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Effetti della ‘manovra’

Se le anticipazioni saranno confermate, ci saranno novità importanti

Lun 07 Gen 2019 | di Armando Marino | Soldi
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E' un azzardo scrivere di norme contenute nella legge di bilancio nel momento di più grande incertezza da anni a questa parte. Per quando leggerete questa rubrica però, la cosiddetta “manovra” sarà stata approvata (altrimenti è un disastro) e saprete se è stata confermata una norma che è bene conoscere prima possibile, perché riguarda i lavori di ristrutturazione, che, di solito, si programmano in anticipo. Se le anticipazioni saranno confermate, verranno confermati i bonus per la ristrutturazione già in vigore. Dovrebbero esserci due novità importanti. La prima è che l’ecobonus, così come quello per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici e quello per la ristrutturazione anti sismica, dovrebbero acquisire un orizzonte un po’ più lungo: finora venivano confermati di anno in anno, da questa manovra in poi, in teoria, dovrebbero venire confermati per tre anni, cioè fino al 2021.

Ma la disposizione più interessante di cui il governo ha discusso è l’ecoprestito, che affronta un nodo centrale: è importante sapere di poter accedere a sgravi fiscali per ristrutturare, ma gli sgravi aiutano solo se si ha la possibilità di anticipare i costi necessari e attendere la restituzione delle tasse versate che lo Stato diluisce in dieci anni. Con l’ecoprestito viene incentivato a fare i lavori anche chi non dispone dell’intera somma da anticipare. In sostanza, l’ecoprestito dovrebbe consentire di cedere il bonus fiscale atteso grazie alla ristrutturazione, in cambio di un finanziamento immediato. Le banche potrebbero essere interessate, perché, a fronte di una pratica di ristrutturazione fatta correttamente (le insidie burocratiche sono sempre in agguato), l’incasso del bonus è garantito dallo Stato. Facciamo un esempio, anche se con numeri inventati perché la norma al momento non c’è: devo fare lavori per 10mila euro, ma ne ho solo 6.000. Se spendo diecimila euro, a seconda del tipo di ristrutturazione e quindi di bonus fiscale, avrò diritto ad un rimborso da parte dello Stato di metà della cifra, quindi 5.000 euro, in dieci anni. La banca, con la formula dell’ecoprestito, potrebbe anticiparmi i 4.000 euro che mi mancano e incassare 5.000 dallo Stato.

La formula potrebbe portare a un nuovo stimolo per l’edilizia, in un Paese antico e bisognoso di cura degli immobili. Ma i benefici degli sconti fiscali si estendono sia all’industria dell’edilizia che allo Stato: secondo il centro studi Cresme, i bonus hanno mobilitato dal 1998 a oggi la cifra record di 292 miliardi di euro, creando milioni di posti di lavoro. E un saldo positivo per le casse dello Stato pari a 8,8 miliardi. 
 

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