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Caterina Balivo: Napoli nel mio cuore

Il nuovo volto di raiuno sogna un suo programma e non crede alle raccomandazioni

Ven 01 Ago 2008 | di Angela Iantosca | Interviste Esclusive
Foto di 8

Ho conosciuto persone che, raggiunta la notorietà, hanno cambiato gli amici, rinnegato le origini, abbandonato i sogni d'infanzia e tradito il paese natale. Lei no. Solare, generosa nel raccontarsi Caterina Balivo è molto legata alla sua Aversa, il paese natale nel quale è vissuta fino al 1999 quando si è trasferita a Roma.

«Da bambina giocavo sempre nel cortile dei miei nonni che vivevano a Trentola Ducenta, vicino ad Aversa. La casa non era molto grande, ma il cortile sì. Andavo lì sempre con le mie amiche e giocavamo con le bici, i pattini o a nascondino. Le mie sorelle, invece, sono state poco mie ompagne di giochi, forse per la differenza di età: Francesca ha 3 anni meno di me e Sara 8».

Che tipo di bambina eri?
«Un po' introversa. Mi rifugiavo sempre nella lettura. Mi piaceva moltissimo».

L'idea del mondo dello spettacolo quando si è affacciata nella tua mente?
«In realtà da piccola pensavo che da grande avrei fatto qualcosa di utile. L'idea della tv mi è balenata più tardi, quando ho sentito il bisogno di lavorare. Anche se, quando ero piccola, così mi racconta sempre mamma, appena sentivo della musica, cominciavo a muovermi e ad esibirmi. Avevo un po' la tendenza a mettermi in mostra. I primi “giudici” sono stati proprio i miei parenti che mi hanno sempre detto di divertirsi nel guardarmi».

La tua passione infantile per la lettura si è poi tradotta nella scelta del Liceo Classico?
«Certamente! Volevo conoscere le civiltà del passato, su cui noi poi ci siamo basati, capire da chi deriviamo e a chi ci ispiriamo. Amavo moltissimo il greco e la filosofia. Ricordo che all'esame di maturità uscì greco scritto e per l'orale portai latino e filosofia. Un programma enorme. Pensa che, pur avendo condotto Miss Italia nel Mondo (la Balivo è stata la prima donna a condurre questo concorso di bellezza, ndr), devo dire che l'esame di maturità è stata la cosa più difficile che ho affrontato. Mi sembrava che il programma non finisse mai: che paura!».

Perché hai scelto la Facoltà di Scienze internazionali e diplomatiche dell'Università Orientale di Napoli?
«Dopo la maturità avevo pensato anche a Lettere Classiche ma, come giustamente mi fece notare mio padre, con una laurea di quel tipo avrei potuto seguire solo la carriera di insegnante e i guadagni sarebbero stati modesti, oltre che il posto non sicuro. Per questo ho optato per una facoltà adatta a chi, come me, desidera diventare giornalista: penso che sia fondamentale avere una conoscenza ampia anche del diritto internazionale, della geopolitica, del mondo tout court. La mia visione della vita è molto concreta e mi piace capire ciò che mi circonda a 360°».

Non ti sei laureata, ma sei diventata giornalista pubblicista.
«Non mi sono laureata, ma è uno dei miei obiettivi. Anni fa, comunque, sono diventata giornalista scrivendo sul Corriere di Caserta! Mi occupavo della pagina degli spettacoli, degli eventi, della recensione e anche di Associazioni femminili e di jazz, di cui non capivo niente!».

Nel 1999, a 19 anni, la partecipazione a Miss Italia.
«Volevo lavorare e pensai che potevo cominciare dal concorso più famoso d'Italia! Arrivai terza e da allora sono sempre rimasta in Rai! Prima come Miss, poi come valletta, poi come inviata, poi co-conduttrice e, infine, come conduttrice: ho seguito tutti gli step della Rai!».

Hai solo 28 anni e già conduci in prima serata, addirittura il sabato sera: una grande responsabilità!
«Quando il direttore di Rete mi ha contattato per affidarmi Dimmi la verità, in prima serata su Raiuno, sono rimasta sbigottita! Ma lui mi ha detto che avevo talento, ero spigliata e che ci dovevo provare! E così ho fatto. Anche se non ho dormito un mese e mezzo in preparazione dell’evento. Ero in ansia. Ho lavorato molto, mi sono preparata e alla fine siamo riusciti ad esordire con un 22% di share!».

