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Il latte di scarto si trasforma in vestiti per i neonati

Economia circolare e attenzione sociale sono alla base del progetto “Origami”, ideato da una giovane stilista di Cesena

Gio 28 Feb 2019 | di Domenico Zaccaria | Soldi
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La inventammo proprio in Italia negli anni 30’, ma l’avvento delle fibre chimiche derivate dal petrolio finirono per scalzarla troppo in fretta. Ora Maddalena Falaschi, 32enne stilista di Cesena, ha trovato il modo per riscoprire la fibra di latte; e ha dato vita ad “Origami”, una linea di abbigliamento pensata per i neonati da 0 a 24 mesi realizzata con tessuti naturali, ecosostenibili e ricchi di proprietà benefiche. Con un occhio sempre attento al sociale.

I VANTAGGI DELLA FIBRA 
Quello della fibra di latte è un classico esempio di economia circolare. Viene ricavata dalla caseina, una proteina estratta dal latte di recupero, scaduto o scartato per gli standard alimentari sempre più stringenti; invece di finire nei mangimi per animali, trasformato in fiocco e poi filato, questo rifiuto si trasforma in una fibra proteica rigenerata, del tutto simile alla lana o alla seta. Con una particolarità che la rende unica: gli amminoacidi del latte mantengono immutate le proprietà e sono in grado di nutrire e idratare anche le pelli più delicate. Più in generale, questa nuova materia prima è anallergica, antibatterica, traspirante e leggera, con un peso inferiore del 10% rispetto alla seta e del 13% rispetto al poliestere. La sostenibilità ambientale della startup si traduce anche in una filiera corta e rigorosamente made in Italy: il filato di latte viene acquistato da un’azienda lombarda, in Toscana è lavorato e unito al cotone biologico, mentre in Emilia-Romagna viene trasformato in vestiti. 

L’ATTENZIONE AL SOCIALE
Su un binario parallelo al rispetto per l’ecosistema, viaggia l’attenzione per il sociale. è nato così il progetto “Preemie”, con dei capi disegnati dal team di Origami, in collaborazione con lo staff medico dell’Ospedale Maurizio Bufalini di Cesena: l’obiettivo è di rispondere alle necessità dei bambini prematuri ricoverati, attraverso particolari vestitini compatibili con le strumentazioni ospedaliere e con gli esami diagnostici ai quali vengono sottoposti. I primi sono stati donati alle associazioni “Crescere a piccoli passi” e “La prima coccola”, costituite dai genitori di bambini assistiti nei reparti di terapia intensiva neonatale di Rimini e Cesena. Ma l’obiettivo finale è quello di regalare questi capi a tutte le analoghe strutture presenti sul territorio nazionale: per ogni acquisto effettuato sullo shop on-line, un euro viene devoluto per questa nobile causa. 
 

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