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Se la cantano e se la suonano

Diario - Giorno 4

Sab 18 Mag 2019 | di Alessandra De Tommasi | Speciale Cannes

Alla Croisette se la cantano e se la suonano un po’ tutti, da Elton John che si esibisce con un pianoforte in spiaggia per celebrare Rocketman, il film sulla sua vita che in Italia arriva il 29 maggio, a Rita Ora, che sorprende il pubblico del Festival di Cannes con un mini-concerto per Magnum.

Possono tranquillamente competere per l’Eurovision Song Contest, in corso proprio questa settimana, oltre che per la Palma d’oro. E mentre la presenza di Richard Madden ricorda che l’inverno sta arrivando, i fan de Il trono di spade si preparano alla puntata di domenica notte rendendo onore a George R.R. Martin. Il trofeo più ambito da queste parti è la palette di ombretti limited edition con tutti i colori dei personaggi principali. Comunque vada il concorso quest’anno, qualcuno almeno farà salti di gioia, a meno che lo scrittore non stia per riservare una bella strage delle sue.

In Costa Azzurra, intanto, si vedono cani ovunque… e non solo in certe prestazioni attoriali. D’altronde, come Boris insegna, il mondo è pieno di figlie di Mazinga. 

Capita, infatti, di correre trafelati verso l’hotel Majestic per partecipare ad un incontro all’Italian Pavilion, lo stand riservato alla promozione del cinema del Belpaese, per incorrere in un altro sonoro stop. Anche qui arrivano i vari controlli di sicurezza con perquisizione delle borse.

Sembra la valigia di Mary Poppins: davanti agli occhi degli astanti viene fuori di tutto, dall’ombrello al ventaglio, fino ai sandwich con la porchetta introdotta in Francia con escamotage vari. Al quadrupede si drizzano le orecchie: come noi tutti, in questo momento vorrebbe stare in una fraschetta ad Ariccia.

Svelato l’equivoco, vengono abbassate le armi e l’ingresso è libero.

Nel frattempo, passa una signora in abito da sera nero di paillettes e un incarto d’alluminio in mano accanto alla micro pochette (tarocca). Ecco come indossare con stile una doggy bag. Qualcuno dovrebbe proporlo a Pierpaolo Piccioli per la prossima sfilata Valentino, tanto è già nei paraggi per parlare del mediometraggio The starring girl con Julianne Moore diretto da Luca Guadagnino.

Annebbiati dalla fame capita persino di dare appuntamento per un’intervista all’Excelsior. Peccato che l’hotel si trovi a Venezia…

Arrivare al palazzo del cinema intanto viene ufficialmente proclamato sport olimpico. Si attua un vero e proprio slalom. I più numerosi sono i questuanti vestiti a festa che chiedono biglietti per vedere i film (il dress code dei gala per il red carpet impone massima eleganza) e ti circondano nel raggio di cento metri dall’ingresso.

Poi è il turno dei “fotografi a domicilio”: anche loro très chic, offrono shooting sul marciapiede a chi fa shopping o sta per sfilare sul tapis rouge come comune mortale. 

Ovviamente tra un cantiere e l’altro, abbellito ad arte con immagini delle passate edizione che vedono le star sorridenti e sognanti davanti al Palais. I nuvoloni di polvere che si alzano dai lavori in corso grazie al vento regalano un effetto-muratore con ambizioni alla Maria Antonietta. Si vedono calcinacci ovunque ma basta la vista del poster con Agnès Varda per ridare speranza.

Superati gli ennesimi posti di blocco, finalmente si avvicina il momento tanto atteso, la connessione wi-fi per lavorare nella sala Orange, ribattezza così per via della compagnia telefonica che offre internet gratuito alla stampa.

Gli addetti sono giovani aitanti vestiti di bianco, spesso con l’aria sperduta di Bambi davanti al Cacciatore. Hanno due compiti delicatissimi: elargire le tesserine con la password e alzare il volume del televisore per permettere ai giornalisti di guardare in diretta le conferenze. Quando si chiede loro di fare entrambi vanno palesemente in tilt.

Fanno parte della categoria maggiormente rappresentata qui alla Croisette, i “guardiani”. Qualsiasi centimetro quadrato vanta una creatura che vigila religiosamente sull’elenco infinito di regole francesi (batterebbe persino gli editti della Umbridge in Harry Potter!). La lista parte dal selfie sul tappeto rosso e include pressoché qualsiasi azione necessaria al regolare svolgimento delle proprie funzioni. La loro mansione consiste nel vietare tutto ciò che l’altro debba fare: no is the new black. Ghigno alla Gollum incluso, of course.

Per una serie di congiunture astrali favorevoli, chi sopravvive alle prove precedenti può aspirare ad una sedia per poter lavorare. E persino chiedere alla hostess di turno una bevanda rigenerante. La lattina di aranciata diventa il Sacro Graal. 

Ti siedi in religioso silenzio, apri il portatile sul tavolo, scrivi la prima riga dell’articolo e allunghi la mano per il primo sorso. Troppo tardi: un addetto troppo sollecito l’ha appena portata via.

Segue aria sgomenta in cerca del colpevole. Pardòn, del responsabile.

In lontananza si vede chiaramente mentre getta nel cestino la “prova”.

Lo fa per il nostro bene, come i genitori spartani che pucciavano i neonati nel vino. 

L’allenamento dei Navy Seal a Cannes fa un baffo. 

Qui c’è posto solo per i veri duri.

 


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