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L’ottava meraviglia del mondo

Č il regno dello sci e di chi cerca emozioni di festa. Un tocco d’atmosfera e magia

Mer 21 Nov 2018 | di Max Rella | Bella Italia
Foto di 17

Magnetico, immenso, potente. Avvolto dalle nevi, coperto dai ghiacciai, contornato da batuffoli di nuvole, il Monte Bianco ci spunta davanti mentre guidiamo verso Courmayeur. I suoi 4.808 metri che ne fanno la vetta più alta d’Europa, e uno dei nostri primi ricordi scolastici, sono da sempre la cifra del mito e della sfida umana alla natura. Ma fu soltanto l’8 agosto 1786 che Balmat e Paccard, alpinisti di Chamonix, poggiarono i piedi sulla cima del Re delle Alpi - era la prima volta - aprendo la strada a spedizioni mitiche e scalate avventurose che da allora hanno fatto sognare migliaia di persone. 
“Chi più alto sale, più lontano vede; chi più lontano vede, più a lungo sogna”. Erano le parole di Walter Bonatti, scrittore, giornalista e alpinista, nominato nel 2010, un anno prima della sua scomparsa, cittadino onorario del Monte Bianco dai sindaci di Courmayeur e Chamonix; da allora il gigante Bianco è l’unica montagna ad avere un cittadino onorario. Ogni anno 15 milioni di persone affollano il Monte Bianco. Se in estate turisti da tutto il mondo arrivano per un’esperienza di sport attivo, per il trekking o il panorama mozzafiato di Punta Helbronner - la stazione d’arrivo della funivia sul versante italiano -  d’inverno il comprensorio si trasforma nel regno dello sci, dello snowboard e del freeride. E naturalmente a dicembre, quando comincia la stagione della neve e con il Natale alle porte, la “capitale” Courmayeur si veste di luci, addobbi e colori, regalandoci emozioni di festa e un tocco d’atmosfera e magia. 
L’8 dicembre, ad esempio, nella risplendente e frequentata via Roma, cuore del centro storico e strada dello shopping, prende vita il Welcome Winter 2019, l’evento che racconta il lato più frizzante di Courmayeur e che vedrà salire sul palco personaggi dello spettacolo. Invece per salutare l’anno vecchio e dare il benvenuto al nuovo si festeggia il Capodanno alla Maserati Mountain Lounge, a partire dalle 23. Gli appuntamenti della stagione invernale prendono comunque il via con il ponte dell’Immacolata per proseguire fino a Pasqua celebrando le diverse anime della località, da quella sportiva con il City Ski Championship & Financial Times Alpine Forum (31 gennaio-3 febbraio 2019) a quella più tradizionale con Rhémy de Noël, il magico Babbo Natale di Courmayeur. A marzo, infine, il Mountain Gourmet Ski Experience (dal 14 al 17) e a Pasquetta una fiera che riempirà il centro storico con 300 bancarelle d’artigianato e gastronomia (programma aggiornato su www.courmayeurmontblanc.it). 

La stagione invernale 
Perennemente innevato, situato nella parte centrale di una catena montuosa che si estende per 40 km, una delle più vaste zone alpine ricoperte dai ghiacci, il massiccio del Bianco è diviso tra il versante italiano e il francese, al confine dell’alta Savoia. La sua cima più celebre è il Dente del Gigante (4.014 mt). Invece i più alti comprensori sciistici raggiungono i 3.466 mt. Courmayeur, “capitale” delle Alpi valdostane, è dunque la meta ideale per gli amanti dello sport e della montagna: sci, pattinaggio, ciaspolate, fatbike nelle valli, ma anche panorami incontaminati per chi pratica il freeride in un territorio che ha visto allenarsi molti atleti italiani delle scorse Olimpiadi. La stagione, cominciata il 24 novembre, ci riserva un’altra novità: un tratto “rosso” di 700 mt che dà accesso a un pendio rivolto a nord dove è stata ricavata una pista nera di 600 mt, con pendenza del 70%. Ma le attività possono essere molteplici e adatte a tutti i livelli di preparazione, dalle discese di ripidi pendii innevati alla famosa traversata della Vallée Blanche, meta rinomata per la bellezza e la maestosità del contesto naturale; una discesa unica che si sviluppa sul ghiacciaio della Mer de Glace nel cuore del massiccio del Bianco. Ben 18 km tra guglie granitiche, crepacci e seracchi mozzafiato, con partenza da Punta Helbronner a 3.466 mt - raggiungibile dalla Skyway Monte Bianco – con arrivo a Chamonix, a 1.042 mt.                           


 
A TAVOLA CON GUSTO
Un vero piacere da gustare è la tavola della Val d’Aosta, basata principalmente su carne, formaggi, prodotti del sottobosco, birra e vino. Un ideale tour gastronomico può cominciare con la Fontina Dop, formaggio a “denominazione di origine protetta”, marchio che garantisce la provenienza dalla Val d’Aosta, la razza di vacca valdostana e la stagionatura in Val d’Aosta per minimo 90 giorni (c’è chi arriva a 18 mesi). Sapore dolce, gustoso, intenso e con sentori di erba fresca la Fontina di alpeggio (cioè estiva, e di alta montagna con le vacche che pascolano in quota); oppure aromi che virano al fieno e più delicati per la Fontina prodotta in inverno, più a valle. 

 


CONFINE CONTESO ITALIA-FRANCIA
La vetta più alta del Monte Bianco è da sempre contesa tra Italia e Francia. Attualmente esistono due confini ufficiali. La Francia sostiene ancora che la vetta del Monte Bianco sia interamente nel suo territorio. La linea di confine tra Italia e Francia fu fissata nel 1861 con il Trattato di Torino. I francesi però, dopo averne smarrito la copia ufficiale, presentarono un’altra carta in cui il confine era stato spostato. Ancora oggi questo confine è oggetto di controversia.

 


VINI DOC
Apprezzatissimo il bianco locale da uve priè blanc, l’unico vitigno autoctono della Val d’Aosta, un’uva che a queste altezze, in vigne tra gli 800 e i 1.200 mt, conferisce al vino profumi floreali eccezionali. “Con la nostra cucina di carne e formaggi possiamo abbinare benissimo i bianchi del territorio, che possono reggere senza problemi piatti normalmente pensati con i rossi – ci dice lo chef Agostino Buillas del Cafè Quinson -. è un mito da sfatare. Il priè blanc è un vitigno duttile a tavola”.  “La Doc Val d’Aosta, Blanc de Morgex et La Salle, è il vino più alto d’Europa”, aggiunge Nicola Del Negro, enologo della cantina Cave Mont Blanc, società cooperativa che fa ottime etichette. 
 

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