toilette intestinale. 

Le indicazioni per il suo utilizzo sono: sanguinamento dell’apparato digerente oscuro non a carico dell’esofago, dello stomaco e del colon e in tutti i casi non rilevabili con colon e gastroscopia. Negli ultimi anni, poi, le indicazioni si sono allargate. Si è visto che può essere utile quando c’è una celiachia che non risponde al trattamento, nei casi di malattia di Crohn difficili da diagnosticare (con particolare, ma non unica, attenzione a quella che colpisce l’intestino tenue), in caso di malattie genetiche che possono portare al tumore dell’intestino, come la Sindrome di Peutz-Jeghers, o se si sospetta la presenza di polipi.

Nonostante i suoi vantaggi, la videocapsula in Italia risulta ancora sottoutilizzata rispetto ad altri Paesi europei (benché sia stata inclusa nei nuovi LEA): circa 7.500 casi l’anno contro, per esempio, i 25.000 francesi. Dal 2001 a oggi la ricerca e la pratica clinica hanno portato a una metodica sicura, tecnologicamente avanzata e clinicamente affidabile che affianca validamente l’endoscopia digestiva e la colonscopia, fornendo in alcuni casi dettagli non ottenibili con le metodiche tradizionali.
Durante la preparazione il paziente deve rimanere a digiuno per almeno 12 ore prima dell'esame, prima che esso inizi gli vengono applicate 8 "antenne" all'altezza degli addominali. Una piccola capsula (11mm x 26 mmb del peso di 3,7 g) viene ingerita bevendo dell'acqua, al suo interno grazie alla microscopica telecamera-trasmittente montata sopra vengono trasmesse le immagini al computer con tutto il percorso eseguito, che riguardano il tratto gastrointestinale, evidenziando possibili anomalie. Al termine del procedimento la capsula rimane all'interno del paziente. Una volta espulsa attraverso le feci è ancora utilizzabile. La capsula inoltre contiene una batteria e una piccola luce. La durata totale dell'endoscopia capsulare è di circa 8 ore, ma durante tale tempistica il paziente può normalmente esercitare le sue attività, potrà bere dopo 2 ore e nutrirsi solo quando sono trascorse 4 ore dall'ingestione della capsula.
Le controindicazioni dell'esame sono restringimento e/o ostruzione del tratto gastrointestinale, disfagia, disturbi della motilità gastrointestinale, fistola intestinale, numerosi e/o grandi diverticoli dell'apparato digerente, chirurgia addominale, gravidanza epresenza di pacemaker.
In definitiva, la videocapsula non può assolutamente sostituire la colonscopia convenzionale, che rappresenta ad oggi il mezzo migliore per la diagnosi delle neoplasie benigne e maligne del colon, ma può essere considerata un’indagine complementare solo in caso di colonscopia incompleta o in soggetti che non possono effettuare la colonscopia tradizionale o in pazienti con immagini dubbie alla colonscopia virtuale.
 

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