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In principio fu la centrifuga

La tecnologia in soccorso dei pigri in cucina

Gio 30 Mag 2019 | di Giuseppe Marino | Tecnologia
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Una mela al giorno. Però per tenere il medico a distanza meglio metterci anche una carota, una pera, broccoli e pomodori. Sì, però chi sbuccia e prepara? La tecnologia, come spesso accade, corre in soccorso dei pigri anche in cucina. Non per niente da qualche anno l’affermarsi delle tendenze salutiste ha visto in parallelo crescere le vendite di apparecchi robot che aiutano in cucina. E non solo: chi non ha notato la diffusione di “juice bar”, locali specializzati nel servire succhi e centrifughe, medicina perfetta per metterci in pace con la coscienza dietetica e fare spazio alla lasagna?

In principio fu la centrifuga che, come suggerisce il nome, sfrutta la forza centrifuga per ridurre frutta e verdura a comodi succhi da bere. Magari mescolando più tipologie di vegetali in modo da ottenere cocktail salutari e gradevoli, per chi è amante del genere.

I produttori hanno però poi rilanciato con un altro apparecchio, l’estrattore, che riduce ortaggi e frutta a succo in modo molto più lento, sfruttando l’azione “masticatrice” di una particolare vite. Gli esperti di marketing si sono scatenati per lanciare il nuovo prodotto e hanno diffuso la teoria che l’estrattore sia l’unico apparecchio in grado di mantenere inalterate le proprietà nutritive, visto che nell’altro, a causa del numero di giri molto più elevato, si sviluppa un maggior calore che distruggerebbe sostanze preziose.
Diversi studi non sono riusciti a cogliere queste differenze, come spiega ad esempio un’analisi dell’Unione nazionale consumatori: “Analizzando i succhi prodotti da entrambi gli apparecchi, non sono state rilevate significative differenze in termini di percentuale di vitamine o altri nutrienti presenti”.
Questo non vuol dire che i due tipi di apparecchi siano intercambiabili. La centrifuga è più rapida, impiega in media cinque minuti contro i quindici dell’estrattore. Ha anche un costo medio inferiore, visto che in un caso si va da 30 a 250 euro, nell’altro da 100 a oltre 500. I contro: la centrifuga è nettamente più rumorosa e più complicata da lavare, per cui una parte del tempo risparmiato lo si perde al momento di mettere via l’apparecchio dopo l’uso. è vero però che per alcuni vegetali è consigliato il taglio in pezzi più piccoli se si usa l’estrattore. Altra differenza è la consistenza del succo, che è più liquida per la centrifuga e più densa e omogenea per l’estrattore (la centrifuga tende anche a formare una parte schiumosa che finirà in cima al succo, stile cappuccino). L’estrattore ha qualche funzionalità in più, perché può preparare anche sorbetti e latte vegetale.
Veniamo ai modelli. La gamma è enorme, ma merita una citazione sicuramente il Kuvings Whole Juicer Motiv 1, che ha aggiunto una funzione unica nel suo genere: ha due sensori nell’impugnatura che ti fanno il check up: rileva massa corporea, tasso metabolico e una serie di altri fattori che vengono poi rielaborati da un app sullo smarphone che consiglia di conseguenza il succo più adatto. Fantascienza, per veri maniaci del fitness con il portafoglio abbastanza ampio da spendere 699 euro e la pazienza di attendere che sia più facilmente disponibile in Italia. Tornando sulla terra, il Kitchenaid 5KVJ0111 è risultato il migliore in base ai test di Altroconsumo e il prezzo scende a 350 euro circa. Scendendo decisamente di prezzo, si può ripiegare sul Moulinex ZU 255 B, che ha il vantaggio di essere piuttosto compatto (almeno in larghezza) e silenzioso. Viene via per circa 120 euro. Per le centrifughe si può puntare sulla Philips HR1918/80 che ha un sistema di pre pulizia e post pulizia che rende l’uso un po’ più amichevole e il tubo di ingresso è abbastanza largo da non dover affettare tutto con troppa cura: siamo sui 200 euro. Per chi è invece disposto a rinunciare a tutti gli optional fantasiosi e ripiegare su un apparecchio base, accettando il fatto che abbia più parti in plastica dei “colleghi” più costosi, il Moulinex JU2000 è una scelta compatibile con il salvadanaio: appena 30-35 euro. 
 

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