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18 anni e un figlio? Sola contro tutti l’ho tenuto... Che felicità!

Solo la prof mi ha sostenuto, facendomi aiutare da quelle volontarie

Gio 02 Mag 2019 | di Patrizia Lupo | Bambini
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Avevo conosciuto Claudio a 17 anni. Era iniziato tutto per gioco e così era continuato, anche perché lui era molto più grande di me. Ero sola, i miei genitori si erano separati e fin da piccola mi ero trovata in mezzo a una tempesta dove a perdere ero stata solo io, motivo per cui mi trovavo lontano da casa e senza l’appoggio di una famiglia. Compiuti 18 anni scopro poco dopo di essere incinta! Felicità tanta, perché potrò avere “qualcosa” di tutto mio, un “fagiolino” da amare e da cui ricevere amore. 

Il sogno di una famiglia mia si infrange però subito. Il mio mondo incantato si scontra con la realtà, perché Claudio non vuole un figlio e con lui tutti gli altri: la sua famiglia, mio padre, la psicologa... Solo ora si accorgono che sono piccola, troppo, secondo loro per diventare mamma. Sono giorni terribili, la delusione più forte è Claudio, mi tratta da ragazzina, è arrabbiato, vuole che abortisca,  non mi  aveva mai parlato così e poi cambia idea in continuazione a seconda delle persone con cui parla. Adesso la differenza di età conta. 

Mi rifugio in una professoressa, l’unica che mi ascolta e che vuole aiutarmi e lo fa cercando un’associazione di cui ha sentito parlare: il Segretariato Sociale per la Vita, che aiuta mamme in difficoltà come me. Sono scoraggiata però e quel rifiuto da parte di tutti mi fa pensare che forse devo arrendermi. 
Non so chi mi ha dato la forza per chiamare e poi andare all’associazione. So soltanto che da quel momento non mi sono sentita più sola, perché ho incontrato persone che hanno fatto per me quanto avrebbe dovuto fare una mamma: starmi vicino, consigliarmi, aiutarmi economicamente, perfino accompagnarmi a fare le ecografie. Chi si dimentica la prima volta che ho visto il mio bambino? Claudio continuava con le sue convinzioni. Io però sono andata per la mia strada. 
Sono passati mesi prima che si arrendesse e riuscisse a credere che potevamo farcela a costruire qualcosa insieme. 
Di nuvole ce ne sono state, poi però è come impazzito per il figlio e l’amore per lui ci ha fatto superare ogni prova. Adesso siamo una piccola famiglia con gioie e difficoltà di tutte e vogliamo un altro bambino. 
 

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