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Valogno, borgo d’arte da 89 abitanti

In provincia di Caserta Giovanni e Dora, con l’arte, ridanno vita ad un piccolo paese

Gio 28 Mar 2019 | di Enrico Molise | Bella Italia
Foto di 8

Ottantanove abitanti, poche stradine, 46 murales, molte installazioni e interventi artistici. E il numero cresce continuamente. Quando arrivate a Valogno, l’accoglienza è affidata alle immagini e, per chi vuole, alla narrazione orale, alla condivisione. 

Siete in provincia di Caserta, nel territorio del Parco di Roccamonfina, nel Comune di Sessa Aurunca. Fino a qualche anno fa erano davvero in pochi a conoscerlo. Adesso, ogni settimana centinaia di turisti arrivano per passeggiare, guardare, ascoltare e abbandonarsi in una dimensione lontana dalla frenesia cittadina. 


Il progetto
Dieci anni fa, e dopo aver abitato a lungo nel centro di Roma, Giovanni Casale e Dora Mesolella sono ritornati a Valogno. «Volevamo eliminare il grigio dalle facciate del borgo, quel colore che tra gli anni Settanta e Ottanta ha allontanato Valogno dalla sua dignità rurale. Abbiamo costituito un’associazione, ricevuto una parte delle risorse dal Comune, e fatto leva soprattutto sulle nostre forze. Il progetto è piaciuto molto agli artisti che abbiamo chiamato ed è venuto fuori un bel passaparola, decisamente entusiasmante. Così abbiamo continuato, crescendo sempre di più nel numero dei murales e in quello delle persone che vengono ancora a vedere cosa stiamo facendo. Non li chiamiamo visitatori, ma amici. Per noi è importante che tutti si sentano coinvolti, responsabilizzati, a casa propria; che possano sentire questo percorso come personale e portarlo con loro nelle rispettive realtà. Vogliamo coinvolgere le persone. I bambini possono giocare a pallone contro i muri dipinti. La pioggia e il sole ci battono su tutti i giorni. Non è un museo. Queste opere fanno parte di una comunità che vorremmo allargare sempre di più».

Murales e installazioni
La prima immagine che incontrate è quella di un treno. Per qualcuno sta partendo, per altri sta arrivando. Ma è sicuramente un treno che guarda avanti, al respiro di un cambiamento. L’ha dipinto Alessandra Carloni, artista romana che a Valogno ha realizzato anche altri otto murales. Poi c’è il “Benvenuti a Valogno” di Michele Nedo Palmieri e pochi centimetri più in alto la Frida Kahlo di Valentino Silvestre. Sono 15, in tutto, gli artisti che hanno partecipato fino ad ora. E sono molte le persone che con il proprio sostegno contribuiscono a questa crescita. Per finanziare le opere si può fare una donazione, comprare uno dei loro prodotti artigianali o sostenere «Adotta un murales», proprio come hanno già fatto OKA - Officine Kulturali Aurunke, il progetto di studio all’estero per i giovani di Intercultura, e il Dopolavoro Ferroviario di Formia.

A spasso per Valogno
Giovanni e Dora le chiamano passeggiate condivise. Vi portano in giro per più di due ore e vi raccontano la storia del borgo, del territorio circostante, di come e perché è nato il progetto; vi fanno diventare parte di un’idea che si è concretizzata, e dalla quale è difficile andare via senza il desiderio di tornare. Se qualcuno vuole fermarsi a mangiare, c’è il pranzo condiviso direttamente a casa di Giovanni e Dora. Bisogna prenotarlo e pagare un piccolo contributo, che serve sia per il pasto che per finanziare il progetto “Valogno borgo d’arte”. 
È così che lo hanno chiamato ed è in borghi d’arte che vorrebbero vedere trasformarti anche altri piccoli centri campani e italiani. 



 


Come prenotare

Per informazioni potete contattare lo 0823/702098 ed il 320/5636205. Di sabato e domenica, può essere anche sufficiente farsi trovare alle 11 o alle 17 all’ingresso di Valogno, accanto alla chiesetta, e chiedere di loro. Per mangiare è necessaria la prenotazione e lasciare un piccolo contributo. 

 


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