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Pubblicità su internet? Come le mosche sul miele!

Come evitare di cadere nella trappola dei colossi che distrugge le piccole attività

Gio 30 Mag 2019 | di Alberico Cecchini | Editoriale
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Nel 2000 i quotidiani italiani vendevano 6,2 milioni di copie, oggi circa 2 milioni (fonte ADS). La chiusura di oltre metà delle edicole accelera il processo di diminuzione delle copie e la pubblicità raccolta dalla stampa diminuisce di pari passo. 

Gli investimenti pubblicitari si spostano dalla stampa al web e vengono assorbiti da Facebook, Google, Amazon, Booking, Trip Advisor, You Tube, ecc.

Questi colossi controllano già gran parte del mercato pubblicitario mondiale. La strategia è semplice: offrono costi abbordabili anche alle piccole attività, come esca, per poter rendere le vendite dei loro clienti completamente dipendenti dalle loro piattaforme. 

Per poi gradualmente alzare le tariffe erodendo pian piano gran parte dei margini a loro vantaggio. Gli imprenditori e i professionisti locali ci cascano come le mosche sul miele. 
Ma non è colpa loro, quanto di tutto quell'esercito di esperti nel saccheggio e nel gioco delle 3 carte, che si è improvvisamente creato  e che si presentano come i nuovi fenomeni del business, scrivendo sui loro biglietti da visita stupidaggini, tipo: social media manager, web marketing strategist, digital marketing specialist, ecc.

Fanno qualche giornata di corso e passano subito a spillare euro un tanto al mese, promettendo quello che non possono. Perché purtroppo la stragrande maggioranza di questi di fatto non sanno proprio nulla di marketing! Vendevano gadget, lavori di grafica e distribuzione di volantini, poi siti web, ora appioppano soluzioni per il web che il più delle volte non funzionano e spesso fanno anche molti danni.

Se non ci credete, chiedete a loro cosa pensano dei loro colleghi, saranno molto più duri di me in questo giudizio. Alcuni in gamba ci sono, ma costano cifre che possono permettersi solo le grandi aziende. D'altronde, se fossero veri fenomeni secondo voi avrebbero tempo di occuparsi di piccoli clienti locali? 
 
Però sono bravi nel far sognare soldi ai loro clienti grazie all'eldorado di internet, che però è un abbaglio mortale per la maggior parte delle attività, specialmente le più piccole. 

Cosa succederà a breve quando i costi esploderanno alle stelle?

Ogni anno i costi aumentano pesantemente e in pochissimi anni le aziende grandi, più organizzate, con i tecnici migliori e tanti soldi da investire, divoreranno i pesci piccoli che non potranno più permettersi di comprare le pubblicità su internet. Questo è inesorabile.

Chi vende grazie ad internet, il giorno stesso che smette di investire, azzera istantaneamente le vendite. Questo perché sul web quasi mai si creano i Brand, molto più spesso si suicidano. E i nuovi fenomeni di cui sopra non lo dicono perché neanche lo sanno. 

Per le attività locali è un'epoca veramente dura, ma questa è la fase in cui chi saprà costruirsi un brand potrà raccogliere tantissimo nel prossimo futuro. Per costruirsi un brand occorre comunicare in modo professionale, differenziando la propria offerta da quella di tutti i concorrenti. Raccontando dettagliatamente tutti i motivi per farsi scegliere. Conquistare credibilità con contenuti professionali per informare, formare e acquisire i clienti più appetibili. Internet non dà credibilità, la stampa sì. Chi saprà utilizzare bene la carta stampata uscirà dalla mischia che c'è sul web. E quindi potrà costruire un'immagine della propria azienda capace di produrre vendite oggi e nel futuro. 

Oggi la stampa costa poco e può rendere molto più del web, ma bisogna saperla utilizzare. Non con la pubblicità istituzionale o creativa, che per le piccole attività non funziona più per niente, ma con messaggi che forniscano tutti gli input per sviluppare referenze e passaparola positivi per essere percepiti come migliori. 

Poi bisogna essere i migliori davvero, perché la pubblicità può portare nuovi clienti, ma se questi si trovano male, poi non tornano e parlano male.
La maggior parte delle persone quando deve acquistare cerca ancora una relazione umana ed è qui che bisogna fare la differenza: basta un trattamento anche solo leggermente superiore alla media per essere soddisfatti se c'è un minimo di calore umano, di sensazione di essere visti e ascoltati. Non servono chissà quali coccole, basta che i clienti non si sentano imbrogliati o ignorati. E questo in Italia è ancora molto difficile da trovare, anche se c'è un netto miglioramento. Ma è chiaro che se devo rischiare di sentirmi snobbato o infastidito preferisco la freddezza di un acquisto online, almeno è neutro. 

Chi vuole vendere oggi (professionisti, imprenditori o commercianti) deve assolutamente uscire fuori in prima persona. E umanizzare l'acquisto, trattando i clienti non a pesci in faccia, ma come se fossero ad un hotel a 5 stelle.  Chi avrà il coraggio di esporsi, uscire dall'anonimato, farsi conoscere, riconoscere, apprezzare e preferire, rendendo pubblico tutto lo sforzo che si fa e la passione che ci si mette per accontentare il cliente meglio degli altri, conquisterà molti più clienti di chi disperde le proprie energie su internet. E se li terrà nel futuro.

Soprattutto occorre dare voce ai clienti entusiasti, come messaggio pubblicitario per attirarne di nuovi. Questo è fare marketing ed è il lavoro principale da fare in prima persona, tutto il resto può essere delegato. Chi lo capisce farà strike, chi non lo capisce non avrà molto futuro. 
 

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