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Table Mountain: Un’isola nel cielo di Cape Town

In Sudafrica si innalza una delle sette meraviglie del mondo, l’unica montagna che dà il nome aD una costellazione

Gio 30 Mag 2019 | di Testo e foto di Massimiliano Rella | Mondo
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Hoerrikwaggo, l’isola nel cielo - così la chiamavano i nomadi Khoikhoi - incombe sulla città di Cape Town (Città del Capo), suscitando riverenza e ammirazione; come avviene quando siamo davanti alle grandi “opere” della natura, assorti in un misto di sensazioni tra il bello e il sublime, tra il fascino e il timore per ciò che è smisurato. Eletta nel 2011 tra le “Sette Meraviglie del Mondo” la Table Mountain è l’unica montagna ad aver dato il nome a una costellazione – la Mensa o Mons Mensae -  per volere dell’astrologo francese Nicolas Louis de Lacaille, che nel 1754 s’arrampicò fin quassù per osservare la volta celeste in un luogo senza inquinamento, puro, cristallino, luminoso, adamantino. 

E pensare che intorno al 1870 i notabili del Capo, la “punta meridionale” del Sud Africa, volevano addirittura costruire una ferrovia che salisse sulla Table Mountain, egocentrica sfida alle leggi di gravità, naufragata fortunatamente con l’avvicendarsi della guerra anglo-boera. Un secolo prima gli inglesi - era il 1796 - costruirono tre strutture in mattoni, due poi andate distrutte, nel punto in cui migliaia di visitatori dopo un viaggio nel “cielo” sopra Cape Town oggi scendono dalla funivia inaugurata già nel 1929. Se prima d’allora lo spettacolo della grande “tavola” d’arenaria era riservato ai camminatori e scopritori più intrepidi e avventurosi – possono ancora fare un sentiero spettacolare, immutato dal 1503, quando Antonio de Saldanha lo compì per la prima volta – oggi la funivia è la terza attrazione del Sud Africa, con oltre 800mila passeggeri l’anno. Esclusi i giorni di maltempo, quando una “tovaglia” di nebbia e dense nuvole (la table cloth) si stende minacciosa sulla Table Mountain, i turisti si accodano già alle prime ore del mattino per ammirare almeno tre cose: il paesaggio meraviglioso su Cape Town; la catena seghettata dei 12 Apostoli; il tappeto di fynbos, dal nome della macchia arbustiva sudafricana, che con ben 1.460 specie forma il più piccolo regno floristico al mondo. E ci sono 3 km di sentieri a guidarci tra bellissime protee, alcune endemiche, fiori simili a carciofi colorati di giallo o viola. Inoltre, gli 11 punti d’osservazione a mille metri d’altezza ci aprono la vista sul cono di Lion’s Head che svetta sulla city, fino a Robben Island, l’isola che per 18 anni tenne prigioniero il leggendario Nelson Mandela, prima che si concludesse la pagina nera dell’Apartheid: era il 1994. E se non bastasse tanta bellezza ammiriamo pure il fondale della west coast incorniciato tra i monti rossicci di Hottentots Holland, che segnano il confine con le terre interne. 

Un altro tra i percorsi più spettacolari nella macchia di fynbos ci guida verso il punto d’osservazione più alto, il Maclear’s Beacon (1.085 metri slm), indicato da un tumulo di pietre poggiate nel 1844 da Sir Thomas Maclear. La vista toglie il fiato, l’occhio si perde nell’immensità della penisola del Capo e tra le insenature di False Bay fino all’estremità lontana, lontanissima, del Capo di Buona Speranza, dove le acque dell’Atlantico incontrano l’Oceano Indiano. Un luogo del mito e dell’epopea caro ai grandi navigatori del passato. 
Sul versante meridionale umido della montagna gli escursionisti più pratici possono scendere invece fino a un’antica foresta pluviale, i giardini di Kirstenbosch. E altri sentieri più lunghi, gli Hoerikwaggo trail, abbracciano l’intero Parco nazionale - protetto dall’Unesco - di Table Mountain, spingendosi oltre l’area marina di Chapman’s Bay e l’incantevole spiaggia bianca di Noordhoek: 97 km di itinerari da fare in più giorni. 
In questo “documentario” vissuto in tempo reale incontriamo piccole lucertole viola e rane-fantasma (Heleophryne purcelli), che si nascondono al nostro passaggio tra rocce antichissime, ancestrali, di oltre 260 milioni d’anni: arenaria, pietra fangosa color porpora, depositi glaciali, rocce sedimentarie. E pensare che un tempo i leopardi e i leoni circolavano indisturbati nelle loro battute di caccia. Gli ultimi – fortunatamente per noi – furono avvistati nel 1802. Invece, i più innocui Iraci (Procavia capensis), detti anche Dassie, sono ancora qui sulla Table Mountain: sembrano piccoli roditori, sono lontani parenti degli elefanti. 
Siamo al tramonto, la testa e il cuore tra le nuvole sopra Cape Town. 
Il suono delle sirene irrompe del silenzio annunciando la chiusura della funivia. 
è ora di scendere. Esperienza indimenticale. UnforgeTable Mountain.                                


 

COME ARRIVARE

South African Airways da Roma e Milano via Monaco o Francoforte con secondo scalo a Johannesburg www.flysaa.com. 
Da Roma a partire da 656,09€ a/r tasse aeroportuali incluse. Da Milano da 780 a/r. Emirates vola da Roma, Milano, Venezia via Dubai www.emirates.com. Da Roma 708€ a/r tasse incluse; da Milano 719€, da Venezia 711€. Collegamenti aeroporto-città www.acsa.co.za. 


 

IN FUNIVIA SULLA MONTAGNA

In caso di maltempo la funivia non sale. Biglietto a/r 330 rand (19,41€), bambini 165 rand; solo andata adulti 190 rand (11,18€), bambini 90. Si può scendere a piedi con un’oretta di sentiero. La stazione della funivia si raggiunge in taxi: dal waterfront 130 rand (7,60€). Ogni giorno alle 10 e alle 12 visite guidate gratuite. Ristorante self service e deli. Temperature: estate 35°, inverno (luglio e agosto) fino a –1°. Tel +27/(0)21.4240015 oppure per il meteo +27/(0)21.4248181 www.tablemountain.net. 
 

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