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Diego Armando Maradona: Non sarò mai una persona normale

Un avventuroso incontro a Cannes con El Pibe de Oro. E una stretta di mano indimenticabile

Ven 01 Ago 2008 | di Boris Sollazzo | Interviste Esclusive
Foto di 8

Chi è più forte tra Pelè e Maradona?
Sono uguali, come Fred Astaire e Ginger Rogers.
Ma tenete presente che lei faceva tutto con i tacchi a spillo!”
(Omar Sivori)


Più che un’intervista o una recensione, questo è un diario. Il racconto di un giorno speciale. Chi scrive da sempre è appassionato di calcio, malato di “tifo” per il Napoli. Una squadra dal passato altalenante e sfortunato, come la sua città, allo stesso tempo splendida e spaventosa. Una squadra conosciuta nel mondo per i suoi supporter emigranti, unici, e per aver avuto nelle sue fila, per sette anni, il giocatore più forte della storia del calcio: Diego Armando Maradona. Controverso, straordinario nel bene e nel male, è amato e odiato nel mondo con un’intensità incredibile. Vita personale e carriera hanno vissuto cadute e resurrezioni, i mitici gol all’Inghilterra, il campionato del mondo regalato alla sua Argentina così come i due scudetti e la coppa Uefa al Napoli sono imprese che molti (rin)negano per via delle disavventure con la droga, per le sue posizioni politiche e per quel figlio riconosciuto solo tardivamente. «Non sarò mai una persona normale: tutti pretendono di giudicarmi, tutti parlano di me, ma senza ascoltarmi. Io ho fatto del male nella mia vita, cose per cui non mi perdonerò mai, ma solo a me stesso, alla mia famiglia, alle mie figlie». Lo dice, Diego, nella lunga intervista-confessione-ritratto che è quello scombinato e bellissimo film presentato a Cannes e che risponde al titolo di “Maradona by Kusturica” (in dvd dal 27 agosto). L’incontro tra due geni, tra due caratteri impossibili, tra due persone entusiaste della vita e ancora selvaggiamente idealiste. Che hanno il coraggio di confessare i propri errori, per poi poter mostrare anche quelli altrui. «Perché tanti mi hanno attaccato? Il complotto di Usa 94 (è stato squalificato per uno sciroppo per la tosse e una pillola dimagrante permesse, ma un cavillo burocratico lo inchiodò) così come la squalifica italiana non vi sembrano molto sospetti? Come mai hanno scoperto che prendevo cocaina solo dopo che ho eliminato l’Italia dai “suoi” mondiali del ’90?». Tante le domande, tante le scoperte in questo piccolo grande documentario che vede anche un commovente cammeo canoro-serenata di Manu Chao. Impossibile per il sottoscritto non commuoversi, ricordare gli anni delle prime bandiere e magliette, gli anni in cui quell’ometto buffo e capelluto regalava gioie che al Sud (dell’Italia e del mondo) erano sempre negate. Sembrava un eroe rivoluzionario e, nel bene e nel male - grazie a Gianni Minà lo abbiamo scoperto nelle sue splendide interviste-fiume -, era sempre sincero, trasparente. Diceva quello che pensava, anche troppo. Era impossibile quindi, essendo a Cannes entrambi, non fare di tutto per conoscerlo. Infilandomi ovunque (persino nel photocall come finto fotografo), seguendolo, trovando il suo albergo. Con l’aiuto di amici preziosi, l’ho visto, più volte. Ed ero così emozionato che non riuscivo neanche a parlargli. Mentre Diego, insolitamente buio e poco vivace, ha comunque piazzato delle zampate da campione, anzi da Mr. God come lo chiama Emir Kusturica. «Ancora parlate de La mano de Dios? Tuttora di quel gol non mi vergogno: era la nostra vendetta contro gli Inglesi per le Malvinas. Ora me la taglierei, ma solo per conoscere Julia Roberts». Si schernisce quando gli si fa presente che ormai ha il carisma e il seguito di un leader. «Credo solo che la povera gente si riconosca nel mio passato, fatto di favelas, palloni di panno e mia madre che faceva finta di non avere fame perché noi figli avessimo da mangiare. Credo riconoscano la mia sincerità nel battermi per la giustizia, ma ci sono persone più importanti e capaci di me: io cerco solo di usare la mia popolarità a fin di bene. Per contrastare un paese che sta rovinando il nostro mondo. Lo sapevate che gli Usa hanno bombardato ben 24 paesi nel solo dopoguerra?». è sincero, disarmante, non (si) nega nulla. Dagli attacchi feroci come le sue autocritiche alle manifestazioni no global fino ai momenti di geniale spensieratezza, in cui il suo animo infantile si sfoga: così è stato il primo a palleggiare sulla Croisette in uno scambio di finezze con l’amico regista Emir, ex promessa del calcio jugoslavo. «Io ho commesso troppi sbagli. Ma sono sempre rimasto me stesso e ora che Dio mi ha dato un’altra vita, salvandomi dalla morte (ebbe un attacco cardiaco a Punta del Este - ndr), voglio rimanere vero ed essere migliore». Solo parole? No, il divo Maradona, in mezzo alla folla, negava autografi e fotografie, stanco del bagno di folla aggressivo che subisce a ogni uscita pubblica.

A un certo punto una voce, un po’ emozionata, gli urla “Diego, grazie! Voglio solo stringerti la mano!”. El pibe, in mezzo a due guardie del corpo e “smarcando” anche il direttore Fremaux torna indietro e si fa largo per stringere la mano di quel pazzo con gli occhi lucidi, che non voleva souvenir o santini, ma solo ringraziarlo per la gioia ricevuta e mostrargli il suo affetto. Un gesto “vero”, semplice e istintivo. A proposito, naturalmente quel matto ero io.

INCREDIBILE DIEGO

• Il suo gol all'Inghilterra nei quarti di finale dei Mondiali messicani del 1986 è stato votato come il più bello della storia del calcio.

• A Buenos Aires alcuni fan hanno fondato la Chiesa di Maradona. Il suo 43esimo compleanno, nel 2003, rappresentò l'inizio dell'anno 43 d.D. - después de Diego (dopo Diego).

• Diego Armando Maradona è stato l'unico giocatore del Napoli a vincere la classifica cannonieri della serie A nell'anno 87-88 con 15 gol realizzati.

• Nel maggio 2006 ha accettato di partecipare a Soccer Aid, un programma di sostegno all'Unicef.
 

MARADONA IN NUMERI

• 358 gol segnati in partite ufficiali

• 705 Partite ufficiali disputate

• 244 in Argentina

• 58 con il Barcellona

• 259 con il Napoli

• 29 con il Siviglia

• 91 nella nazionale argentina

• 24 con la nazionale argentina under 21

 


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