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Al 2° bimbo non ci ho rinunciato

Resto incinta e arriva la condanna al mio compagno. Stavo per abortire

Gio 27 Set 2018 | di Patrizia Lupo | Bambini

Sono diventata mamma a soli 18 anni. Volevo avere una famiglia tutta mia e lasciarmi alle spalle quell’adolescenza che avevo vissuto occupandomi dei miei fratelli più piccoli e di mia madre caduta in depressione dopo che mio padre se ne era andato via.  Ho conosciuto Marco,  più grande di me, e ci siamo aggrappati l’uno all’altra. Anche lui aveva sofferto tanto e la rabbia lo aveva portato a fare scelte sbagliate. 
Quando è arrivato nostro figlio per noi era un sogno che si realizzava, l’inizio di una vita nuova.  Marco aveva anche  trovato lavoro, non navigavamo nell’oro, ma eravamo sereni. Poi il passato che torna e nel momento sbagliato. Avevo scoperto di essere di nuovo  incinta quando arriva la notizia della condanna di Marco e della pena da scontare. Crolla tutto, in un momento perso il lavoro, la fiducia, tutto. Lo scoraggiamento è così grande che penso al bambino che arriva e mi chiedo come faremo a tenerlo. E una risposta non c’è perché non abbiamo nessuno che possa aiutarci, nemmeno le famiglie. Decidiamo per fare l’aborto anche se con sofferenza. 
Vado a parlare con l’assistente sociale e le spiego tutto. Lei capisce, ma allo stesso tempo cerca di trovare delle soluzioni per non farmi  rinunciare al bambino. Poi mi parla di un’Associazione,  il Segretariato Sociale per la Vita, che può aiutarci. Ne parlo con Marco e lui mi dice di andare a vedere, si sente in colpa e non vorrebbe farmi abortire. 
Al Segretariato trovo persone che ci mettono tutto l’impegno per aiutarmi, incoraggiarmi e questo mi fa sentire già meno sola.  Mi parlano di aiuti che attraverso di loro potrei avere: del Progetto Gemma, un sostegno economico per 18 mesi  per le spese del bimbo e altro ancora; di aiuti dello Stato. Vado via, un po’ più sollevata e penso a quello che dirà Marco. 
Lui è contento e anche se non è molto ce lo faremo bastare, fino a quando lui potrà tornare a lavorare.  Francesco, lo abbiamo chiamato così, è nato bello e sano. Non sa ancora quanto  abbiamo fatto per averlo. Ma adesso è qui e questa è la sola cosa che conta. A volte penso a quello che stavo per fare e ci sto male, la mia famiglia non sarebbe stata la stessa, ci sarebbe stata sempre una sedia vuota. Abbiamo stretto i denti, lottato, chiesto aiuto e adesso nel nostro piccolo siamo contenti.


PER UN AIUTO SANO
Segretariato Sociale per la Vita Onlus
Tel/fax 06.37.51.75.01 – 06.80.85.155
segretariato.vita@virgilio.it
www.segretariatoperlavita.it 

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