acquaesapone Soldi
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri

La finanza sostenibile è rosa

A trainare la locomotiva dei fondi socialmente responsabili sono le donne

Mer 30 Gen 2019 | di Marco Marcocci | Soldi

Quando si sente parlare di finanza la prima cosa che viene in mente (oltre al desiderio di cambiare argomento) è il profitto oppure i soldi. Difficilmente vengono accostati aspetti positivi a questa parola, anzi quasi sempre la finanza è vista come qualcosa di fortemente negativo, da cui è meglio scappare anche perché, in verità, la materia non è tra le più conosciute.

Le tristi vicende legate ai bond argentini, al crack di Cirio e Parmalat o, più recentemente, alle obbligazioni subordinate di quelle banche italiane poi andate a gambe all’aria, hanno lasciato il segno tra i risparmiatori e non hanno di certo aiutato a familiarizzare e socializzare con il mondo della finanza.

Tuttavia, a ben guardare, oltre alla finanza “cattiva”, della quale abbiamo ora menzionato soltanto alcuni tra la miriade di esempi possibili, vi è anche una bella fetta della finanza che può (e deve) essere considerata “buona”. 
Da qualche tempo (per fortuna) si parla sempre più di finanza sostenibile, ovvero di quella finanza che mira a cambiare in meglio il mondo, spostando le risorse verso le attività responsabili nei confronti del pianeta e delle persone.
In quest’ambito ricoprono un ruolo di primaria importanza gli investimenti sostenibili e responsabili che tendono a creare valore per l’investitore e per la società nel suo complesso, specialmente con riguardo all’ambiente, al sociale e al buon governo.
I fondi etici a livello globale valgono qualcosa come 23 miliardi di dollari, crescono ad un ritmo annuo del 12%, e la loro peculiarità riguarda il tipo di imprese che hanno “in pancia” alle quali sono destinate le risorse raccolte. 
Queste aziende, infatti, sono selezionate secondo criteri sociali, ambientali e di buona gestione e sono escluse, quindi, quelle operanti in settori considerati dannosi per la società.
Anche in Italia i fondi etici iniziano a ricevere la dovuta attenzione sia da parte degli operatori finanziari sia da parte dei risparmiatori e i risultati si vedono: il trend delle masse movimentate nel comparto continua a crescere di anno in anno e gli asset raggiunti sono notevoli.
La cosa che apparentemente potrebbe sembrare strana è che a guidare la locomotiva dei fondi socialmente responsabili sono le donne. 
In generale le donne hanno acquisito un ruolo centrale nel panorama economico-finanziario, all’interno della famiglia sono quasi sempre loro che decidono le strategie finanziarie e fuori dalle mura domestiche si registra, rispetto al passato, un aumento del numero delle donne che investono.
Una recente ricerca condotta da Doxa per conto del Forum per la Finanza Sostenibile rivela che le donne, quando compiono le proprie scelte d’investimento, sono più sensibili degli uomini verso i temi della sostenibilità specie se vi è attinenza con questioni di genere.
Attualmente in Italia gli operatori finanziari che offrono anche fondi etici sono una trentina e sono collegati, quasi tutti, a banche e istituti di credito. 
Tuttavia, dato che la sostenibilità sta diventando di moda, onde evitare di incappare in fondi etici che in realtà tutto sono tranne che etici, è buona norma leggere attentamente i prospetti informativi che obbligatoriamente l’operatore mette a disposizione della clientela. Questi devono contenere precisi riferimenti alla sostenibilità e devono essere chiari i criteri di esclusione e di inclusione delle aziende (che compaiono poi nelle rendicontazioni annuali dei fondi).
Avanti quindi con la finanza sostenibile e una raccomandazione: donne parlatene agli uomini!



 


SOCIAL BOND

I Social Bond sono obbligazioni con la particolarità che una parte del loro valore è destinata ad organizzazioni del Terzo settore, come donazione liberale o come prestito, per essere da queste utilizzata per finanziare determinati progetti. Il risparmiatore che ha deciso di puntare sulle obbligazioni sociali raggiunge un duplice obiettivo, uno economico e l’altro morale. Da un lato, infatti, percepirà il classico rendimento sull’investimento fatto secondo quanto appreso nella fase di collocamento del bond, dall’altro si sentirà interiormente appagato per aver optato su un impiego etico dei propri risparmi che si concretizzerà, poi, in un’azione socialmente utile. I social bond stanno entrando in punta di piedi nel panorama finanziario nazionale, caratterizzato negli ultimi tempi da tensioni bancarie e turbolenze di varia intensità, e potrebbero contribuire anche alla rinascita reputazionale dell’intero comparto.

 


Condividi su: