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Liberate le parole!

“Anche dal vocabolario spariscono termini che fanno parte della mia vita”

Gio 27 Ago 2009 | di dal nostro lettore Giuseppe Gavazzi | Io Giornalista

Se scrivere può anche voler dire denunciare, allora permettetemi uno sfogo sincero. No, non posso tacere, le parole premono a forza e devo liberarle se non voglio soffocare. Questi sono tempi grami per le parole: avare, camuffate, intisichite, snaturate, occultate; ed io soffro nel vederle così malridotte, prive oramai di quella linfa vitale che dovrebbe sostenerle e nutrirle. Ma cosa mai sono diventate? Non verità, non palpiti accorati, non fantasia né magie, solo burocratiche espressioni di mesta impotenza esistenziale, logorroiche nullità, trita retorica buona per noi gonzi.  è infatti quotidiano l’assalto d’una sorta di melma putrescente di parole idiote, che incessante sbatte sulle nostre orecchie, avvilendo quei pochi neuroni ancora vigili nel nostro cervello. Gli americani, così bravi nelle loro indagini scientifiche tese ad appurare l’utilità dell’acqua calda o di quanto crescono i peli in un’ora o in un secolo, potrebbero fare qualche studio illuminante su quanti neuroni muoiono ogni giorno uccisi dalle pubblicità dei detersivi. Ieri però m’è successa una cosa sconvolgente, che mi ha scosso dal colpevole torpore indottomi dalla suddetta melma.  Avevo deciso di acquistare un nuovo vocabolario, che mi traghettasse alle impervie sponde del moderno linguaggio. In libreria ce n’era ampia scelta, ma ero perplesso: erano tutti piccoli volumetti, mi sembravano dizionari dimezzati, in compenso i prezzi li scoprivo raddoppiati. Ho frugato nel mio portaniente… pardon, nel mio portafogli e ho scovato alcuni spauriti euro sopravvissuti alle quotidiane razzie. Li ho perciò sacrificati sull’altare della conoscenza! E ora sono qui con quest’ignobile libretto tra le mani, meditando se devo defenestrarlo al più presto o sbolognarlo a qualcuno. Mancano centinaia, ma che dico, migliaia di parole! Ecco il perché del suo aspetto leggerino… Totalmente assenti termini comuni, come onestà, lavoro, integrità, coerenza, amore… Capirete, mi sono sentito alquanto obsoleto, perché queste parole sparite ancora fanno parte del mio vocabolario, della mia vita. Comunque genocidio, nucleare, miseria, guerra, egoismo, sfruttamento, interesse, violenza, stupro, morte le ho trovate e a dire il vero con gran risalto.  Ho deciso: lo defenestro! 
 


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