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Matera l’ombellico della cultura

Patrimonio dell’Umanitŕ, set hollywoodiano, capitale del mondo contadino e ora Capitale Europea della Cultura 2019

Lun 07 Gen 2019 | di Foto e testo di Carlos Solito | Bella Italia
Foto di 17

Il vero peccato originale è venire al mondo e non conoscere le rughe della propria terra. Perché nascere in un posto e far finta di niente, credere che esista solo per contenere noi, le nostre chiacchiere, il nostro fare giusto o sbagliato, la scenografia della nostra esistenza, non va bene, non va affatto bene. Non c’è storia! Finché penseremo che i nostri piedi calpestano la terra, non ameremo la terra. I nostri piedi baciano la terra, sia chiaro, per cui, appena si può, vale stare scalzi. Perché crescere parte sempre dal basso e perché non s’è mai visto un bacio che non mette labbra contro labbra, carne contro carne, bocca e bocca, saliva e saliva. Tolgo i tronchetti, sorrido a un buco sull’alluce destro, sfilo le calze, sgranchisco le dita e le muovo istericamente come le mani di un pianista, aria fresca, suono il piacere dell’esistenza. Arrotolo il jeans sul polpaccio, affondo i piedi nella terra, i calcagni sono le labbra del mio corpo, bacio e chiudo gli occhi. Godo. Li riapro, sguardo sul panorama dei Sassi con il grande spartiacque della Civita sulla quale troneggia la Cattedrale. Godo di nuovo. Sono sul belvedere di Murgia Timone, un ciglio di calcare e macchia mediterranea sul precipizio della Gravina. Non riesco a non pensare come questa città sia una grande poesia scolpita dove la pietra e il vuoto tenue sono una trama prospettica di versi che precipitano a capo, cadono, volano, tolgono il fiato. 
Anche il pane qui – nella sua forma a cornetto - è una vera celebrità, in autentico grano duro con tanto di marchio Igp. Matera è un posto pazzesco e fin quando non ci arrivi, non credi possa esistere. Da “vergogna nazionale” è diventata Patrimonio Mondiale dell’Umanità, set hollywoodiano e, da quest’anno, Capitale Europea della Cultura. Ma tra tutti gli appellativi quello che preferisco è capitale del mondo contadino. Fa più rima con la bellezza dolente povera antica, dove la semplicità si fa assolutismo e, soprattutto, palcoscenico di una metamorfosi culturale, che per il 2019 ha in serbo numerosi eventi per i quali non si aspettano turisti, ma, come da nobile intuizione, “cittadini temporanei” come recita il claim della Fondazione Matera-Basilicata 2019 (www.matera-basilicata2019.it).

A SPASSO TRA I SASSI
Nella trama infinita dei Sassi Caveoso e Barisano, i precipizi della Gravina, le grotte zeppe di affreschi bizantini e i saliscendi lastricati, qualsiasi posto a Matera è un buon posto per iniziare un itinerario sopra e sotto terra.
Partendo dal centro, dal grande centro della scenografica piazza Vittorio Veneto, il primo colpo d’occhio col quale inaugurare il tour urbano è quello sul belvedere sotto gli archi della chiesetta di Materdomini: la Civita dominata dal Duomo è in assoluto uno degli skyline più belli dell’intero Mediterraneo. 
A due passi, passando sotto il grande Elefante Spaziale della mostra open air “Salvador Dalí - La persistenza degli Opposti” (www.daliamatera.it), in via San Biagio si visita prima la chiesa di San Giovanni Battista, in rigoroso stile romanico-pugliese come le grandi cattedrali della vicina Puglia. Per la lastricata via Santa Cesarea si arriva al convento di Sant’Agostino che domina l’intero Sasso Barisano, dentro il quale valgono le soste nell’omonima chiesa di San Pietro e nel complesso rupestre della Madonna delle Virtù e di San Nicola dei Greci, cuore della mostra dedicata al visionario genio dell’artista catalano. Per la panoramica via della Madonna delle Virtù, costeggiando la Gravina, si arriva alla chiesa di San Pietro Caveoso, circondata dal vuoto e dalla luminosissima piazza antistante, dalla quale partono gli Ape Calessino per le visite turistiche. Pochi passi più avanti si trova il Rione Malve, un delirio di vicoli lastricati pieni di verde, lenzuola stese ad asciugare, piccole botteghe artigiane, scultori e ceramisti sull’uscio delle botteghe a fare parlamento, gatti che oziano, saliscendi. Una sbirciatina alla cosiddetta Casa Grotta di Vicolo Solitario (www.casagrotta.it) e si sale sulla rupe dell’Idris, dentro la quale si trova la chiesa rupestre di Santa Maria. Chiesa di Santa Lucia, convicinio di Sant’Antonio e su per la grande salita che serpeggia per la Civita e porta alla Cattedrale.
Sotto, nel cosiddetto Piano, le tappe da non perdere sono piazza del Sedile, le chiese di San Francesco d’Assisi e del Purgatorio e, lungo l’elegante via Ridola, il museo Ridola e Palazzo Lanfranchi, il gioiello seicentesco della città, che custodisce il Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna della Basilicata (www.polomusealebasilicata.beniculturali.it): da non perdere, tra le altre cose, Lucania ’61, il capolavoro di Carlo Levi dipinto dallo scrittore e pittore torinese su richiesta del Comitato per le Celebrazioni del Centenario dell’Unità d’Italia. 
Fuori dal perimetro urbano le escursioni nel Parco Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri del Materano (www.parcomurgia.it) e alla cripta del Peccato Originale (www.criptadelpeccatooriginale.it). 




