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Quei micro paesi in via di estinzione

Sono 139 i Comuni italiani che rischiano di trasformarsi in borghi fantasma. La ricetta di Uecoop: “Redistribuire il territorio a categorie svantaggiate e creare servizi turistici”

Mer 30 Gen 2019 | di Barbara Savodini | Bella Italia
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Sono tesori di storia, tradizioni e antiche usanze, ma stanno velocemente scomparendo al ritmo di  uno su quattro ogni 30 anni: sono i micro paesi, simboli impareggiabili di italianità, ma purtroppo in via di estinzione. 

Se per oltre 6mila piccole realtà, ormai borghi fantasma, non c'è più nulla da fare, c'è ancora tempo per salvare i restanti 139 sparsi da nord a sud dello Stivale.

Realtà surreali con meno di 150 abitanti, in cui si vive ancora secondo i ritmi di un tempo e con valori non comuni ai giorni d'oggi, come la solidarietà e l'aiuto reciproco. 

La mappa dei “piccolini” d'Italia
Con 29 abitanti e una densità di 6,44 residenti ogni chilometro quadrato è Moncenisio, microscopica realtà della Val Di Susa a 70 chilometri da Torino, il più piccolo Comune d'Italia.
A godere del suo lago incantato e della sua aria frizzantina non sono ormai che poche famiglie, le stesse che si tramandano la ricetta delle cotolette tiramisù o della zuppa di pane raffermo e cipolle. La metà della popolazione fa parte dell'amministrazione, mentre un'osteria, una polenteria e uno chalet cercano di attirare quanti più turisti possibili da entrambi i versanti alpini, quello francese e quello italiano. Un microcosmo fortunato se si pensa che in Piemonte, nel solo 2018, sono già scomparsi altri tre borghi, tra cui il famoso Sabbia, oggi divenuto una frazione di Varallo (Vercelli). 
Con 35, 40 e 41 abitanti contano appena un paio di famiglie in più i Comuni di Morterone (Lecco), Briga Alta (Cuneo) e Pedesina (Sondrio), la cui vita tra malghe, neve e antichi mestieri è piuttosto simile. Considerando che in tutte queste realtà i residenti hanno un reddito pensionistico, c'è da aspettarsi che, senza un intervento concreto, nell'arco di qualche decennio anche questi borghi siano destinati a sparire. 

La proposta di Uecoop per salvare i piccoli borghi
Valorizzazione del paesaggio, servizi turistici, ma, soprattutto, insegnamento degli antichi mestieri ai giovani italiani disoccupati e alle categorie svantaggiate, redistribuzione degli immigrati: è questa la ricetta anti-estinzione dei piccoli borghi secondo Uecoop, l'Unione europea delle cooperative, che ha preso il caso dei micro paesi particolarmente a cuore. 
«Un italiano su due è favorevole – spiega l'associazione nazionale di promozione, assistenza e tutela del movimento cooperativo riportando i dati di un sondaggio Ixè – in questa maniera si potrebbe combattere lo spopolamento del territorio, si preserverebbero antichi mestieri e tradizioni e si farebbe vera accoglienza».

Camini e Rondine: micro realtà di vera integrazione
Un progetto fantasioso? Niente affatto come dimostra Camini, minuscolo paese in provincia di Reggio Calabria. In una realtà di appena 250 abitanti si insegnano ai migranti mestieri come il muratore, il falegname e il fabbro. Il detto “il lavoro nobilita l'uomo” è quanto mai vero in questo paese dove la comunità, un melting pot in formato mini, è più compatta e solidale che mai.
«In Toscana, nel borgo medioevale di Rondine, in provincia di Arezzo  – aggiunge Uecoop – l’omonima cooperativa ospita studenti che arrivano da zone di guerra, come Balcani, Caucaso, Medio Oriente e Africa; i ragazzi studiano insieme, sperimentano la convivenza e la pace e poi tornano nei rispettivi Paesi di origine per costruire un nuovo futuro».



 

I dieci Comuni più piccoli d'Italia

Moncenisio (Torino): 29 abitanti 
Morterone (Lecco): 35 abitanti
Briga Alta  (Cuneo): 40 abitanti
Pedesina (Sondrio): 41 abitanti
Ingria (Torino): 46 abitanti
Valmala (Cuneo): 49 abitanti
Ribordone (Torino): 49 abitanti
Torresina (Cuneo): 51 abitanti
Massello (Torino): 52 abitanti
Cervatto (Vercelli): 54 abitanti

 


 

Ornica: il borgo fantasma trasformato in albergo diffuso

Si è completamente spopolato il borgo di Ornica, in alta Valle Brembana (Bergamo): gran parte delle abitazioni sono ormai vuote e passeggiando lungo le antiche stradine del paesello, a mille metri di altitudine, l'atmosfera è surreale. A salvare il patrimonio di tradizioni e usanze locali ci ha pensato la cooperativa “Donne di Montagna”, che ha trasformato baite e alpeggi in un “albergo diffuso”. Grandi e bambini possono soggiornare low cost negli edifici del borgo, respirare aria di montagna, scoprire tutto sulla lavorazione della lana, sulla raccolta delle erbe e sulla produzione del formaggio, ma anche apprendere l'arte della preparazione di confetture e conserve. Un inedito format tursitico che ha letteralmente salvato il borgo dall’oblio.

 


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