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Come sopravvivere alle abbuffate di Natale!

Il nutrizionista Francesco Melis ci spiega come comportarci a tavola durante le festivitÓ, senza rinunciare al gusto

Mer 21 Nov 2018 | di Angela Iantosca | Salute
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Il dottor Melis è uno di quelli che non ti obbliga alle diete, non ha un taccuino pre compilato, portatore sano di miracoli. Lui è uno di quelli che, prima di darti delle indicazioni, vuole conoscere la tua storia, il tuo lavoro, i tuoi comportamenti. È uno che parla dell'importanza dei piaceri della vita, di come sia peggio rinunciare a dei cibi, stando male per questo, piuttosto che premiarsi qualche volta con qualche fuoriprogramma. Ma Melis è uno anche che ti dice onestamente che non dimagrirai mai se, accanto ad una alimentazione sana (non di privazione), non ci metti lo sport. 

Inutile lamentarsi se si vedono pochi risultati nello specchio e sulla bilancia, dunque! Per questo abbiamo deciso di intervistarlo.
«Per prima cosa ricordiamo che le feste sono cinque giorni: il 24, il 25, il 26 e poi il 31 e il 6 gennaio. Anche se gli italiani di solito pensano che comincino il primo dicembre e finiscano il 10 gennaio! Quindi, messo in chiaro questo punto, ricordiamo che sono quelli i giorni in cui si può sgarrare».

Come prepararsi a quei cinque giorni?
«Non esiste una dieta possibile: in quei giorni a tavola si mangia. Ma ci sono le diete precedenti, le diete di compenso, che sono quelle più valide».

Cosa sono?
«Se tu sai che in quei giorni sgarrerai, nei giorni immediatamente precedenti e successivi dovrai avere qualche accortezza in più. Il 21, il 22, il 23 mangiate normale, il 24, a pranzo, leggero. Poi il 24 sera e 25 mangiate pure, anche se poi vi do qualche dritta per non esagerare! Anche il 30 e il 2 compensate, mangiando leggero e facendo delle belle passeggiate… Per esempio, dovete fare i regali di Natale? Andate a piedi! Dovete prendere la metro? Scendete prima e camminate! I giorni precedenti ai pranzi e alle cene arrivate a camminare per 5 km all'ora, alzando anche il ritmo del vostro cuore!».
 
E veniamo ai giorni fatidici.
«In quei giorni c'è qualcosa che sembrate proprio dimenticare: la verdura. Invece l'ideale sarebbe prendere dei finocchi o la verdura di stagione e mangiarla prima del pasto, mezz'oretta prima».

Cosa dobbiamo fare con le porzioni?
«Dimezzatele! Se c'è un primo e una lasagna, assaggiate un po' dell'uno e dell'altra. La sera del 25, quando uscirete con gli amici, evitate cibi elaborati, evitate di pasticciare con aperitivi. E lo stesso vale la sera del primo gennaio. Anche il pranzo del primo dimezzatelo, visto che la sera prima avete esagerato e anche fino a tardi!».

Chi rappresenta un attentato alla linea?
«Occhio ai torroncini. Ai liquori e ai panettoni… Il digestivo post pranzo in realtà non fa digerire, ma è un'altra aggiunta di calorie. Per quanto riguarda pandori e panettoni, se avanzano, assaggiateli a colazione, sostituendoli al pane, in porzioni di massimo 50-60 grammi».

Quanto 'costa' una fetta di panettone?
«L'ideale sarebbe fare almeno un quarto d'ora di corsa per smaltirla. Perché una fetta di panettone non è acqua e farina, ma anche zucchero e uova. Ma il problema non è solo il panettone. A lui si aggiunge che spesso è coperto di cioccolato ed è tutto candito».

