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Obbedisco

Da queste parti le critiche non sono gradite

Gio 16 Mag 2019 | di Alessandra De Tommasi | Speciale Cannes

 
Alla Croisette si vedono esemplari di ogni genere ed è piuttosto facile imbattersi nel “milanese imbruttito” con mocassini e nappa – rigorosamente senza calze – e con appartamentino in Riviera e residenza in Svizzera. S’imbuca in fila saltandola a pie’ pari e pretende pure di farti il riassunto della filmografia di Carpenter. Che, per inciso, ha iniziato a sbuffare e alzare gli occhi al cielo appena arrivato sul palco, in pratica prima ancora delle foto di rito. Ad un certo punto ha chiesto al pubblico: “Ma non trovate che questo sia l’incontro più noioso del mondo?”. Ha ricevuto come risposta urla da stadio e standing ovation di gente con gli zombie sulla maglietta. Allo scoccare dell’ora ha detto ai moderatori: “Adesso chiudiamo”.
Per lui Cannes finisce qui.
I contrasti, d’altronde, sono d’ordinanza e accanto a tavoli imbanditi di ostriche – probabilmente pagate con la carta di credito aziendale – sfrecciano i fattori del McDonald’s, che intanto si godono lo spettacolo dei finti ricchi dall’altra parte della strada.
Gli imbucati, insomma, proliferano come Gremlins.
Per fortuna al mondo esiste Bill Murray, che subito dopo le interviste con i giornalisti sguscia via dalla stanza per sbirciare nei corridoi dell’hotel Carlton. Prova a mimetizzarsi, ma è impossibile con la maglietta arancione sfoggiata per l’occasione.
Intanto le colleghe più giovani si lanciano in ogni tipo di crociata, da quella a favore dei maschi alla ribalta del red carpet (Chloe Sevigny) a quella che ai 150 milioni di follower su Instagram raccomanda di stare attenti ai social (Selena Gomez).
I pochi eletti che le hanno viste dal vivo si saranno di sicuro commossi, gli altri avranno pensato ad un disturbo di frequenza degli schermi della sala stampa. Accanto al televisore in lingua inglese un energumeno dall’aria imbronciata intima ai giornalisti di tenersi a distanza. Forse nessuno lo ha avvertito che quelle non sono le attrici in carne ed ossa, ma si trovano in uno schermo da 25 pollici e nessuno – a meno che non abbia uno dei poteri dei fratelli dell’Umbrella Academy o degli X-Men – potrebbe dar loro il benché minimo fastidio.
Gli astanti eseguono. Sull’attenti. Senza batter ciglio.
Da queste parti meglio obbedire. Le critiche, di ogni natura, non sono viste di buon occhio. Magari il prossimo anno ci sarà un embargo non solo sui film ma anche sulle risposte da dare ai bodyguard.
Il televisore che invece manda in onda la versione in francese non ha nessun guardiano. In compenso vanta un’ampia area con divani. Tutti rivolti di spalle allo schermo, così la stampa locale può seguire la conferenza e al tempo stesso fingere di snobbarla.
Dovrebbero approvare un disegno di legge che renda obbligatorio questa trovata di design in tutte le abitazioni della città, che non a caso vanta alla sua entrata una scritta a caratteri cubitali in stile Hollywood.
Come a dire: qui si fa sul serio. Manca solo la gigantografia di Napoleone a cavallo.
A noi non resta che rispondere con Garibaldi: “Obbedisco”.


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