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“Nino mi ha aiutata a trasformare la sofferenza”

L’attrice Sabrina Paravicini e il figlio, con la sindrome di Asperger, portano nelle scuole la loro esperienza per insegnare a vedere la diversità come un’opportunità

Gio 30 Mag 2019 | di Marzia Pomponio | Attualità
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Il pubblico l’ha conosciuta nel ruolo di Jessica, interpretato per quattro stagioni nella serie Rai “Un medico in famiglia”. Al cinema è stata diretta da Mario Monicelli, Maurizio Nichetti, Gianluca Tavarelli, Carlo Lizzani, Leonardo Pieraccioni, Carlo Vanzina. Attrice, autrice letteraria, sceneggiatrice, regista e produttrice, Sabrina Paravicini dal 2005 è soprattutto una mamma, di Nino, al quale a due anni è stata diagnosticata una forma di autismo infantile severo. Attraverso il lungo percorso di terapia affrontato insieme al figlio scopre il mondo della diversità, compreso i muri burocratici, e una nuova Sabrina, un’esperienza che ha raccontato nel libro “Io ragiono con il cuore”, edito da Rizzoli, e che ha ispirato il docufilm “Be Kind”, diretto con il figlio, Nino Monteleone, che è anche il protagonista. 


Quanto è stato difficile conciliare il lavoro con le esigenze di suo figlio? 

«Quando è nato Nino, avevo già il desiderio di rallentare un po’, poi quando c’è stata la diagnosi è stata una scelta necessaria, perché ha iniziato a fare la terapia già durante la materna. Andavo a prenderlo a scuola a mezzogiorno e poi lo riportavo, tutti i giorni. C’erano ritmi non compatibili con la carriera. L’impegno di voler essere una mamma che gestiva il suo lavoro e la sua famiglia si è trasformato in una problematica diventata prioritaria nella famiglia». 

Ha attraversato più fasi: la sofferenza, la rabbia e infine l’accettazione, dalla quale sono nati “Be Kind” e poi il libro. 
«Non avrei potuto fare “Be King” se non fossi già da qualche anno nella fase di accettazione. Nino, che ha fatto progressi straordinari, oggi è più vicino alla sindrome di Asperger, motivo per cui abbiamo deciso di fare il film, diventato un viaggio a due. Lui mi ha molto aiutata a trasformare la sofferenza in qualcosa di utile anche agli altri. Nel film abbiamo parlato anche di altre persone che vivono la diversità, che può essere fisica, di religione, di pelle, di scelte di vita, persone che potevano restare all’angolo, chiuse in un mondo di sofferenza e che invece sono riuscite a trasformare la loro diversità in qualcosa di creativo, un valore aggiunto, un po’ come accaduto a noi».

A chi si rivolge il  libro “Io ragiono con il cuore”?
«Ad altre mamme che iniziano un percorso così difficile, che nasce come sofferenza e poi si trasforma, diventa qualcosa di creativo, supera addirittura ogni aspettativa, come “Be Kind”, che è nato come esperienza familiare per dare autonomia a Nino ed è diventato qualcosa di grande, che stiamo portando nelle scuole. È il mio messaggio di speranza e di aiuto». 

Quello che un genitore non si aspetta in queste situazioni sono i muri burocratici. Quali ad esempio? 
«Un bambino a scuola ha un insegnante di sostegno solo se l’Inps gli riconosce la legge 104, la disabilità grave. Questo significa che un  bambino con discalculia, disgrafia o deficit di attenzione non è reputato disabile grave e non ha sostegni. Abbiamo fatto ricorso al Tar, lo abbiamo vinto e ci siamo dovuti costituire contro il Ministero che ci ha fatto causa. Tutto questo per esercitare un diritto che era di nascita di Nino. Oggi ha il sostegno a scuola, ma sono passaggi che un genitore in sofferenza non dovrebbe fare, andrebbe anzi aiutato».

Oggi come vive la diversità?
«Come un valore aggiunto, la capacità di tirare fuori qualcosa che hai dentro, che magari inizialmente non ti piace, ma se la valorizzi sa essere la tua differenza».                                           


 

Viaggio gentile nella diversità

Dall’esperienza con il figlio Nino, con la sindrome di Asperger, Sabrina Paravicini ha realizzato il docufilm “Be Kind”, co-diretto con il figlio, che è anche il protagonista. Un viaggio nel mondo della diversità attraverso interviste a personaggi che hanno fatto della diversità un valore aggiunto. Il film, al quale hanno partecipato Roberto Saviano e l’astronauta Samantha Cristoforetti, ha vinto una menzione speciale per l’attenzione al sociale ai Nastri d’Argento 2018 e al Taormina Film Fest.  
 

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