Ti potremmo definire il nuovo Pippo Baudo della tv?
«Di Pippo ce n’è uno solo! E penso che durante l’inverno è giusto che la conduzione torni nelle mani dei big. Noi giovani abbiamo tempo per “farci le ossa”».

Da 9 anni vivi a Roma: come è la vita nella capitale per una ragazza cresciuta in un paese come Aversa?
«Vorrei cambiare città! No, scherzo! Comunque non è facile per una persona che è vissuta in un paese, anche se, mentre vivevo in quel contesto, credevo di annoiarmi e di voler fuggire. Ora, invece, credo che possa essere anche divertente e rilassante avere sempre dei punti di riferimento: il bar, i luoghi di ritrovo, gli amici. Soprattutto all'inizio mi è capitato di sentirmi spaesata e sola, nonostante la popolarità. In quei momenti il mio paese non mi sembrava così male, anche se adesso non potrei più tornarci. Magari potrei tornare quando sarò grande, avrò una famiglia e dei figli. Quando ti abitui a vivere in città, diventa tutto diverso. Cambiano le proporzioni».

Da napoletana come vivi e come hai vissuto i problemi di questi mesi della tua città?
«Sono incavolata nera e nessuno si deve permettere di imputare a noi cittadini la colpa della situazione attuale. Sono 15 anni che siamo completamente abbandonati, non c'è un ordine, una guida. E pensa che siamo la regione che paga le tasse più alte per i rifiuti. Nei mesi da marzo a maggio, ad Aversa, non potevamo uscire di casa con la macchina tanti erano i rifiuti: arrivavano sotto le finestre e c'era una puzza incredibile. Certo, se in primavera la situazione era insostenibile, ora è gravissima. C'è stato un leggero miglioramento, ma solo se messo a confronto con il disastro precedente».

Al festival di Cannes Afef e Pino Daniele hanno criticato film come Il Divo e Gomorra perché “i panni sporchi devono essere lavati in casa”. Da napoletana cosa dici?
«Per anni sono stati lavati in casa. è ora che qualcuno li lavi per noi!».

Pensi che la popolarità possa essere usata per sostenere delle cause?
«Assolutamente sì! Anzi già lo faccio, ma non ti dico altro. E voglio che sempre di più la mia popolarità sia messa al servizio di chi ha bisogno».

Facciamo il bilancio del tuo 2008.
«è stato un anno intensissimo e adrenalinico. Ho raggiunto degli obiettivi che a 28 anni poche ragazze hanno potuto raggiungere! Oltre a Festa Italiana, la trasmissione che torna nuovamente a settembre, ho condotto un programma su RaiUno in prime time il sabato Dimmi la verità: è stata un'esperienza bellissima ma la mattina, quando mi svegliavo, ero talmente carica di energia che, per prima cosa, dovevo andare a correre! E poi c'è stata Miss Italia nel Mondo, per la prima volta condotto da una donna. Al mio fianco Biagio Izzo, con cui ho condiviso il palco già nell'estate del 2007 per la trasmissione Stasera mi butto. Lo scorso 5 luglio ho condotto una puntata zero di Usa la testa (format Endemol - ndr), una trasmissione molto carina che è piaciuta al pubblico e che spero diventerà un programma nella prossima stagione. E poi il 25 luglio ho condotto Napoli Prima e Dopo (riconfermata dopo il successo del 2007 - ndr), ottenendo un ottimo share! Da napoletana, non posso che emozionarmi sentendo interpretare le grandi canzoni del passato: la più bella sicuramente Malafemmena».

Dalle tue parole si sente che Napoli è nel tuo cuore: torneresti lì?
«Sì! Se potessi, mi comprerei subito un attico vista mare in via Caracciolo!».

Da bambina eri introversa. Ora?
«Mi piace stare in mezzo alla gente. E sono la regina degli amici: ogni sera organizzo qualcosa per stare in loro compagnia. E poi teatro, cinema, piscina... sono iperattiva! Ma non mi occupo solo del corpo: ogni giorno studio inglese, leggo, mi aggiorno: credo che sia necessario in questo lavoro!».

Come ti vedi tra qualche anno?
«Lavorativamente, spero, con una mia idea in tv! Privatamente come ora, ma con i capelli corti, qualche ruga e qualcuno che mi chiama mamma!».

 


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