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Il caffè? È un piacere

Se ne volete uno stile bar anche a casa avete l’imbarazzo della scelta

Gio 28 Feb 2019 | di Giuseppe Marino | Tecnologia

Il caffè è un piacere, se non è bbono, che piacere è? Il vecchio slogan era un perfetto tormentone: scontato, ma restava in testa. E, nonostante l’ovvietà, è una massima da tener sempre presente, visto che nel Paese dove il caffè è una fede, l’eresia di una ciofeca al bar è sempre in agguato. A casa meglio puntare sul sicuro. Sia chiaro: la macchina perfetta resta sempre la moka. Ma non è un attrezzo banale. Anzi: è come una splendida moto d’epoca, dà grandi soddisfazioni se non la lasci sempre in garage senza cure. E poi se si vuole il caffè stile bar, c’è ampia scelta. E ognuna è adatta a uno stile di vita.

Le manuali con il portafiltro da riempire di polvere di caffè, se si sceglie bene, restano tra le opzioni che garantiscono la migliore qualità. I vantaggi sono la qualità del caffè, che può essere scelto liberamente tra ogni tipo di miscela e marca, minimizzando anche il prezzo rispetto agli altri tipi di macchine. I contro: richiedono una certa confidenza con l’apparecchio e con la modalità di preparazione  e la macchina va pulita con cura. Molti modelli ormai hanno il portafiltro per le cialde “Ese”, che sono predosate. La scelta è pressoché infinita. Per i nostalgici con il portafoglio ben fornito c’è la Pavoni Europiccola, modello a leva erede di una gloriosa tradizione, decisamente retrò. Ma il prezzo parte da 350 euro. Andando su un modello più tradizionale e volendo risparmiare senza rinunce eccessive si può puntare sulla Gaggia RI8423, che ha la “lancia” per il cappuccino: con una settantina di euro il caffè è servito.

L’altra soluzione possibile è quella delle capsule, decisamente la più di moda. Per motivi comprensibili: è la più immediata da usare, anche per i profani, la pulizia è ridotta ai minimi, perché la polvere del caffè resta rinchiusa all’interno di capsule di plastica o alluminio. Le macchine, inoltre, se non si vuole esagerare, costano decisamente poco: si parte anche da 50 euro. Svantaggi: è la soluzione che fa pagare di più il caffè. Con prezzi che vanno da 20 a 40 centesimi alla capsula, si arriva a pagare il caffè anche 60 euro al chilo. Inoltre, il sistema delle capsule produce un gran quantitativo di rifiuti, a meno che non ci si voglia imbarcare in notevoli fatiche ecologiste. Tutto considerato, è il sistema consigliato a chi non beve molti caffè al giorno, anche perché le capsule mantengono meglio l’aroma. Scegliere un modello comporta “sposarsi” con una marca. La più diffusa, Nespresso, offre una vasta gamma di gusti e si può optare per marche che fanno capsule compatibili. Per gli amanti dell’aroma del caffè Illy, si può puntare sul sistema proprietario dell’azienda friulana e scegliere la stilosissima Iperespresso X7. Per 140 euro, in casa fa un figurone, ma la scelta si riduce radicalmente. Con le Nespresso va benissimo una classica Inissia, che costa meno di 100 euro. Un’alternativa è la Nescafè Dolce gusto a capsule, ma con tecnologia del tutto diversa, non compatibile con le Nespresso. La Dolce e gusto De Longhi costa appena una quarantina di euro. Fa un buon caffè in più esistono capsule per fare cappuccini, cioccolata, tè. Però la scelta sulle tipologie di caffè, essendo più recente e meno diffusa, è meno ampia del mondo Nespresso.
L’ultima soluzione possibile è, lo ammetto, la mia preferita: acquistare una macchina con macina caffè automatico. Funziona così: a ogni pressione del tasto, la macchina macina automaticamente la giusta quantità di chicchi di caffè per ottenere un caffè pieno di aroma, perché appena macinato. In più, si possono scegliere i chicchi delle migliori miscele da torrefazione. Il rovescio della medaglia: richiede più cura delle capsule e la macchina costa di più. Dettaglio da notare: scegliete una macchina con le macine in ceramica. Una buona scelta economica è la Philips Serie 2000, che costa sui 260 euro. Se invece volete strafare, andate sull’alta gamma Saeco: la Pico Baristo (intorno ai 500 euro) o Gran Baristo (oltre 1.000), un gioiellino cui non manca niente, incluso il bluetooth. E se non è bbono così…  
 

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