acquaesapone Attualità
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri Speciale Cannes

I “cubi magici” anti rumori e vibrazioni

La startup ideata da tre ricercatori italiani sfrutta un design innovativo che consente di abbattere l’inquinamento sonoro

Gio 28 Mar 2019 | di Domenico Zaccaria | Attualità
Foto di 3

Non importa di quale materiale siano fatti. Ma, grazie al loro particolare design interno, riescono ad assorbire le vibrazioni e i rumori molesti generati da automobili, tram, treni ed aerei; con un'efficienza dieci volte superiore a quella dei prodotti fonoassorbenti tradizionali e con un considerevole abbattimento dei costi. I “cubi magici” di Phononic Vibes – startup ideata da tre giovani ricercatori italiani, frutto di una ricerca sui metamateriali condotta tra Politecnico di Milano e MIT di Boston – sono pronti a sbarcare sul mercato.


COME FUNZIONA IL PROCESSO
La grande novità non è racchiusa nel materiale con il quale possono essere prodotti, ma nel loro disegno: serie ripetitive di oggetti sferici collegati fra loro, capaci di assorbire suoni e vibrazioni, incanalandoli in cunicoli formati da strutture periodiche, dissipando le onde vibrazionali e garantendo un isolamento tridimensionale. Dal calcestruzzo all’acciaio comunemente utilizzati nei campi dell’ingegneria civile e meccanica, fino alla plastica riciclata, queste strutture possono essere realizzate con un numero elevatissimo di materiali; un grande vantaggio dal punto di vista commerciale, se si considera che chiunque costruisca infrastrutture ha tra le sue priorità il contenimento dei costi. I cubi sono organizzati in moduli che possono essere affiancati per dare vita a vere e proprie barriere isolanti e realizzati di ogni dimensione per adattarli a molteplici contesti.

DALLE STRADE ALLE ABITAZIONI
La continua crescita della domanda di trasporto su gomma e rotaie, soprattutto in ambiente urbano, ha delle implicazioni notevoli in termini di vibrazioni; il risultato è un aumento del rumore all’interno delle case – con ripercussioni sulla qualità della vita nell’ambiente abitativo – e del rischio di danni strutturali agli edifici e alle opere architettoniche d’interesse storico. Di conseguenza, lo sbocco di mercato più immediato per la startup è il settore dei trasporti, in particolare su strade e linee interrate nelle quali è necessario limitare le vibrazioni e il rumore al passaggio di tram e treni. 
Ma in un futuro non troppo lontano, Phononic Vibes potrebbe dire la sua anche nello sterminato campo dell’edilizia privata. 
Per non parlare della possibilità di trasformare l’inquinamento acustico in energia rinnovabile: tra le applicazioni che si stanno studiando c’è anche quella di utilizzare onde sonore e vibrazioni per produrre elettricità e illuminare le strade.                                                                
 

Condividi su: