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La forza del silenzio

Sono tante le persone che operano per gli altri senza chiedere in cambio visibilità e riflettori puntati

Gio 28 Feb 2019 | di Angela Iantosca | Editoriale

Raccontare storie l'ho sempre considerato un privilegio: incontrare persone disposte a mettersi a nudo, mostrando le proprie fragilità senza paura, è un atto di fiducia nei miei confronti, di chi legge e di chi come me raccoglie le vite degli altri.

Ma non sempre le storie che incontro si trasformano in scrittura. 
Perché chi vive vite straordinarie nel quotidiano non sempre vuole far parlare di sé. E allora ti chiede il silenzio: della penna e delle telecamere. 

Ne ho incontrati molti in questi anni. Ho incontrato persone che la notte, almeno una volta a settimana, si riuniscono in stazione per dar da mangiare ai poveri. Ho incontrato giovani e meno giovani che si vedono regolarmente al solito posto, dopo essere usciti di corsa dai propri uffici e essersi caricati sulle spalle zaini preparati la mattina, pieni di cibo, frutta, bibite da distribuire tra chi vive in strada. Ho incontrato chi fa volontariato nelle carceri, con gli ultimi, con quelli per i quali è difficile immaginare una redenzione, ma con cui si pensa valga la pena provare a ricucire pezzi di umanità. 
E ho incontrato chi nel weekend, da anni, porta bambini sfortunati fuori dal carcere in strutture che la gente comune mette a disposizione, mostrando che esiste una rete di solidarietà commovente. 

È tanta la gente senza nome che ho conosciuto, che non chiede nulla in cambio. Gente che si dimentica di sé concentrandosi su chi ha bisogno, condividendo quel poco in più che ha con chi non ha nulla. Nella forza del silenzio.
 

 


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