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Deiezioni canine? Il Dna inchioderā i padroni incivili

Stretta su chi fa finta di non vedere i ricordini lasciati da Fido: il corpo del reato finirā in laboratorio

Gio 29 Nov 2018 | di Barbara Savodini | Attualitā
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Spread, Pil, burocrazia, giustizia lumaca, tasse ai massimi storici, clima impazzito e infrastrutture che implodono: il Bel Paese sta attraversando forse una delle epoche più complesse della storia, ma se c'è un argomento che tiene banco tra i cittadini senza passare mai di moda è quello degli animali domestici e, soprattutto, delle loro sgradevoli deiezioni.

Il mondo crolla? Basta spostarsi, ma se nel muovere un passo si finisce nell'angolo di marciapiede sbagliato è guerra aperta contro tutto il vicinato. Giusto, questione di civiltà e rispetto del prossimo in un mondo in cui a tanti sembra importare più dei simpatici amici a quattro zampe che dei bassissimi livelli di qualità della vita in cui sta sprofondando la nostra società. 

Buone notizie per i postatori seriali di deiezioni, perché, a breve, inchiodare i padroni incivili sarà possibile con la prova del Dna.

Con il laboratorio alleato multe a prova di ricorso
Ad agenti della Municipale o sentinelle ambientali, per quei Comuni che se ne sono dotati, non servirà più restare in appostamento per multare chi sporca giardini e luoghi pubblici. Per emettere una multa basterà raccogliere le feci e portarle in laboratorio.
Tutti verbali a prova di ricorso, perché il risultato del test è inoppugnabile: ai padroni incivili non resterà che pagare subito per evitare di andare incontro a sanzioni ancor più salate. 

La prima sperimentazionea Malnate (Va)
Fantascienza? Tutt'altro, nel Comune di Malnate la sperimentazione ha già condotto a risultati piuttosto interessanti. 
Come spiegato dall'Associazione Italiana Allevatori (AIA), nel municipio lombardo la partnership con il laboratorio di genetica e servizi di Cremona ha già consentito di dare vita ad una banca con i dati di oltre 1.500 cani. Quando si è trattato di identificare i 2.156 amici a quattro zampe residenti in città, solo 28 sono sfuggiti al censimento.

La legge c'è, basta applicarla
Il test del Dna, insomma, potrebbe essere per tutta Italia la soluzione ad un problema banale, ma sentito da molti. 
Le leggi in questo caso ci sono, ma sono difficili da applicare, in quanto è piuttosto difficile cogliere i responsabili sul fatto. Quali sono le sanzioni vigenti? Per chi deturpa o imbratta un luogo pubblico o privato la multa è di 103 euro. Non molto, ma sicuramente abbastanza per memorizzare la lezione. Si sale, poi, dai 300 euro ai 1000 se il fatto viene commesso su beni immobili, immaginiamo un museo o un ufficio comunale per esempio, oppure sui mezzi di trasporto come bus, tram o persino taxi.
Benché si tratti di un compito piuttosto ingrato non è escluso che i Comuni in cui è maggiormente sentita questa problematica arruolino sentinelle ad hoc per la raccolta di deiezioni.
Ogni corpo del reato recuperato, del resto, equivarrebbe a una sanzione e per gli enti locali, in tempi di spending review, sarebbe un metodo decisamente più popolare di autovelox e controlli sui rifiuti mal differenziati per fare cassa. 

Il risvolto animalista
Passare le feci al microscopio potrebbe far bene alle città, alle casse comunali, ma anche agli animali. Il test del Dna promette infatti risultati importanti anche nella lotta ad altre problematiche: il randagismo, come si diceva, ma anche l'abbandono di animali, le competizioni clandestine e le ibridazioni (in particolare con i lupi), purtroppo ad oggi ancora molto diffuse.



 


E tu che tipo di padrone sei?

Impeccabile: raccogli sempre e comunque anche i residui minimi.
Frettoloso: raccogli, ma solo il grosso.
Meteoropatico: raccogli solo se non piove, al resto penserà la pioggia.
Furbo: raccogli solo se qualcuno ti osserva. 
Schizzinoso: raccogli solo se hai un bidone a portata di mano.
Incivile: non raccogli mai e non possiedi nemmeno il kit. 




Funziona se fa ridere!

Sul tema delle feci, umane o canine che siano, si fa sempre un gran ridere. Prenderla con ironia, secondo molte amministrazioni, è la soluzione migliore per sensibilizzare i padroni incivili ma c'è anche chi gioca le carte della tenerezza o del rispetto, oppure chi, come il Comune di Modena, per trovare lo slogan giusto ha lanciato un concorso a premi. Riuscita anche la trovata di Sora (FR) che per sensibilizzare la città ha usato i cani residenti come testimonial della campagna.

 

 


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