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La tiroide: Il male nascosto

I segnali che nessuno sa leggere

Lun 07 Gen 2019 | di Ethel Cogliani | Salute
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Circa 20 milioni di persone nel mondo hanno problemi di gozzo, il 20% delle donne dopo i 40 anni presenta ipotiroidismo, le donne hanno 7 volte più probabilità degli uomini di incorrere in queste patologie, i casi di cancro tiroideo sono aumentati del 30% negli ultimi 30 anni, i casi di distiroidismo sono in aumento tra il sesso maschile, in Italia 6 milioni di persone hanno malattie della tiroide. 

Ma si stima che più del 50% di chi ha una malattia della tiroide non sa di averla, perché spesso i sintomi sono lievi, “generici”, e quindi non facili da collegare con certezza alla patologia tiroidea che li provoca.


Ma non finisce qui. Il 90% dei pazienti autoimmuni presenta problemi tiroidei. 
In una situazione come questa di emergenza numerica come si comporta il Sistema Sanitario Nazionale?
Incredibilmente, per contrastare questa epidemia, la stragrande maggioranza delle Regioni del nostro Paese si sono uniformate alle direttive del Ministero della Salute nel documento discusso nella Commissione Salute della Conferenza delle Regioni nel marzo 2009.
La metodica di indagine tiroidea utilizzata risulta ad alto rischio di imprecisione: il TSH‐reflex.
Se hai un problema tiroideo e nessun medico ti dice che il tuo problema è la tiroide, molto probabilmente è dovuto proprio a questa metodica.

PROTOCOLLO REFLEX
Questo protocollo prevede la misurazione del solo TSH. Qualora questo valore risulta al di sotto di 0,5 mUI/L viene dosato anche il fT4 e se questo non dovesse essere nei limiti allora verrà dosato anche fT3. Se al contrario risultasse un TSH reflex superiore a 4mUI/L verrà dosato fT4 e anticorpi anti-Tireoperossidasi (anti-TPO). 
Quindi con TSH nei limiti non si procede a ulteriore analisi!
Ma se questa metodologia è totalmente inutile per diagnosticare l’effettiva presenza di problematiche tiroidee, perché è stato istituito?
Taglio alla spesa della Sanità Pubblica. Quindi, non serve per migliorare la diagnosi della patologia o per migliorare l’intervento che si fa su di essa, ma serve solo a contenere i costi delle Regioni in ambito di spesa sanitaria.
Il risultato è che questa disposizione porta, inevitabilmente, ad una errata diagnosi della patologia tiroidea in quanto valori “in range” non sono sinonimo di “valori ottimali”.

QUADRO COMPLESSO
La complessità del quadro tiroideo è incredibile. Infatti la tiroide è solo una piccola parte di una catena di comunicazione ormonale e lavora congiuntamente con altri ormoni, enzimi e neuro trasmettitori. Quindi è impensabile che un quadro complesso come questo che può sfociare, se trascurato e sottovalutato, in patologie croniche e spesso degenerative, possa essere valutato con un singolo valore.
La tiroide è responsabile, talvolta silenziosa, di diverse patologie difficilmente ad essa associate e le implicazioni che altre ghiandole ed organi hanno su essa vanno a creare un quadro complesso assolutamente oscuro alla maggior parte, se non a tutti, i medici. Trascurare, ignorare, far finta che vada tutto bene, sottovalutare, sono gli atteggiamenti che portano spesso a condizioni patologiche senza ritorno.

Dietro cosa si nasconde il problema tiroideo?
Sterilità, mal di testa cronico, difficoltà digestive, problemi di stomaco, caduta dei capelli (alopecia nei casi più gravi), allergie, apatia, indolenza, stanchezza cronica, depressione, ansia, dolori muscolari (fibromialgia), infezioni ricorrenti, secchezza della pelle, dermatiti, urticaria, unghie fragili, caviglie gonfie, diabete ed insulino-resistenza, irregolarità o scomparsa del ciclo mestruale, mancanza di libido, ipertensione, vertigini, obesità…
Sono tutti nascondigli di problemi tiroidei.
Quanti, andando in una clinica per la fertilità hanno fatto analisi per il controllo della tiroide?
Quanti, andando dallo psicologo o psichiatra prima della prescrizione di psicofarmaci e liquidandovi per “stress” hanno avuto la curiosità di vedere lo stato della tiroide?
Quanti? Pochi, veramente pochi.
Però quello che è sicuro è che TUTTI hanno avuto prescritti uno o più farmaci. Sulla base di quali considerazioni e approfondimenti? Ciascuno di questi disturbi viene curato singolarmente e chimicamente, portando ad un enorme abuso di farmaci che inevitabilmente fa collassare i sistemi di regolazione del corpo… il tutto nel tentativo di fermare un piccolo sintomo di cui semplicemente non si è voluto indagare la causa! I vari specialisti spesso mancano di una visione di insieme e omettono di cercare la causa principale a cui ricondurre, caso per caso, queste anomalie, oppure, definendo normali i test di laboratorio per la valutazione tiroidea, non ne riconoscono il coinvolgimento. Quindi, il medico si preoccupa solo di andare a bloccare ogni singolo sintomo che appare alla nostra vista, non vedendo che il fiume in piena sta per superare la diga e ci porterà inevitabilmente ad ammalarci gravemente, senza che poi possiamo in nessun modo arginare il problema. A quel punto nessun medicinale potrà aiutarci. Ora, quando i sintomi sono lievi, possiamo forse avere discreta certezza di eliminarli, dopo… sarà il disastro. E spesso si arriva al disastro prima di pensare che forse è la tiroide! Nell’ ‘800 i medici interpretavano i sintomi per capire cosa stesse accadendo al corpo. Già nei primi del ‘900 c’erano pagine e pagine e intere conferenze mediche volte a correlare i diversi e numerosissimi sintomi con il problema tiroideo. Il lavoro del medico era quello di imparare a interpretare il linguaggio del corpo come una madre interpreta i diversi pianti del proprio bambino. Ora: un’analisi, 5 minuti di visita, medicinale a caso assicurato, 200 euro spesi e… il problema è ancora lì… anzi cresce indisturbato.

