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I droni che annusano i caminetti

“Air Pollution Control” è il progetto di ricerca che punta a mappare per la prima volta le emissioni residenziali

Mer 30 Gen 2019 | di Domenico Zaccaria | Attualità

Quanto inquinano i riscaldamenti delle nostre abitazioni? Ce lo diranno presto dei particolari droni che “annusano” i caminetti. “Air Pollution Control” è il progetto di ricerca che punta a fornire alle amministrazioni comunali dati più puntuali rispetto a quelli delle attuali centraline; che registrano solo elementi legati al sito di osservazione, e quindi non specifici della qualità dell’aria che respiriamo. Nelle grandi città continuano i blocchi del traffico, eppure nel nostro Paese solo il 25% dell’inquinamento atmosferico deriva dal transito di autoveicoli; un altro 25% è frutto degli insediamenti industriali, mentre il restante 50% è direttamente riconducibile al riscaldamento domestico. 

LA SPERIMENTAZIONE A FELTRE
Diventa quindi fondamentale riuscire a monitorare le sostanze dannose prodotte dalle nostre abitazioni: da qui sono partiti i ricercatori di Ancitel Energia e Ambiente, E-Lite Systems Engineering e CNR-IIA, per dar vita al primo progetto italiano interamente incentrato sul tema della qualità dell’aria, che si avvale di sensori montati su droni. Nel Comune di Feltre, in provincia di Belluno, si è recentemente conclusa la fase di sperimentazione che ha dato esiti confortanti: il “naso” riesce a captare ciò che sfugge alle centraline e con un volo di soli 15 minuti sono mappabili ben 10 ettari di territorio; a stretto giro si passerà alla fase di industrializzazione, per poi partire ufficialmente entro la fine dell’anno.

IL PRIMO “CATASTO” DEI COMIGNOLI
Si va, insomma, verso la prima caratterizzazione degli scarichi residenziali che permetterà agli amministratori, dati alla mano, di intervenire su queste fonti emissive e di mettere in campo misure per favorire il passaggio a forme di riscaldamento domestico meno inquinanti. Sarà inoltre possibile sanzionare chi si ostina ad accendere stufe e caminetti anche in presenza di ordinanze comunali, o chi brucia sostanze proibite; come avviene per gli autovelox, incrociando i dati del catasto si potrà ricondurre ogni comignolo al suo proprietario. Basti pensare che ben 1.200 comuni italiani non sono ancora metanizzati: ovvero non hanno accesso al gas - e principalmente al Gpl, il meno inquinante tra i combustibili fossili - per il riscaldamento domestico, che a differenza di caminetti e stufe a pellet non produce polveri sottili. 
Alla fine del 2018 l’Agenzia Europea per l’Ambiente ha certificato che nel nostro Paese il particolato fine (Pm 2.5) uccide ogni anno 66mila persone.  
 

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