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Bella Italia, Arezzo

Le abitudini, le curiosità e le tappe obbligatorie nella città di Petrarca e dei Negrita

Mer 08 Apr 2009 | di Angela Iantosca | Bella Italia
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Non c'è esperienza più affascinante del viaggio. Il percorrere le strade del mondo, scoprire angoli nascosti, vedere materializzarsi di fronte ai nostri occhi monumenti e paesaggi ammirati sui libri di scuola, sentire l'odore di terre lontane e osservare come scorre la vita a qualche centinaio di km da noi. Come vivono, per esempio, i ragazzi ad Arezzo? Quali sono i loro luoghi di ritrovo? Come interagiscono gli aretini con il mondo esterno?
Per scoprire la città che ha dato i natali a Francesco Petrarca, al poeta Guittone e ai Negrita, che è stata affrescata da Piero Della Francesca e che è stata scelta dal premio Oscar Roberto Benigni per alcune scene del suo “La Vita è Bella”, ho deciso di trascorrere un weekend in quelle terre che hanno più di 4000 anni di storia.

LA CITTA'
Dopo 200 km di strada (da Roma prendete l'Autostrada del Sole), arrivo nella città nata alla confluenza di Valdarno, Valdichiana e Casentino. L'aria ha una consistenza diversa, il vento è tagliente e qualche nuvola preannuncia la pioggia imminente. Nonostante il tempo ostile, Arezzo è incantevole: con le sue strade tra i palazzi antichi, le sue piazze larghe su cui si affacciano le chiese, i giardini ampi. Se dovessi attribuirle un aggettivo direi che è elegante. E i suoi abitanti composti e disponibili. Il chiasso di Roma è un ricordo lontano e anche io rimango in silenzio, incantata. Negozi di antiquariato si affacciano sulle vie e sui vicoli. Quella dell'antiquariato, infatti, è una delle attività principali (come testimonia la fiera che viene allestita ogni prima domenica del mese), alla quale si affianca la lavorazione dell'oro, il confezionamento di abiti e scarpe. Basti pensare che appartengono a questa terra marchi come Lebole, Marzotto e Prada.

GLI ABITANTI
Di solito, in questo mio peregrinare, mi metto a chiacchierare con chi la città la vive sin da quando è bambino. Ad Arezzo trovo Fiorella che si occupa della gestione della biglietteria degli affreschi. Mi racconta della vita in questa piccola città di poco più di 90mila abitanti, di come sia una terra di artigiani la cui qualità principale è l'ingegnosità. «è una città molto legata al suo passato – mi spiega –, al fatto di essere di tradizione contadina e artigiana. Infatti quasi tutti hanno un proprio orticello nelle case!».
Luogo di incontro è il Bar Dei Costanti, chiamato dagli aretini “Le Stanze”. è il bar della colazione, dei caffè e degli aperitivi. Ed è il bar che si vede anche nel film “La Vita è Bella”.
Benigni, infatti, ha scelto il locale di Piazza San Francesco per girare alcune scene. Altre sono state realizzate a Piazza Grande e su via Cavour.
Come tutte le città di provincia, tuttavia, è un po' chiusa: «Alle 8 le strade si svuotano perché tutti si rifugiano in casa per la cena!».

LA BASILICA DI SAN FRANCESCO
Piazza San Francesco, nucleo più antico della città, prende il nome dall'omonima chiesa che vi si affaccia. La basilica, che risale alla seconda metà del Duecento, è stata rifatta nel Trecento, in stile gotico toscano. L’edificio è costruito in pietre e mattoni; del progettato rivestimento della facciata in pietrame scolpito resta solo il basamento.
Ma è quando entro nella Chiesa che rimango senza fiato. Una sola navata conduce all'abside dominata da un crocifisso in legno che raffigura Gesù in Croce, opera di un artista anonimo contemporaneo di Cimabue. Sulle pareti della cappella maggiore, dietro l'altare la Leggenda della Vera Croce, dipinte da Piero della Francesca tra il 1453 ed il 1464.
Al piano sottostante si estende, divisa in tre navate, la Chiesa inferiore utilizzata come suggestiva sala espositiva. 

CASA BRUSCHI
Seguendo le indicazioni sulla mia piantina, mi dirigo verso Casa Bruschi, in Corso Italia. Posta nel cuore di Arezzo, di fronte alla Pieve di S. Maria, nel trecentesco Palazzo del Capitano del Popolo, la Casa Museo Ivan Bruschi ospita l’eclettica collezione dell’antiquario aretino, scomparso nel 1996. Formatasi a partire dai primi anni ’60 per progressivi acquisti di precedenti nuclei collezionistici e di oggetti disponibili sul mercato antiquario, la raccolta oggi conta circa 10mila pezzi tra mobili, dipinti, sculture, libri, vetri, ceramiche, argenterie, gioielli, arnesi e attrezzi da lavoro e monete. Gli oggetti provengono da luoghi vicini e lontani e spaziano dalla preistoria ai giorni nostri. Se visitate prima la chiesa di San Francesco, vi sarà consegnato un biglietto ridotto per la visita della Casa Museo.

LA PIEVE DI SANTA MARIA
Entrando nella Pieve, ho la sensazione di trovarmi nel libro “Il Nome della Rosa”, o in una delle chiese di Girona, città della Spagna. Il momento di massimo splendore della Pieve, esistente già in epoca paleocristiana, è connesso a quello del libero Comune di Arezzo. Un primo rifacimento risale al XII secolo. Un secondo al XIII secolo. Grandi trasformazioni furono realizzate dal Vasari nel 1560. Imperdibile.

LA GIOSTRA DEL SARACINO
Percorro via Seteria: le botteghe piene di oggetti in legno, di lampade antiche, di cuscini in stoffa e sedie imbottite hanno gli scuri lignei aperti sulla strada che, al termine, si apre su una piazza: Piazza Grande, su cui si affacciano le Logge del Vasari, il Palazzo della Fraternita dei Laici, il Palazzo del Tribunale, l'abside della Pieve di Santa Maria, vecchie case con i ballatoi in legno. Tra gli edifici più caratterisitici la Torre Faggiolana (XIII secolo), il Palazzo Cofani-Brizzolari e la casa-torre dei Lappoli (XIII secolo).
è in questa piazza che si svolge la prima domenica di settembre e la terza domenica di giugno in notturna la Giostra del Saracino, antico torneo cavalleresco, risalente al Medio Evo, ripristinato nel 1931 in forma di rievocazione storica. Ogni angolo conserva un ricordo, una storia. Passeggio sotto le logge e scatto qualche foto. E, poi, arrivo sulla via che mi conduce al Petrarca e alle sue “Rime Sparse”.

LA CASA DI PETRARCA
Se volete visitare la casa che ha visto nascere nel 1304 Petrarca, evitate il weekend, perché la troverete chiusa! Sostituita da una successiva costruzione cinquecentesca, durante la Seconda Guerra Mondiale venne in parte distrutta e quella attuale è frutto di una riedificazione postbellica. Attualmente l'edificio ospita l'Accademia Petrarca di Lettere, Arti e Scienze fondata nel Settecento.

LA CATTEDRALE
A poco distanza dalla casa di Petrarca, si trova la cattedrale. Imponente costruzione gotica, avviata sul finire del Duecento e protratta con varie interruzioni fino all’inizio del Cinquecento, il Duomo domina con la sua mole la sommità della collina aretina, svettando su tutte le vedute della città. La facciata, rimasta incompiuta, è stata realizzata all’inizio del Novecento.


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