Tiroide, questa sconosciuta
Ancora si conosce poco sulle reali implicazioni della tiroide sulla salute e, più si indaga, e più sembra che questa piccola ghiandola la faccia da padrone.
Anche malattie complesse come le malattie autoimmuni e il cancro sembrano avere una forte componente tiroidea non considerata. Questa cosa dovrebbe farci riflettere sul fattore prevenzione.
Cerchiamo di capire perché questo accade e come accade.
Partendo dal fatto che una base genetica l’abbiamo tutti, ma se non facciamo troppe sciocchezze e non subiamo grossi eventi traumatici, problemi tiroidei non dovrebbero risultarne.
Quindi cerchiamo di capire cos’è questo “qualcosa” che fa entrare in “pausa” la nostra tiroide.
Se si tratta di eventi unici, quelli che definiamo come uno spartiacque, prima dei quali la nostra vita era diversa da come la stiamo vivendo adesso: eventi a forte impatto emotivo (lutti, traslochi, licenziamenti, terremoti o si può pensare a trattamenti medici invasivi e traumi fisici) che, in qualche modo, destabilizzano il corpo.
Se non si riesce a rinvenire un evento unico stai pur certo che allora c’è qualcosa nel tuo stile di vita (lavoro, turni, viaggi…) oppure l’ambiente in cui vivi o hai vissuto (contaminazioni, radiazioni…), che gradualmente ha tolto risorse al tuo corpo, tanto che, con il tempo, l’età che avanza e molto altro, ha iniziato a non tenere più sotto controllo alcune funzioni importanti.
Qualunque sia il modo con cui ti sei imbattuto in questa problematica, sicuramente hai iniziato con piccole avvisaglie, che magari hai attribuito al periodo di stress o a qualcosa comunque di passeggero e, anche andando dal medico, hai avuto la prescrizione di qualcosa che tamponasse il periodo.
Questo periodo però non è mai passato e, mentre a te i dubbi sono cominciati a venire che qualcosa di più del semplice stress ci fosse, i medici continuano a ripeterti che è “solo stress” e continuano a darti farmaci.
I problemi tiroidei non sempre sono cronici, però spesso lo diventano proprio perché non trattati. Ed è proprio questo l’atteggiamento che li trasforma in un problema… anzi in tanti problemi, che si autoalimentano in un circuito distruttivo. Sarebbe bastato dargli più peso all’inizio ed ora staresti meglio. Il problema è che ci fidiamo molto più di un camice e di uno stetoscopio che delle nostre sensazioni. Ci è stato ripetuto talmente tanto tempo che eravamo paranoici che… ci abbiamo creduto.

METTIAMO INSIEME I PEZZI
Ora impariamo a mettere insieme i pezzi e guidare il medico nella direzione giusta. La diagnostica per la tiroide non basta, c’è bisogno che il contatto terapeuta-paziente diventi conoscitivo. Siamo una società di paranoici, ma ne abbiamo le giuste ragioni. Io direi alla luce di quanto visto, qualunque sia il tuo problema, partire dalla tiroide può essere un saggio punto di inizio. 
 


Ethel Cogliani

Nutrizionista specializzata nel trattamento delle patologie autoimmuni.
Autrice dei libri “Dietro la Malattia” e “Tiroide X-Files”. Editrice e capo redattrice della rivista “IMMUNOREICA Magazine – La prima rivista dedicata all’approccio funzionale delle malattie autoimmuni”.
 
Dove acquistare i libri: 
www.dietrolamalattia.com
www.tiroidexfiles.com




LA RIVISTA

La rivista IMMUNOREICA Magazine ha lo scopo di indagare e porre l’attenzione a tutti quegli aspetti che rendono la nostra società la più malata di tutta la storia dell’Umanità.

Disponibile solo su abbonamento. Cadenza trimestrale (4 numeri l’anno). La riceverai direttamente a casa tua.
Per abbonarsi: www.immunoreicamagazine.com
 

 


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