acquaesapone Italia Solidale
Interviste Esclusive Viaggi Editoriale Inchieste Io Giornalista TV/Cinema A&S SPORT Zona Stabile Rubriche Libri Speciale Cannes

La mente non basta

Non è sufficiente la coscienza razionale per sbloccare, riparare e riordinare tutti i traumi e condizionamenti in noi e attorno a noi

Gio 28 Mar 2019 | di Padre Angelo Benolli - Fondatore e Presidente di Italia Solidale | Italia Solidale
Foto di 3

Quando non vi è corrispondenza in spirito, verità e amore, le cellule nervose non solo registrano tutte queste carenze, ma in proporzione al disturbo, le terminazioni dei loro assoni si difendono, fino allo scollegamento con le altre cellule. Queste sconnessioni, ovvero “interruzioni della sinapsi”, sono conosciute da tempo. Pertanto, tutte le forze dello spirito, dell’anima, del sesso contenute nella cellula, in proporzione al non rispetto e al non amore, si difendono, si bloccano, non passano all’irrorazione delle altre cellule. Tutto questo avviene principalmente a livello del sistema nervoso neurovegetativo che è inconscio. 

Proprio nel neurovegetativo sono inserite le forze della libido per amare e dell’aggressività per lavorare. Ben si può dire che una persona è matura se sa ben amare e ben lavorare, ma quando il suo spirito, la sua anima, il suo sesso non vivono costantemente nell’esperienza del rispetto d’amore, sempre queste energie soffrono, si difendono, si ritirano, si chiudono, si bloccano. In questo stato, come possiamo avere tutte le forze per ben amare e per ben lavorare? Non solo: queste energie, senza il rispetto e la risposta puntuale d’amore richiesta dalla loro natura, si fissano nella memoria neuronale che si riversa sulle terminazioni degli assoni e sui dendriti e si perdono, si disperdono in mille assurde compensazioni che le allontanano sempre dal loro corso naturale. Tutto questo provoca una grave perdita di forza e dignità. 
Infatti, il sistema neurovegetativo, portatore delle forze inconsce per ben amare e per ben lavorare, si incontra con le forze consce della mente. Le energie del sistema “cosciente” rappresentano al massimo il 10% delle energie personali, mentre le forze del neurovegetativo inconscio sono almeno il 90%. 

Il cosciente, ossia la mente e la volontà, diviene sapiente, non tanto perché “sa” o “vuole”, ma perché è ben irrorato da tutte le forze dello spirito, dell’anima e della pienezza del sesso, dell’amore che passano attraverso la maturità del sistema neurovegetativo inconscio. 
Quando però il neurovegetativo è disturbato, perso e disperso, deviato o bloccato, con quale forza d’amore e di aggressività può essere irrorata la mente? L’uomo che non sa ben amare e ben lavorare, non può ben pensare. Né è sufficiente la coscienza della mente, per sbloccare, riparare e riordinare tutti i traumi e gli errori registrati nel neurovegetativo che è inconscio e che è sempre ridotto e malato finché non scorrono, come natura vuole, tutte le sue forze di spirito, di anima, di sesso. 
Purtroppo oggi abbiamo una scienza, anche psicoanalitica, che presume di risolvere i disturbi dello spirito, dell’anima e del sesso attraverso la ragione e la coscienza o attraverso pillole che agiscono solo sul biochimico. Certo, la psicoanalisi, con la scoperta dell’inconscio, ha dato un grande contributo all’antropologia dell’uomo. Oggi, chi non si misura, partendo dall’inconscio, con la storia di ogni persona, famiglia e comunità, non può dire di amare la persona, la famiglia, la comunità. 

Si commette lo stesso errore che si faceva prima di Galileo, quando si insisteva nel dire che è il sole che gira attorno alla terra e non viceversa. Pretendere, però, che la psicoanalisi atea, positivista e razionalistica risolva i problemi dello spirito, dell’anima, del sesso senz’amore che provengono dalla mancanza del contatto con la forza creativa e redentiva di Dio e dalla mancanza d’amore umano, è come pretendere che la notte sia il giorno e il giorno la notte. 

Anche tutte le altre scienze, che ancor oggi sono molto impregnate di materialismo e non hanno radice antropologica e religiosa, quando s’accostano allo spirito, all’anima, al sesso della persona considerando solo la dimensione biochimica e razionale, anche se sono ricche di grandi cognizioni, restano povere di Dio, di anima e d’amore. 
In questa condizione non potranno autenticamente aiutare chi soffre proprio per il blocco o la mancanza di spirito, di anima e di amore.

Non è facile recuperare tanta scienza e tanti scienziati. Troppe sono le resistenze introiettate e accumulate nei secoli da una cultura scientifica senza sufficiente base religiosa, ma è necessario, per la vita di miliardi di persone, impegnarsi per portare la scienza alla Fede. Troppo poche persone s’impegnano in questo così necessario lavoro. 
Oggi però, più che mai, molti scienziati cercano persone competenti e libere per intraprendere questo serio lavoro di autocritica, per arrivare ad una più completa verità e vita. 
Vi può essere autenticità di scienza senza collaborare con Dio in spirito e verità, dentro tutte le realtà della vita? 
Oggi molti scienziati umili si meravigliano sempre più perché scoprono nella vita di ogni più piccolo o grande essere vivente, un’intelligenza immensa, una forza e un ordine che nessun uomo avrebbe mai potuto creare. Ogni scoperta scientifica è la scoperta di una grande realtà preesistente dalla quale ogni scienziato impara e con cui collabora. 
Quando lo scienziato si sovrappone a questa meravigliosa realtà, non la serve con umiltà, ne usa e ne abusa, si producono delle aberrazioni di vita micidiali. 

La scienza è scienza vera solo nel rispetto e nella collaborazione con la natura della realtà creata dall’inizio dei tempi. 
La scienza è autentica scienza solo se si pone anche nel rispetto, nella partecipazione e nella collaborazione, in spirito e verità, con tutta la potenza d’amore creativo, redentivo e santificante di Dio che è sempre presente in ogni essere e che continuamente sussiste in ogni creatura.                                                          
 

Condividi su: