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Il riciclo cambia pelle e si veste di lusso

In Italia arriva Reborn Ideas, il primo e-commerce di abbigliamento, oggetti di design e accessori creati con materiali rigenerati grazie all'upcycling

Lun 07 Gen 2019 | di Paola Maruzzi | Ambiente
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Borse e cartelle in pvc ottenute dalle affissioni pubblicitarie; copertine per culle e lettini tessute con gli avanzi di rocchette di cashmere destinato all'alta moda; costumi rigenerati da reti da pesca e plastica; occhiali, orologi e accessori in legno, sughero, carta e pietra. Siamo nel regno visionario di Reborn Ideas, il primo aggregatore di prodotti di lusso dell'upcycling, quel processo creativo che non si limita al semplice riciclo, ma dona nuova vita agli scarti aumentandone il valore. Dietro le quinte di questa realtà appena lanciata sul mercato troviamo Maurizio Mazzanti, marchigiano trapiantato a Milano dove ha lavorato per anni nel mondo pubblicitario, fondando una delle prime web agency italiane specializzata nei social, poi ceduta ad una società quotata in borsa. «Oggi ci approcciamo alla sostenibilità allo stesso modo in cui vent'anni fa pensavamo al web: quello che si pensava fosse solo una nicchia in poco tempo ha pervarso ogni cosa, è diventato un ambiente. Allo stesso modo anche la sostenibilità verrà data per scontata in ogni settore. Il cambiamento è già iniziato e non è un caso che sia nata una nuova figura professionale, quella del sustainability manager, che si occupa specificatamente delle implicazioni ambientali delle aziende».

Design innovativo e mestieri antichi
«Tra crisi e delocalizzazione, in Italia ci sono tante mani artigiane senza impiego – spiega Mazzanti – . Dietro ogni pezzo venduto sul nostro aggregatore c'è una forte e autentica vocazione artigiana, rigorosamente made in Italy». Il bagaglio di esperienze mutuate in decessi di processi produttivi tradizionali si mette a servizio di oggetti e progetti inediti, rispondendo a nuovi bisogni. È il caso, per esempio, dei cuscini a forma di caramella pensati per essere legati al manubrio della bicicletta per offrire appoggio ai bambini seduti nel seggiolino frontale. La fodera del cuscino è in jeans recuperato da scampoli di produzione di aziende della filiera tessile, l'imbottitura proviene da sfridi acquistati presso divanifici nel distretto del Mobile Imbottito nella provincia di Pesaro e Urbino, mentre i lacci sono ottenuti da scampoli di tessuto in cotone per camicie.

La generazione Z 
Secondo una ricerca condotta da Pwc presentata durante l'edizione 2018 del Milano Fashion Global Summit, la generazione Z o post-Millennials (quella nata a cavallo tra il 1995 e il 2010), dà un valore maggiore alla sostenibilità e si mostra più propensa all'acquisto di brand trasparenti, che comunicano efficacemente il loro impegno attraverso le etichette dei prodotti e sui social "visivi" (Instagram, Pinterest, Snapchat, Youtube). «I giovanissimi sono più consapevoli e i grandi marchi dovranno tenerne conto, perché i cambiamenti partono anche dal basso, dai quei consumatori che fanno scelte alternative e selettive». Anche il 4° Osservatorio nazionale sullo stile di vita sostenibile rivela che la sostenibilità viene percepita come un patrimonio comune in grado di influenzare le abitudini quotidiane. Sono quasi 38 milioni gli italiani appassionati e interessati al tema, ovvero il 74% della popolazione, cioè quasi 10 milioni in più rispetto al 2017. Coloro che mostrano il maggior interesse verso il tema hanno tra i 18-34 anni.
Il packaging è tra i primi a rispondere a questo nuovo scenario. Negli ultimi anni sugli scaffali dei supermercati saltano sempre più all'occhio prodotti di ogni genere dall'imballaggio eco-friendly. Ma, come avverte il fondatore di Reborn Ideas, oltre al marketing deve esserci la sostanza. «È positivo che un grosso marchio della grande distribuzione come Carrefour Italia stia comunicando il suo impegno verso transizione alimentare, ma è assurdo che nei loro punti vendita, dove si può anche mangiare, non ci siano raccoglitori per la raccolta differenziata». 

Insegne dell'upcycling cercasi
Attualmente sono una decina i marchi afferenti alla startup eco-chic Reborn Ideas, ma l'obiettivo è continuare a stringere partnership con altri maker per far crescere l'offerta. «In questa fase di recrutamento stiamo facendo scouting, frequentiamo i mercati e i ritrovi più dell' upcycling. Siamo aperti a nuove proposte purché i prodotti siano di qualità e 100% made in Italy». Per il 2019 Rebor Ideas progetta di aprirsi ai mercati esteri e trovare delle vetrine in negozi fisici, a partire da Milano.                                   
 

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