E la frutta secca? 
«C'è la frutta secca che nasce secca, come le noci e le mandorle, che è oleosa e ricca di acidi grassi essenziali. Questa fa bene tutti i giorni ed è consigliata nell'intermezzo, poiché sazia. Poi c'è la frutta essiccata che è disidratata industrialmente. Questa ha un quantitativo di zuccheri molto alto: quando la si mangia si ha un picco glicemico, ma poi altrettanto velocemente c'è il rischio di buco nello stomaco». 

Quali cibi prediligere?
«Prediligiamo se possiamo il pesce. Con cotture semplici. Per esempio, ottime sono grigliate a km zero, pesci di taglia piccola. Altra cosa fondamentale è la sicurezza alimentare. In quel periodo c'è enorme richiesta di pesce, quindi comprate da chi conoscete, altrimenti rischiate di comprare alimenti avariati. Evitate il pesce che arriva da lontano. Comprate pesce fresco, non di allevamento e della zona. E se costa troppo in quei giorni, compratelo ora e congelatelo! Ovviamente non sarà come quello fresco, ma non tutti se lo possono permettere. Attenti al salmone: chiaramente in quei giorni c'è un'enorme richiesta e anche lì le sofisticazioni alimentari sono tantissime. I grassi del salmone sono comunque grassi buoni. Quello con più grassi e grassi meno buoni è il capitone, che, soprattutto al centro sud, si fa fritto».
 
Un pranzo consigliato?
«Cominciate con la verdura o le tartine fatte con pane integrale, con una mousse di verdure insaporite con pesce o un crostaceo. Eviterei le salse tonnate e la majonese. Non metterei a tavola mai patatine e snack. Si potrebbe pensare a dei piccoli assaggini in un piatto e poi prevedere la verdura dopo il primo. Per poi proseguire con un secondo a base di pesce, almeno il 24 sera. Il 25 molti optano per la carne. Allora do un consiglio: scegliete carne a km zero. Evitate carni piene di ormoni. Evitate insaccati. Per esempio, si potrebbe realizzare un piatto unico, come la lasagna. Subito dopo prevedete un contorno e al massimo una carne del territorio. Dopodiché direi che per il 25 siete a posto e non tirate fuori i dolciumi. Se avete voglia di qualcosa, mangiate mandarini, ananas e arance!».

A chi ha qualche problema di salute, come i diabetici, gli ipertesi o i sovrappeso che consigli darebbe?
«Limitare sale e dolci… perché la malattia, comunque, non va in vacanza!». 

 


Abbinare bene i cibi


Non solo calorie. Si tratta anche di abbinare bene i cibi. Ce lo spiega il dottor Luca Pulcini, nutrizionista. 

PROTEINE: Non mangiare nello stesso pasto proteine di natura diversa. Se mangio carne, evito pesce, uova, legumi, latte. Questo perché il corpo utilizza prima l'alimento utile al momento, mentre trasforma in grasso il resto. Se mischio vari tipi di proteine la digestione rallenta e il corpo va in difficoltà. 

CONTORNI: Con carne e pesce è ottimo mangiare verdure crude, oppure cicoria ripassata che stimola il fegato, organo principe della digestione. Possiamo aiutarlo anche con pomodori crudi e carciofi crudi, fritti o ripassati in padella.

FORMAGGI: Sempre con verdure cotte: indivia belga, radicchio e zucchine ai ferri, scarola e riccia in padella, di modo che ci siano meno sali e quindi venga trattenuta meno acqua. Più sali assumiamo e più affatichiamo i reni e ci si gonfia.

FRUTTA: Meglio evitarla se non vogliamo rinunciare ai dolci. Per aiutare il fegato ottimi i frutti più zuccherini: a Natale mandarini, mele e ananas (non per chi soffre di gastrite).

COTTURA: No bollitura: aumenta l'acqua rallentando la digestione. Ottime la cottura ripassata e a vapore.

PANE BEN SCALDATO: Regola d'oro sempre, perché così perde acqua e lieviti, diventando più digeribile.

 


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