ARS EXCAVANDI

Ad aprire le esposizioni di Matera Capitale Europoea della Cultura 2019, c’è Ars Excavandi: una grande mostra internazionale che sarà la prima indagine sull’arte e le pratiche di scavo che danno luogo ad architetture, civiltà e paesaggi rupestri attraverso i secoli. In questo percorso espositivo, a partire dal 19 gennaio, Carlos Solito inaugurerà, a Palazzo Lanfranchi, la sua mostra fotografica Mater(i)a P(i)etra, sostenuta dalla Fondazione Matera-Basilicata 2019, Jordan Tourism Board, Regione Basilicata e Petra Authorithy. 

 


 

LA BALLATA DEI SASSI

Pubblicato da pochi mesi il romanzo di Carlos Solito, “La ballata dei sassi” (Sperling&Kupfer) è una storia d’amore, ma anche un omaggio, intenso, alla capitale europea della Cultura nel 2019, che fa da sfondo poetico a Ettore e Maria. Carlos Solito, scrittore, fotografo, giornalista e regista, è nato a Grottaglie, in provincia di Taranto. Gira il mondo da giovanissimo e collabora con numerosi magazine e quotidiani nazionali, realizzando reportage di viaggi. Dirige spot pubblicitari, videoclip musicali e cortometraggi. Le sue fotografie sono state esposte in diversi Paesi e ha pubblicato una ventina di volumi illustrati per i più importanti editori italiani. Ha firmato la raccolta di racconti “Il contrario del sole” (Versante Sud, 2010) e “Montagne” (Elliot, 2012), insieme a Dacia Maraini, Paolo Rumiz, Maurizio Maggiani, Franco Arminio, Andrea Bocconi e altri. Dal suo primo romanzo, “Sciamenesciá” (Elliot, 2016), sarà tratto un film.

 

 

 

 

Accessibilità: uno dei 9 valori (traditi) a matera

L'accessibilità era uno dei capisaldi della candidatura a Capitale Europea... ma qualcosa non va

Accessibilità era uno dei capisaldi della candidatura di Matera a Capitale Europea della cultura. Ma qualcosa è stato tradito “perché né il Comune né la Fondazione si sono dotati di figure specializzate che lavorassero per individuare strategie o mettere a sistema gli interventi sul tema”. A denunciarlo l'architetto Cristina Amenta (nella foto a destra) che da anni lotta per l'abbattimento delle barriere architettoniche, ambientali e senso percettive nella sua città, anche attraverso un progetto concreto a cui ha dato vita nel 2016, MaterMare. «L'assurdo arriva quando non si migliorano le cose anche nelle manutenzioni straordinarie (es. i marciapiedi) o quando continuano ad aprire locali o b&b, che di per sé sarebbero accessibili in quanto ai piani terra, ma che non lo sono perché banalmente non rispettano le norme basilari. È una situazione questa immorale e ingiusta, e lo è ancor di più se si pensa che l'accessibilità è uno dei 9 valori della Capitale Europea. A Matera si sono perse due grandi occasioni: di dimostrare che si può sempre migliorare l'accessibilità anche in un contesto complesso; di lavorare sul tema stimolando i processi creativi delle organizzazioni culturali. Purtroppo abbiamo visto solo il modo più becero dell'applicazione del tema: vicinati distrutti per far posto a delle orribili e inutili rampe; campanili in procinto di essere sventrati  per alloggiare ascensori, che di per sè a nulla servono senza un progetto di miglioria che interviene su tutte le problematiche di contorno compresa la comunicazione, la segnaletica e la formazione del personale. 
Crediamo però che non sia tutto perso, si può fare ancora qualcosa di molto concreto e soprattutto è possibile "usare" il 2019 per innescare dei processi e dei dialoghi volti a far crescere la capacità di enti pubblici e privati di misurarsi seriamente con il tema, portando fuori dalle dinamiche strettamente sociali il valore dell'accessibilità».                                 

Angela Iantosca       
 

 

MATERAMARE: cosa è?

“Materamare” è un progetto sull'accessibilità e la fruibilità turistica della regione Basilicata collegata alla città di Matera. Il progetto si pone in un'ottica di identificazione, mappatura ed elaborazione di dati, in relazione al tema dell'accessibilità di Matera collegata ai due mari della Regione: lo Ionio e il Tirreno. «L'idea – spiega l'architetto Amenta - parte da un lavoro di ricerca presentato da C-FARA e finanziato dalla regione Basilicata nell'ambito del progetto “Itinerari Interregionali di turismo per tutti”, concordato tra 13 Regioni italiane e co-finanziato dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo. L'associazione C-FARA ha raggruppato diversi soggetti che promuovono e collaborano all'iniziativa, caratterizzati da sensibilità e competenza sul tema dell'accessibilità e fruibilità per tutti e dalla capacità di mobilitare figure professionali e operatori territoriali». Un progetto che consente a chi esplora il territorio di organizzare autonomamente il viaggio sulla base dei propri interessi ed abilità;  agli enti o alle organizzazioni di raccogliere o analizzare le informazioni per operare interventi sistematizzati su percorsi continui, evitando operazioni randomiche e inefficaci. Tutto è rigorosamente in open source. Info: www.materamare.it
 

 


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