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La mamma si fa low cost

Nasce momslowcost.com, un blog dedicato alle mamme che non vogliono spendere molto per l’abbigliamento dei loro piccoli

Lun 07 Gen 2019 | di Alma Pentesilea | Attualità
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Sono migliaia: un esercito equipaggiato di pannolini, pappe, ciucci, giocattoli, forza e pazienza. Sono le mamme che si ritrovano su gruppi Whatsapp o su blog dedicati per commentare, confrontarsi e chiedere aiuto. Oggi la famiglia del web si arricchisce di un nuovo spazio in cui trovare suggerimenti per vestire i propri cuccioli senza spendere una fortuna. Tutto merito di Serena Sanna, classe 1997, che, dopo essere rimasta incinta da adolescente e aver dovuto affrontare la gravidanza da sola, ha deciso di aprire uno spazio on line per coprire quelle esigenze che erano prima di tutto sue. «Avevo 17 anni quando è nato Nicholas, abitavo con mamma, non lavoravo e stavo finendo la scuola. Quando ho aperto il profilo su Instagram, ho trovato tante mamme, ma non c’era niente sull’abbigliamento low cost».

Così è venuta al mondo momslowcost.com, una community nata sui social, in particolare Instagram e 21buttons, che parla della moda vista con gli occhi di una mamma, con consigli e informazioni dedicate allo shopping di tendenza a prezzi formato famiglia con la possibilità di cliccare su link che portano ad aziende in cui fare acquisti. Uno strumento questo per fare rete con le altre mamme, che possono condividere i loro outfit, diventando fashion influencer grazie al servizio di repost degli scatti con l’hashtag #momslowcost. 

A rendere possibile tutto questo, oltre a Serena, ci sono Maria Mieses, Rachele Limodio ed Elisa Falco. 
«Io lavoro in un call center – spiega Maria - e sono mamma di una bimba, Cecilia. Il mio compito su Instagram è quello di contattare le mamme, segnalare le aziende e curare la grafica». Sempre nell’ottica del risparmio, il blog è stato strutturato da Valentina, anche lei mamma e blogger che ha messo a disposizione le sue competenze. Non contente le ragazze hanno creato un blog in cui parlare di cucina, viaggi, libri, stile e al quale collabora una decina di persone, tra le quali Anna Shawl, ucraina, mamma di due bambini, cameriera per professione, blogger per passione. «Scrivo di diversi argomenti, dall’abbigliamento dei bambini ai viaggi da organizzare con figli. Mi dedico alla scrittura la notte e poi mio marito mi aiuta a correggere l’italiano!». 
Tra i blogger anche Francesco Asca che ha lasciato il lavoro per il figlio Pietro...  



 


Io, papà a tempo pieno... 

Francesco, 35 anni bolognese, lascia il lavoro in ufficio e si dedica a Pietro… mentre la mamma lavora

Francesco è un papà bolognese di 35 anni. Anzi Francesco era un uomo in carriera di 35 anni che, quando è nato Pietro, ha pensato di fare il papà a tempo pieno!
«Nel 2017, quando è nato Pietro, ho preso un part time. Per 10 anni ero stato un commerciale nel mondo dell’informatica, in una azienda bolognese. Dopo la gavetta, ero arrivato a lavorare tantissimo. Troppo. Allora ho pensato che Pietro fosse la risposta».

Francesco ha parlato con il suo capo e si è preso un part time. 
«Sono un romanticone. L’ho conosciuta presto la mia compagna. Lei aveva 18 anni. Ci siamo sposati dopo poco. Quando è nato Pietro, ho capito che era il caso di fermarmi. Rallentare nello stile di vita. Mi è venuto questo istinto. Perché la domanda che mi sono posto è stata: “Viviamo per lavorare o abbiamo qualcosa di più importante da fare bene?”. Ecco, Pietro è la mia cosa importante».

Come ti sei organizzato?
«Prima ho cominciato lavorando dal martedì al giovedì. Poi mi sono licenziato e siamo andati tutti a vivere in campagna. Mia moglie, finita la maternità, è tornata a lavorare».

Qual era e qual è il vostro piano?
«Sganciarci dagli uffici, diventare professionalmente autonomi e guardarci intorno. Io ho sempre scritto tanto, scrivo anche canzoni. Per questo ho aperto il blog dandydaddy.it, per raccontare le mie avventure quotidiane con Peter, tra dondoli, ukulele e tour in passeggino. Poi ho aperto la pagina Facebook e profili Instagram. Ho scritto filastrocche, storielle per bambini e genitori. Ho collaborato con fotografi e illustratori per far sorridere qualcuno».

 


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