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Tutta questa pubblicità cretina funziona?

La maggior parte dei messaggi pubblicitari oltrepassa l’idiozia, ma il bello è che neanche funzionano!Ecco perché

Gio 20 Giu 2019 | di Alberico Cecchini | Editoriale
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Perché in Italia la pubblicità e così fastidiosa? Perchè i messaggi sono così cretini? E poi funzionano o no questo tipo di pubblicità o sono solo uno spreco di soldi? 

Siamo inondati di messaggi pubblicitari, slogan, promozioni, sconti, offerte. Sui manifesti in strada, alla radio in macchina, sul giornale al bar, in tv a casa e nella mail.

A tutto ciò aggiungiamo ore e ore al giorno che trascorriamo con gli occhi sullo smartphone, dove la presenza di pubblicità  è sempre più intensa e pervasiva. 

Per leggere un contenuto o vedere un video, dobbiamo impegnarci in un faticoso slalom speciale per aggirare, scansare e chiudere messaggi pubblicitari non richiesti, spesso irritanti. 

Banner lampeggianti, video che partono da soli con audio altissimo che non si riesce a bloccare, pop up che spuntano a ripetizione e che spostano il testo che vogliamo leggere o lo coprono, che poi è difficile chiuderli; pagine che si aprono senza averle richeste.

Cosa può fare una persona normale per non distrarsi continuamente, se non scartare tutti questi messaggi in modo automatico e spietato? 
La mente in pochi anni ha sviluppato una capacità di reagire sempre più istantanea per difendersi da queste sollecitazioni, pertanto è come se si fosse vaccinata a tal punto che oggi ne è quasi completamente immune. 

Ciò che con la coda dell’occhio viene riconosciuto come pubblicità, viene scartato dal cervello in una frazione infinitesima di secondo, prima ancora che possa comprenderne minimamente i contenuti. Ecco perché si stanno bruciando centinaia di milioni di euro su internet, ma anche fuori.

Oggi la pubblicità tradizionale non funziona più. L’intolleranza verso ogni forma di pubblicità non richiesta si è estesa a tutte le sue forme. Tanto più questa è aggressiva, tanto più rapidamente e spietatamente viene rifiutata.
La stampa è la forma di pubblicità meno aggressiva e fastidiosa. Sulla carta stampata  una pubblicità non interrompe nessun programma, la guardiamo solo se vogliamo e quanto tempo vogliamo: non s’impone come uno spot radio o video o un pop up. 

Quello che stiamo osservando sui nostri giornali è che oggi funziona tantissimo la pubblicità sotto forma di articolo, che spiega per bene il perché dovremmo scegliere di aquistare quel prodotto.

Infatti, oggi, prima di procedere ad un acquisto, vogliamo essere informati approfonditamente, cerchiamo spiegazioni  più dettagliate, convincenti e credibili. Questo significa anche che preferiamo acquistare da chi ci spiega meglio cosa fa, come lo fa e perché ciò che fa è superiore a quello della concorrenza. 
Il meccanismo vincente consiste nella trasformazione del messaggio da pubblicità classica, cioè strillata e colorata, a semplice informazione sotto forma di articolo vero e proprio. Questo può essere molto convincente se vengono applicate alcune tecniche spiegate dal   copywriting, perché riesce a penetrare nel nostro dialogo mentale per inserirci quelle informazioni che sono necessarie a scegliere cosa e dove comprare. 
Tutti quegli spot dal tono sbarazzino che intasano radio, tv e web non ci convincono più per niente. Una canzoncina difficilmente può avere la forza dei pubbliredazionali che riescono a spiegare molto più dettagliatamente e con grande forza  il vantaggio competitivo offerto. Per vendere non basta attirare l’attenzione. Occorre avere delle cose da dire che siano ritenute rilevanti dai clienti.

L’articolo pubblicitario, inoltre, genera l’autorevolezza della persona o dell’azienda che si propone come esperta di quel settore specifico, tanto che la riconosciamo tale dai clienti che preferiranno acquistare da loro piuttosto che da uno percepito come generalista. Quindi, è particolarmente adatto per tutti i professionisti, per i medici privati, per gli imprenditori.            

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