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Vetro e plastica dalla birra

In Sardegna si rilancia il vuoto a rendere, mentre in Danimarca una speciale colla consentirà di sostituire gli anelli che tengono insieme le lattine

Lun 07 Gen 2019 | di Domenico Zaccaria | Ambiente
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Dalla Sardegna alla Danimarca, anche le “bionde” strizzano l’occhio all’ambiente. Ichnusa e Carlsberg, due fra i marchi di birra più noti nel Vecchio Continente, cercano di ridurre gli impatti ambientali relativi allo smaltimento del vetro e della plastica con due progetti concreti: il primo rilancia la tradizione del vuoto a rendere, mentre il secondo punta a eliminare gli anelli che tengono insieme le confezioni di lattine.
LE BOTTIGLIE CONTINUANO A VIVERE
Pur essendo stata acquisita nel 1986 da Heineken, Ichnusa ha sempre mantenuto forte la sua identità sarda. Non a caso ha puntato su una campagna, che, già nel nome, richiama ad un’usanza ancora viva sull’isola: “Vuoto a buon rendere”. Un tempo, restituire al negoziante le bottiglie di vetro del latte, dell’acqua o delle bevande alcoliche, era una pratica diffusa in tutto lo Stivale. Dagli anni ‘60 in poi le bottiglie riutilizzabili sono state gradualmente sostituite da quelle usa e getta; che (a patto di essere smaltite nel modo corretto) vengono sì riciclate, ma attraverso un processo che comporta inevitabili costi energetici e conseguenti emissioni di gas serra. E invece con il vuoto a rendere una bottiglia può allungare la sua vita fino a 20 anni: quelle di Ichnusa avranno un particolare tappo verde per distinguersi dalle altre, per accrescere nei consumatori la consapevolezza di quanto sia importante questo gesto per l’ambiente nel quale vivono.

VIA LA PLASTICA DAL MARE
Qualche migliaio di chilometri più a nord, la danese Carlsberg sarà la prima realtà del settore a liberarsi definitivamente degli anelli di plastica che tengono insieme le confezioni di lattine; si tratta di uno dei rifiuti più pericolosi per la salute del mare che spesso finisce per essere ingerito dai pesci, dalle tartarughe e dai gabbiani. D’ora in avanti le lattine saranno tenute insieme da piccole gocce di colla riciclabile: l’adesivo è in grado di resistere a tutte le fasi -  stoccaggio, trasporto e refrigerazione domestica - e all’utente finale basterà applicare una leggera trazione laterale per staccarne una dal gruppo. Sembra una novità di piccolo conto, ma applicata su scala planetaria consentirà all’azienda di eliminare il 76% della plastica usata finora, riducendo i rifiuti polimerici di oltre 1.200 tonnellate l’anno. L’equivalente di 60 milioni di sacchetti potenzialmente dannosi per l’ecosistema.
 

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