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Nei panni degli altri

Uno scambio culturale tra Finlandia e Italia: l’incontro tra due diversità

Gio 25 Ott 2018 | di Lucrezia L. | Genitori&Figli
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Immaginiamo i nostri figli nel mondo, liberi e curiosi, pronti a viaggiare, a conoscere e ad esplorare. E noi siamo proprio così? Ad alcuni conoscenti è capitata l’occasione di mettersi alla prova, senza viaggiare all’altro capo del mondo, senza confrontarsi con le diversità di cui si parla di più: i migranti da Paesi poveri e disperati, con culture lontane dalle nostre. è capitato che un’associazione abbia organizzato uno scambio culturale aperto a bambini piccoli, delle scuole elementari. Un’esperienza davvero inconsueta per bambini pre adolescenti, di soli 10-11 anni.

Alcune famiglie da Italia e Finlandia hanno partecipato con entusiasmo, con il classico scambio: i bambini italiani sono andati per primi in Finlandia e i finlandesi poi sono venuti in visita in Italia per una settimana. Genitori coraggiosi evidentemente e con la disponibilità a far provare ai figli un’esperienza preziosa. Prima di partire le rispettive famiglie si sono presentate con una videochiamata. Una mamma finlandese ha mostrato con orgoglio la propria grande villa nei sobborghi di Helsinki, la famiglia napoletana che ha la casa più piccola, ma in una zona “bene” e centrale ha replicato in seguito con un selfie con il Maschio Angioino sullo sfondo. Momenti di tensione quando la mamma finlandese ha sfoggiato il pezzo forte della propria casa: la sauna. L’italiana incuriosita ha replicato che avrebbe raccomandato alla figlia di portarsi il costume, facendo inorridire la finlandese: la sauna si fa rigorosamente nudi. Nella casa di Napoli è partito il dibattito: come evitare il rito della sauna alla propria bambina, tutti nudi, magari in compagnia di adulti. «Dille che siamo cattolici osservanti e non ci spogliamo», azzarda il papà. «Diremo che hai la pressione alta e non puoi assolutamente fare la sauna», incalza la mamma. Alla fine ha vinto l’entusiasmo della bimba che una volta a Helsinki ha fatto il suo bagno di vapore in tutta sicurezza. I bimbi finlandesi dal canto loro, una volta in Italia, sono stati invece portati al mare in Liguria. Ma il rito della tintarella è risultato a loro sconosciuto: dopo il bagno si lavavano e si rivestivano all’istante, pronti ad andare a casa. Che fatica convincerli che era normale rimanere in spiaggia rilassarsi, visto la temperatura italiana.

E poi la sfida del cibo, della lingua, le abitudini con il telefonino, gli orari completamente differenti e l’atteggiamento opposto verso la puntualità.

In Finlandia si va a letto prestissimo, a Napoli gli orari sono decisamente latini. E soprattutto inaccettabilmente incerti per i nordici. La bimba finlandese ospite dei miei amici la prima sera chiede a che ora sarà pronta la cena. «Verso le 20-20:30», risponde la mamma napoletana. La bimba: «Ma a che ora precisamente?». La mamma colta di sorpresa improvvisa: «Alle 20:22». Alle 20:22 in punto la bimba si presenta sulla soglia della cucina pronta per mangiare e la mamma va nel panico: «Altri otto minuti… eight minutes, please».

L’intera vacanza si è svolta di simili scontri di culture. Eppure siamo tutti europei, figli di culture che si vorrebbero simili. Forse il punto è che quando si tratta di condividere intimamente la vita quotidiana, anche le piccole abitudini possono diventare muri difficili da valicare. Mi ha molto colpito come la mia amica raccontasse divertita, ma tendesse a rinforzare il “nazionalismo” della figlia: «Il cibo non era mica come da noi, vero tesoro?». E la bimba annuiva con l’aria schifata. Un vezzo innocente, ma è la conferma di come possa essere difficile uscire dai propri schemi, dai territori conosciuti, per mettersi davvero nei panni degli altri. Ma c’è il lieto fine: il bilancio dell’iniziativa, al di là delle divertenti schermaglie, è stato positivo e lo scambio si rifarà di nuovo, pare. A volte basta provarci.  


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